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Recente sentenza

Coop Monte Sant’Angelo, ok Consiglio Stato a Prefettura “Collegamenti con clan”

"(...) non possono essere ritenuti irrilevanti, contrariamente a quanto affermato nella sentenza appellata, alcuni episodi di intimidazione subiti dalla cooperativa (..)"


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Bari/Monte Sant’Angelo, 08.07.2017. ”(…)Infine, non possono essere ritenuti irrilevanti, contrariamente a quanto affermato nella sentenza appellata, alcuni episodi di intimidazione subiti dalla cooperativa: episodi consistenti nella esplosione di vari colpi di arma da fuoco contro la saracinesca dei relativi locali adibiti ad uffici. Si tratta di un fatto non episodico, indice anch’esso delle interferenze tra l’attività della Cooperativa e le vicende legate all’operato delle organizzazioni malavitose della zona (..) ”. Con recente sentenza, i giudici della terza sezione del Consiglio di Stato, presidente Marco Lipari, ha accolto il ricorso del 2017 della Prefettura di Foggia contro la Società Cooperativa Sociale Sanitaria Service, in persona del legale rappresentante p.t., Pasquale Benestare, Damiano Totaro, il Comune di Monte Sant’Angelo, per la riforma della sentenza in forma semplificata, del T.A.R. per la PUGLIA – sede di BARI: SEZIONE II, n. 00702/2016, resa tra le parti, concernente informativa antimafia.

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 8 giugno 2017 il Cons. Sergio Fina.

FATTO e DIRITTO (INTEGRALE)
Come anticipato, il Ministero dell’Interno ha impugnato la sentenza del Tar Puglia – n. 702/2016, con la quale era stato accolto, “per asserito difetto di istruttoria e carenza di motivazione”, il ricorso della Società Cooperativa Sociale Sanitaria Service, contro il provvedimento d’informativa antimafia ex art. 91 D.lgs. n. 159/2011, emesso dall’UTG – Prefettura di Foggia e il conseguente provvedimento di revoca dell’autorizzazione comunale all’esercizio della Residenza Socio – assistenziale per anziani “Villa Santa Maria di Pulsano”, gestita dalla Cooperativa appellata.

Con l’appello, la Prefettura ha lamentato “l’erronea valutazione, da parte del TAR, delle convergenti risultanze istruttorie, in ordine al concreto rischio di condizionamento della cooperativa, da parte della criminalità organizzata.”

Avvocatura dello Stato “Scioglimento del consiglio comunale aspetto di assoluta rilevanza ..”
Come esposto dall’Avvocatura dello Stato “(…) il Tar ha considerato, quale elemento del tutto irrilevante, lo scioglimento del Consiglio Comunale di Monte Sant’Angelo per infiltrazione mafiosa, mentre tale aspetto risultava di assoluta rilevanza ai fini della esatta comprensione del contesto ambientale, gravemente compromesso, in cui operavano i soggetti coinvolti nella vicenda di cui si discute, anche alla luce dello stretto rapporto tra l’amministrazione comunale e l’area di attività della cooperativa ricorrente in primo grado“.

Secondo i ricorrenti (Ufficio Territoriale del Governo Foggia, Ministero dell’Interno,ndr) “all’epoca delle indagini poste a base della contestata informativa prefettizia, esistevano legami certi tra la Cooperativa appellata e il clan “Li Bergolis”, notoriamente implicato nell’attività tipica della criminalità organizzata operante in quell’ambito socio-economico. Tali legami emergevano da molteplici indici, ma andavano desunti soprattutto dalla circostanza dell’assunzione di alcune dipendenti, collegate, sia pure indirettamente, al predetto sodalizio criminale. Queste ultime circostanze, pure di evidente risalto, non erano state adeguatamente apprezzate dal Tar, sulla base di un’asserita mancanza di precedenti penali, relativi a tali persone. Ma l’incensuratezza di tali soggetti non avrebbe potuto elidere l’evidenza del collegamento con il menzionato sodalizio criminale“.

