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Fondazione Teatro Petruzzelli a rischio crac finanziario

Fondazione Teatro Petruzzelli a rischio crac finanziario

I parlamentari sollecitano un'azione del Ministero

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Bari. Vicenda Petruzzelli: un intervento finanziario a sostegno della Fondazione ma nessuna sanatoria per le procedure illegittime. È questo l’oggetto di una interrogazione al Ministro dei Beni e delle Attività culturali, Dario Franceschini, presentata dai parlamentari Antonio Distaso, Trifone Altieri, Nicola Ciracì e Benedetto Fucci (Conservatori e riformisti). Da numerosi articoli di stampa – scrivono i parlamentari – si apprende della esistenza di 181 ricorsi nei confronti della Fondazione lirica Teatro Petruzzelli di Bari, da parte di dipendenti assunti con contratto a tempo determinato. Sono state già 21 le sentenze a favore dei lavoratori e analoga sorte dovrebbe riguardare i 160 ricorsi pendenti. La condanna della Fondazione alla riassunzione dei lavoratori e al pagamento dei danni porterebbe l’Ente lirico a dover sopportare una spesa di circa sei milioni di euro, con conseguente rischio di liquidazione.

I parlamentari sollecitano un’azione del Ministero perché “una eventuale e non auspicabile mancanza di intervento, a fronte di atti e provvedimenti ritenuti illegittimi (che rischiano di produrre concreti danni finanziari, e probabilmente erariali, alla Fondazione Petruzzelli), rischierebbe di minare la credibilità della istituzione ministeriale e di coprire, in tal modo, evidenti responsabilità, personali e amministrative, del presidente e del Sovrintendente della Fondazione, in particolare negli anni dal 2008 al 2011”. Il sostegno alla Fondazione, precisano, avrebbe l’obiettivo di “rilanciare i suoi progetti e non già consentire una sanatoria di attività e procedure ormai acclarate come illegittime”. I parlamentari sottolineano che sull’edizione barese di Repubblica del primo giugno, l’attuale Sovrintendente al Teatro dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes, già commissario della Fondazione Teatro Petruzzelli (anno 2012), dichiara: “l’articolo 3, comma 8 bis, della legge n. 100 del 2010, prevedeva espressamente una pianta organica concordata (con il Ministero, ndr) e l’autorizzazione alle assunzioni (a tempo determinato o indeterminato), a patto che queste avvenissero attraverso procedure di evidenza pubblica “. E ancora : “per questo motivo il Ministero mi autorizzò a farle mentre prima erano state sempre rifiutate”. Nello stesso articolo, il commissario dichiara espressamente: “Quando sono arrivato (al Teatro Petruzzelli) ho trovato una situazione non conforme alle regole o, per dire meglio, ho trovato una situazione determinata da scelte arbitrarie, dunque illegali”.

Sempre su Repubblica Bari, il 3 giugno, Salvo Nastasi, già capo di Gabinetto e successivamente direttore generale del Ministero dei Beni e delle Attività culturali, ricorda come sin dal 2010 vigesse l’obbligo, per le assunzioni di personale delle fondazioni liriche, delle procedure di evidenza pubblica, come stabilito dal contratto nazionale di lavoro. In particolare, a partire dal 2010 (con la legge n.100) venne consentita la possibilità di deroga al blocco per le assunzioni a tempo indeterminato, a condizione che venissero espletate procedure a evidenza pubblica.

Lo stesso dottor Nastasi afferma che la Fondazione Teatro Petruzzelli avrebbe dovuto procedere attraverso l’espletamento delle procedure concorsuali, anziché ricorrere, com’è invece successo, alla stipula di contratti a tempo determinato “che non dovevano essere autorizzati, poi rinnovati più e più volte”. E ancora afferma che fu “una scelta di Michele Emiliano e del Sovrintendente dell’epoca che ovviamente ha illuso i lavoratori e creato forti aspettative, oltre ad aver indebolito la Fondazione nella difesa (in seguito) delle sue posizioni”.

Sempre nel citato articolo – concludono – Nastasi dichiara che “la morsa del sindacato (Cgil, ndr) sul Petruzzelli è stata fortissima; è la cronaca e se ne parla da anni. Le pressioni su di loro (Regione e Comune) furono conseguentemente enormi; si volevano assunzioni dirette senza limiti o controlli“.



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