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Strutture balneari. Piemontese in Commissione consiliare

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BarI. “Il confronto con la Soprintendenza è necessario per coordinare le azioni istituzionali in modo da assicurare interpretazioni omogenee, chiaramente leggibili da tutti i pugliesi e non soffocanti per i protagonisti della nostra economia turistica: le strutture balneari qualificate come amovibili possono e devono rimanere per 12 mesi l’anno sulle spiagge in concessione, al pari della durata della stagione balneare”. Lo ha ribadito l’assessore regionale al Demanio e Patrimonio, Raffaele Piemontese, nel corso delle audizioni svolte nel corso della seduta congiunta della IV e V Commissione del Consiglio regionale, sui chiarimenti richiesti dagli operatori balneari pugliesi. I gestori dei lidi chiedono sia applicata l’Ordinanza balneare 2016, così come concordata tra Associazioni e Regione e hanno sollecitato chiarimenti circa l’obbligo imposto dalla Soprintendenza alle Belle Arti e al Paesaggio di rimuovere dalle spiagge le strutture ‘amovibili’ a fine ottobre.

Piemontese ha ricordato che quest’anno “è stata emanata un’Ordinanza balneare che sancisce la durata della stagione per 365 giorni l’anno, e dunque anche il mantenimento delle strutture, per incentivare la destagionalizzazione delle attività cosiddette balneari. Le Associazioni di categoria hanno convenuto sulla positività di questo provvedimento che è stato accolto con grande favore con da tutti gli operatori turistici”. Dicendosi “convinto che le Soprintendenze saranno presto in condizione di potenziare la loro cooperazione con la Regione Puglia”, l’assessore ha informato le Commissioni su una riunione da lui stesso promossa presso l’Assessorato lo scorso 23 giugno, a cui hanno partecipato la direttrice del Segretariato regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la Puglia, Eugenia Vantaggiato, il soprintendente alle Belle Arti e al Paesaggio per le province di Bari, BAT e Foggia, Carlo Birrozzi, e la soprintendente alle Belle Arti e al Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, Maria Piccarreta; mentre, per la Regione Puglia, erano presenti i dirigenti della Sezione Demanio e Patrimonio, Giovanni Vitofrancesco, del Servizio Demanio marittimo, Sergio De Feudis, e della Sezione Assetto del Territorio, Francesca Pace.
“In quell’occasione – ha riferito Piemontese – ho sottolineato con forza che il concetto di amovibilità delle strutture balneari, prescritto dalle discipline regionali vigenti, è diverso da quello dell’obbligo della removibilità, non previsto invece da alcuna norma né di legge né di pianificazione”. Posizione analoga a quella espressa alle audizioni anche dall’assessore alla Pianificazione territoriale, Anna Maria Curcuruto.


La discussione sulla questione dell’obbligo di smontaggio delle strutture balneari a fine stagione ruota, infatti, intorno al concetto di strutture di “facile rimozione” che, secondo la Legge regionale 10 aprile 2015, n. 17 ‘Disciplina della tutela e dell’uso della costa’
, è “ogni manufatto realizzato con l’assemblaggio di elementi componibili, integralmente recuperabili, senza utilizzo di materiali cementanti di qualsiasi genere e senza lavori di scavo e, comunque, trasportabile senza compromettere significativamente la possibilità del riuso”. “Nei casi in cui non sia giustificato da concrete esigenze di tutela del paesaggio – ha osservato l’assessore Piemontese –, anche l’annuale smontaggio e rimontaggio delle strutture può essere dannoso per l’ambiente costiero, oltre ad avere risvolti economici negativi per i concessionari”. “Perciò ho rilevato con particolare vigore – spiega Piemontese – che questo obbligo imposto dalle Soprintendenze, peraltro applicato anche in casi in cui non vi è un’effettiva esigenza di tutela paesaggistica, è ricavato da prescrizioni non più in vigore ed emanate prima dell’approvazione del Piano Regionale delle Coste, del Piano paesaggistico territoriale regionale e delle ordinanze balneari che, come ha fatto da ultimo quella in vigore dal 4 maggio di quest’anno, prevedono che la stagione balneare duri per l’intero anno solare e con essa, evidentemente, il mantenimento delle strutture amovibili”.

Resta da definire solo quali siano i casi in cui ricorrerebbe l’obbligo dello smontaggio per stringenti motivi di tutela paesaggistica. Questione per cui, nel corso dell’incontro dello scorso 23 giugno negli uffici regionali di Via Gentile, le Soprintendenze e la Regione hanno convenuto che lo strumento di riferimento debba essere la Pianificazione costiera regionale. Su queste basi ci saranno ulteriori interlocuzioni per la definizione di una Circolare congiunta da emanare a tutti i Comuni interessati. finalizzata alla revisione delle concessioni che prevedono l’obbligo della rimozione delle strutture a fine stagione balneare. “Spero – ha concluso Piemontese – che il propositivo lavoro che sta svolgendo il Demanio regionale, con la disponibilità dimostrata dalle Soprintendenze, possa giungere presto al traguardo da tutti auspicato a favore dell’ulteriore sviluppo turistico della Puglia”.



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