Ancora, secondo i ricorrenti “(….) la formale regolarità della gestione economica della Residenza per Anziani, condotta dalla Cooperativa non costituisca, diversamente da quanto evidenziato dal Tar, un indice di trasparenza o di assenza di infiltrazioni mafiose e così anche, come l’assenza di anomalie nelle predette assunzioni e nei flussi finanziari della struttura assistenziale, non sia significativa ai fini della decisione sulle questioni, oggetto della controversia“. ”(…) il presupposto del provvedimento prefettizio non è costituito dalla ipotizzata irregolarità della gestione finanziaria del soggetto destinatario del provvedimento prefettizio, bensì dal riscontro oggettivo del pericolo concreto di infiltrazioni di tipo mafioso. Questo rischio è presente, talvolta in modo ancora più significativo, in imprese che, dal punto di vista meramente contabile ed economico, possono apparire “in regola”.”

I ricorrenti hanno concluso affermando ”la sostanziale sovrapponibilità delle situazioni accertate, anche alla società “Management Service”, di cui sono soci al 50%, il Damiano Totaro e il Pasquale Benestare”.

In giudizio l’appellata Cooperativa ha contestato analiticamente tutte le argomentazioni avversarie, anche attraverso il richiamo alle difese spiegate in primo grado, concludendo per il rigetto dell’impugnazione.

Il Comune di Monte Sant’Angelo si è costituito in giudizio, aderendo alle tesi dell’amministrazione appellante.

Consiglio di Stato (esterno; fonte image: gazzettalavoro)

Consiglio di Stato (esterno; fonte image: gazzettalavoro)

COSA HANNO DETTO I COMPONENTI DELLA III SEZIONE DEL CONSIGLIO DI STATO (L’ATTO)

I componenti della terza sezione del Consiglio di Stato hanno ritenuto l’appello fondato (…)

Secondo il Consiglio di Stato (si riporta testualmente) ”(….)il contestato provvedimento d’informativa, appare emanato in conformità ai parametri valutativi sopra indicati ed è incentrato su una esauriente attività istruttoria, correttamente esposta nella motivazione dell’atto, che attribuisce un preciso significato ai singoli dati di fatto accertati”.

”Infatti, dall’insieme degli elementi raccolti dalla Prefettura, a cui si riporta l’Avvocatura dello Stato, emerge sia lo stretto collegamento tra il vicepresidente della Cooperativa appellata Damiano Totaro (già vicepresidente del Consiglio Comunale di Monte Sant’Angelo) e Matteo Pettinicchio, persona contigua al clan dei “Montanari”, riconducibile, a sua volta, alla cosca “Li Bergolis”, notoriamente riconducibile alla organizzazione malavitosa “sacra Corona Unita”, sia il collegamento tra questi due soggetti e il Presidente della cooperativa Pasquale Benestare”.

”Gli accertati vincoli – scrive il Consiglio di Stato – non sono riconducibili a semplici incontri tra i soggetti, quanto, piuttosto, alla circostanza dell’assunzione nella cooperativa, delle compagne del “Pettinicchio” (…) e del Miucci Enzo (…), quest’ultimo, esponente di spicco e di sicuro spessore criminale dello stesso clan “Li Bergolis””.

”Nella specie, entrambi i soggetti (Pettinicchio e Meucci) risultano essere stati tratti in arresto e sottoposti ad indagine di polizia giudiziaria, nell’ambito di varie importanti operazioni investigative. Il Meucci è stato poi condannato dalla Corte d’Appello di Bari, con sentenza del 25.01.2015, in quanto coinvolto nella latitanza del noto pregiudicato Giuseppe Pacilli. Anche la Scarabino (compagna del Miucci e dipendente dell’appellata cooperativa) è risultata a sua volta coinvolta nel procedimento penale n. 3243/011R.G. del Tribunale di Foggia, per il reato di favoreggiamento della latitanza del pregiudicato Li Bergolis Franco e, inoltre, compare, insieme al predetto Meucci, nella richiesta di misure cautelari avanzata dalla D.D.A. di Bari. Infine, non possono essere ritenuti irrilevanti, contrariamente a quanto affermato nella sentenza appellata, alcuni episodi di intimidazione subiti dalla cooperativa: episodi consistenti nella esplosione di vari colpi di arma da fuoco contro la saracinesca dei relativi locali adibiti ad uffici”.

