Manfredonia
A cura di Pino Delle Noci

A Manfredonia un’iniziativa utile per la città: la differenziata porta a porta

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Manfredonia. Il mese di febbraio 2016 è iniziata la raccolta differenziata porta a porta a Manfredonia. La raccolta, scaglionata per quartiere, è iniziata con la consega di un Kit di contenitori. Consegna che ha ingenerato polemiche di cui non riuscivo a comprendere le ragioni. Lo slogan “Diamo valore ai rifiuti e riduciamo i costi” l’ho adottato fin dagli anni 80, quando, dal 1988 al 1991, nella disacrica comunale di Manfredonia, Pariti 2 (Conte di Troia), venivano conferiti i rifiuti di 14 comuni della Provincia di Foggia. Tutte le amministrazioni che si sono avvicendate, sollecitate ad utilizzare le maggiori entrate per organizzare ed avviare la raccolta differenziata porta a porta, hanno preferito mimare le tre scimmiette. Esaurita la discarica Pariti 2 sono nati i problemi.

Delle maggiori entrate i cittadini non hanno avvertito alcun beneficio. L’ASE invece, società partecipata al 100% dal Comune di Manfredonia, dal 1992 al 2011 ha maturato una voragine finanziaria di Euro 7.910.600,44. Debito pagato dai cittadini con un ruolo supplettivo nel 2007, seguito dall’aumento di tasse e cessione di un patrimonio immobiliare di pregio storico e di indubbio valore. Coloro che hanno disamministrato, nessun danno ma premiazione con prestigiose poltrone.

Con la chiusura di Pariti 2, l’ASE (Azienda Speciale Ecologica) è stata costretta a conferire i rifiuti in altre discariche, fino a quando, l’attuale discarica di Cerignola, ha negato il conferimento dei rifiuti di Manfredonia. Un intoppo che ha provocato l’inderogabile ricerca di soluzioni per il problema rifiuti. L’ASE corre ai ripari e avvia la raccolta porta a porta. Raccolta che, per una buona riuscita, richiede l’ imprescindibile impegno e collaborazione di tutti: cittadini e istituzioni. Dal canto loro i cittadini devono impegnarsi in una raccolta diligente nella separazione e nel rispetto della tempistica per il conferimento. Le istituzioni, invece, oltre a una programmazione adeguata, devono adottare metodi e mezzi idonei ad evitare disagi ai cittadini. La consegna dei Kit dei contenitori non sembra vada in questa direzione. Consegnare in modo indiscriminato un kit di contenitori, assimilabili a “bidoni”, nella nostra città, è sintomo d’improvvisazione nell’adottare provvedimenti che meritano particolare attenzione. La consegna del Kit, nel quartiere dove risiedo, mi ha fatto comprendere le motivazioni di una polemica che merita attenta riflessione.

L’amministrazione comunale e l’Ase sono in possesso, per ogni nucleo famigliare, dei dati sufficenti per una ocula programmazione. Si conosce la composizione del nucleo famigliare e i metri quadri dell’abitazione; dati che oltretutto servono a determinate la TARI. Partendo da questo dato è notorio che ci sono nuclei famigliari formati da uno o due componenti. Buona parte di questi vivono in locali piccoli, a volte, anche angusti a piano terra e non hanno spazi per stipare i bidoni. Consegnare 5 “bidoni” di quelle dimensioni, a nuclei famigliari di 1/2 componenti, semmai anziani che vivono in condizioni di disagio e che non producono quantità di rifiuti per quelle capienze è la manifesta improvissazione di sempre.

Almeno tre dei “bidoni“, eccetto quello dell’umido e dell’indifferenziata, potrebbero essere sostituiti, dopo una attenza valutazione del nucleo famigliare e lo spazio a disposizione, da “bustoni”: buste contenitori come quelle dei supermercati per la spesa. La carta, il vetro, la plastica e l’alluminio, a differenza dell’indifferenziata e dell’umido, se conservati con diligenza, non creano sgradevoli odori e disagi; quindi possono essere raccolti facilmente nei bustoni.

