Manfredonia

Pesca. Flai Cgil: niente cassa integrazione per i lavoratori

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Pescatori di Manfredonia (image copyright Stato, archivio)

Roma – “Abbiamo appreso questa mattina dalla trasmissione di RAI 3 “Buon giorno Italia” che, durante una riunione presso la Direzione Generale della Pesca del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali tenutasi pochi giorni fa, si è giunti alla definizione dei periodi relativi al fermo biologico per l’anno in corso, nel rispetto di un obbligo comunitario, e dei conseguenti indennizzi per le imprese e i lavoratori. Quanto afferma il servizio di “Buon giorno Italia” è vero in parte: se è vero che sono stati trovati i soldi per le imprese, lo stesso non si può dire per gli indennizzi ai lavoratori”. Lo dichiara in una nota la Flai Cgil.

“Infatti, solo per le imprese si è giunti ad un impegno comune del MIPAAF e delle regioni che in un momento di congiuntura economica hanno reperito le risorse, dimenticando i lavoratori. Non corrisponde al vero affermare che per i lavoratori ci sarà l’intervento della cassa integrazione a sostegno del reddito e questo è stato oggetto di una lunga discussione nella riunione al MIPAAF, cui ha partecipato la Flai. Il settore è senza finanziamenti per la Cigs in deroga dal 2010 e sono ancora molti i lavoratori che attendono che gli venga corrisposto l’indennità per i periodi di Cigs relativi al 2011 e 2010. Una situazione che il ministero del lavoro, l’Inps e lo stesso MIPAAF conoscono molto bene. La pesca è un settore che al pari di tutti gli altri sta vivendo un momento di forte crisi e lo stiamo dicendo da anni”.

“C’è la necessità che da parte del governo giunga un segnale concreto con il riconoscimento di una Cigs strutturata e non più in deroga per dare garanzie di reddito ai lavoratori, smettendola anche con questa forma di elemosina che di anno in anno ci vede contrapposti alle istituzioni nel richiedere un diritto per i lavoratori del settore. E soprattutto è necessario evitare una cattiva informazione che crea inutili aspettative. Questo settore – conclude la nota – al pari degli altri produce reddito e occupa 30.000 lavoratori che oggi come gli altri vivono la crisi e che non sono, ma ormai si sentono, figli di un dio minore”.


Redazione Stato



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Commenti


  • gianluca

    l’ennesimo regalo di quel governo locale che nn ha saputo fare le dovute rimostranze nelle sedi oppoturne una città in ginocchio che si reggeva sulla marineria e mentre alee sette di mattina tutto dorme mi domando quanto ancora raschieremo il fondo del pozzo grazie a tutti gli ammministratori locali provinciali regionali per aver profuso il così importante impegno per salvaguardare la categoria portante dell’economia di questa città complimenti ancora un appaluso

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