”Si tratta di un fatto non episodico, indice anch’esso delle interferenze tra l’attività della Cooperativa e le vicende legate all’operato delle organizzazioni malavitose della zona.
Quanto, poi, ai riscontrati legami esistenti tra la cooperativa “Sanitaria Service” e la società “Management Service” S.R.L., va condiviso il rilievo dell’Avvocatura dello Stato, circa la correttezza del provvedimento prefettizio, il quale ha accuratamente evidenziato la sostanziale sovrapponibilità dei due soggetti e quindi della diretta comunicazione a quest’ultima di tutti gli elementi gravemente indiziari accertati, con precisione, nei confronti della prima”.

In definitiva, il quadro indiziario valutato dall’Autorità prefettizia al momento dell’adozione dell’informativa di che trattasi si rivela, per l’effetto, sufficientemente analitico e puntuale”, dicono i componenti della III sezione del Consiglio di Stato. ”I molteplici elementi indiziari raccolti dall’amministrazione dell’interno sono stati accuratamente ponderati e posti logicamente a supporto della determinazione prefettizia impugnata in primo grado. Ne deriva che il motivo d’impugnazione deve ritenersi fondato e che pertanto l’appello deve essere accolto e per l’effetto in riforma della sentenza impugnata deve essere respinto il ricorso in primo grado”.

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FOCUS SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE MONTE SANT’ANGELO
Scioglimento Consiglio Com. M.S.Angelo: “pesanti condizionamenti criminalità organizzata”
Scioglimento Consiglio Com. M.S.Angelo, i motivi della relazione (I)
Scioglimento M.S.Angelo, dal Consiglio di Frazione agli appalti e alle assunzioni (II)
Scioglimento Consiglio M.S.Angelo, ricorso al TAR: ‘La nostra una città sana”

ORDINANZA INTEGRALE PRIMA SEZIONE TAR LAZIO – 05.11.2015

REDAZIONE STATO QUOTIDIANO.IT – RIPRODUZIONE RISERVATA

Coop Monte Sant’Angelo, ok Consiglio Stato a Prefettura “Collegamenti con clan” ultima modifica: 2017-07-08T13:11:16+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Nardo

    Ora quale sarà la sorte degli anziani e dei tanti lavoratori?


  • Mariangela

    E ora staremo proprio a vedere come reagiranno in Comune di fronte a questa sentenza sulla antimafia. Devono togliere la licenza e nominare un Commissario. Viste le premesse del capolinea sono proprio curiosa di vedere se sono dalla parte della legalità o pure di altri…


  • Giuseppe

    Comuque questo schifo ha fatto perdere l ‘onore la dignitá e la serietá di noi Montanari (con la M maiuscola).La cosa che mi fa pena che ci sono citadini che acclamano queste persone.


  • Dipp. M.

    A giudicare la nuova giunta sul capolinea riportato in pieno centro storico nonostante l’opposizione dei montanari onesti e a giudicare sul Corvo che è ancora al suo posto e che utilizzava i nomi di noi montanari onesti per scrivere le lettere anonime, penso che la giunta non farà un bel niente, ormai sono troppo vincolati con quegli ambienti.

  • Io sono sicuro che il nostro Sindaco rispetterà la sentenza.


  • Dipp. M.

    Il nostro sindaco faceva meglio anche a rispettare la volontà dei cittadini e invece ha riportato il capolinea nel centro storico per fare contente dieci persone che gravitano sulla piazza. E se voleva essere per la legalità avrebbe chiesto ai Commissari la loro consulenza e invece così è schiavo di poche persone che decidono per lui.


  • Giovanni

    Insomma da ridere. Il nuovo sindaco oggi sull’Attacco ammette candidamente di essere andato all’hotel Manfredi a chiedere i voti agli ex sciolti. E ammette che alcuni di loro lo hanno votato. Ma cosa si aspetta ora? E cosa dobbiamo aspettarci noi cittadini da un sindaco simile?

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