Prendo ad esempio il condominio in cui risiedo. Siamo quattro nuclei famigliari di cui tre sono formati da due componenti, l’altro da una sola persona. Tranne casi particolari, possono verificarsi aumenti di umido e di indiffernziata. Normalmente i quattro nuclei famigliari non producono vetro, plastica e carta in quantità tale da riempire i 16 bidoni. Bastavano 2 Bidoni a famiglia e tre bidone per il condominio. Una attenta programmazione avrebbe facilitato e favorito la collaborazione di tutti i cittadini, oltre che scongiurate polemiche più o meno comprensibili. Di contro esiste la possibilità che si verifichino conportamenti irrazionali e reazioni degradanti per l’intera comunità.

Sarà pur vero che gli italiano sono un popolo di conservatori, è altrettanto vero, però, che le reazioni al cambiamento sono quasi sempre dettate da provvedimenti scollegati da soluzioni idonee a soddisfare le vere esigenze dei cittadini.

(A cura di Pino Delle Noci, Manfredonia 08.06.2016)



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Commenti


  • il bello deve ancora venire

    Che beneficio avremmo in termini economici? Con tutti i bidoni che spariranno e che si deterioranno e tutto il personale impegnato probabilmente avremmo un altra batosta!


  • volontario

    Giusta la constatazione circa la dotazione dei due bidoni, per l’umido e l’indifferenziata, e quelli condominiali per la plastica, vetro e carta.
    Però tale soluzione, quella dei bidoni condominiali sarebbe ottimale qualora ci fossero degli spazi comuni per contenerli e quindi fare per gli stessi una raccolta …… tipo condominiale.
    Questo accade in contesti a me noti in quanto in altre realtà tale situazione è già determinata dal progetto dell’immobile, dove appunto si realizzano degli spazi all’uopo destinati. Qui invece non si ha cognizione degli spazi comuni condominiali, tant’è che qualcuno ne approfitta rendendoli privati….. con l’appoggio autorizzativo da parte del comune …. per giunta.
    Quindi a Manfredonia, come è solito dire qualcuno, ma di cosa stiamo parlando ?


  • Gosthspazzin

    Alla solerzia dei cittadini, nel fare il proprio dovere nel differenziare i rifiuti e collocarli, alle ore previste, corrisponde per effetto contrario l’inerzia ela sfatigataggine degli operatori ecologici,le strade sono ridotte a uno schifo, spazzano solo davanti agli esercizi commerciali di loro gradimento,gli alberi ormai sono un tutt’uno con le radici, malati e pieni di resina,mi chiedevo ma il direttore dell’Ase abita a Manfredonia?, va’ mai in giro a piedi? e i cosidetti caporali?, boh, ho la vaga impressione che non glie ne frega nulla a nessuno, l’importante e’ siamo partiti con la differenziata.
    Dimenticavo ma a Vieste, la fanno la differenziata, ho dobbiamo farci carico noi, nel bilancio generale dei maggiori costi di smaltimento in discarica?
    Non rispondetemi,so’ che non avete tempo da perdere.


  • Pino d'Aleppo

    Il tuttologo è esperto in tutto. Alcuni rifiuti sono apparentemente “puliti” e potrebbero attirare comunque cani, gatti, roditori e insetti vari. Oltre all’indecoroso spettacolo, simil mini discarica, dei sacchetti in sostituzione dei bidoni. Gli idonei mastelli, con particolare chiusura, permettono di conferire adeguatamente ogni rifiuto. Regolamentare il servizio in base alle varie e puntuali esigente avrebbe comportato una confusione generale. Poi se, scesi dal palco ottagonale, dobbiamo criticare tutto quello che fa l’amministrazione, facciamolo pure!


  • Anonimo

    Sono mesi ke ripeto ke è stata studiata MALEEEEE…informatevi se a napoli o altri paesi,ci sono 5 bidoni in casa!a lavar la testa al ciuccio,SI PERDE ACQUA E SAPONE!!!forse se ne accorgeranno tra qualke giorno,quando saremo invasi dall immondizia!!!! CAPRE…

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