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"Non abbassate mai la guardia di fronte alle difficoltà, ma navigate sempre con vento in poppa ad ali spianate"

Foggia, “Con David Clerc l’Urlo del Silenzio”

Tenete ben strette, le radici profonde che avete, per farsì che crescano “alberi forti e rigogliosi”

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Foggia. Il Viaggio: momento di crescita, riflessione, punto di partenza per affrontare” con le unghie e con i denti”, nuovi, prorompenti e sempre più affascinanti viaggi alla ricerca di nuovi obbiettivi da raggiungere.

L’ importanza, nonostante i mille ostacoli del quotidiano, di rialzarsi sempre, guardando l’altro come risorsa e mai come ostacolo. Condividi e comunica le tue idee, sogni, emozioni, speranze, progetti, non lasciandoli “lì ad ammuffire in un cassetto”. L’ intero ricavato della vendita del diario-autobiografico, ha voluto evidenziare l’autore, servirà a realizzare uno dei suoi progetti in cantiere: Scuola in…barca, far conoscere ai ragazzi la vita di barca, fatta di disciplina, spirito di squadra, ma soprattutto rispetto “senza se e senza ma” dell’altro.

Cielo terso da nubi e notte stellata, hanno catturato l’attenzione anche “dei commensali” seduti ai tavoli del Ristorante-Pizzeria “La Maddalena”
, lì lateralmente e hanno fatto da fil-rouge al “palcoscenico-letterario” con Davide Leonardo Chiarolanza (in arte David Clerc), autore del diario-racconto dal titolo: “l’Urlo del Silenzio”, edizioni Artestampa, tenutosi lo scorso 7 luglio 2017, a partire dalle ore 21,00 c.a., in Piazza Maria Teresa Di lascia, promotrice dell’ Associazione “Nessuno Tocchi Caino” contro la Pena di Morte e vincitrice del Premio Strega del 1995 col romanzo edito da Feltrinelli: “Passaggio in Ombra”, a Rocchetta Sant’ Antonio, a pochi passi dal Capoluogo Dauno, fortemente voluto dall’ Amministrazione Comunale e dall’ Associazione “Presidio del Libro”.

Intervenuti, oltre all’ autore, Raffaele Mangino, Assessore allo Sviluppo Economico, Attività Produttive e Fondi Comunitari, in rappresentanza del Primo Cittadino dottor Valentino Petruzzi, assente per motivi Istituzionali e dell’intera Amministrazione Comunale, il responsabile e Socio-Fondatore dell’Associazione promotrice dell’iniziativa e la prof.ssa Concetta Piazzolla, docente Istituto Comprensivo “Papa Giovanni Paolo II” di Rocchetta Sant’Antonio.

Letture di alcuni brani del diario-racconto, come “la stella salente per Lorenza” e “lettera al figlio che non ho per Lorenza”, affidate alla soave leggiadrezza di Enrica Chiarolanza, con accompagnamento musicale a cura di Gerardo e Rocco di Letizia. Al termine della serata, breve rinfresco, con tutti i componenti dell’Associazione, alla presenza anche dell’autore della stessa Enrica Chiarolanza.

Associazione no-profit che, tra l’altro, sarà promotrice anche, il prossimo 21 agosto 2017, sempre a Rocchetta Sant’ Antonio, all’ interno “del sempre succulento e incalzante” cartellone estivo, dell’iniziativa su Giovanni Libertazzi, venuto a mancare all’ affetto dell’intera Comunità e non solo, il 2 agosto del 1993 e a cui è stata anche intitolata la Biblioteca Comunale, luogo in cui, si riunisce la stessa Associazione.

Educatore e grande intellettuale, ha avuto come luce-guida del suo percorso sia personale che professionale, l’importanza della memoria storica, affinché non venga come sempre “messa lì all’ angolo”, ma si rinsaldi giorno dopo giorno, soprattutto “tra i banchi di scuola”. Da qui l’auspicio, ha voluto ridondeggiare il Presidente, di una cospicua presenza di giovani.
Filo-conduttore dell’ iniziativa che ha voluto fortemente “ricalcare con matita rossa”, nel suo intervento finale, il Presidente dell’ Associazione, dopo aver ringraziato chi, senza indugio e con abnegazione, si è prodigato per la buona riuscita della serata e elencando “per nome e cognome” tutti i componenti del gruppo di Lettura: farsì che la sua testimonianza di vita, il suo lavoro di storico venga fatto conoscere non solo per dargli l’onore che gli spetta, ma soprattutto perché arrivi alle giovani generazioni l’ invito a non smettere mai di sognare il proprio futuro, anche con mare in tempesta, ad aver fiducia nello studio serio e rigoroso che non sarà mai perso, ad interessarsi delle nostre vicende storiche di ieri e dell’altro ieri per trarne i dovuti auspici e suggerimenti per le necessarie scelte di campo di oggi.

Il Presidente, professor Pasquale Bonnì, è tutt’ora “pioniere di tante battaglie” volte a farsì che la cultura non diventi qualcosa da lasciar ammuffire in un cassetto, ma da rispolverare, rinsaldare, coltivare giorno dopo giorno, soprattutto da parte dei cosiddetti “nativi digitali”, adolescenti con l’unico o quasi modus vivendi: la rincorsa all’ultimo mi piace su facebook.
Questi, ha rincalzato come questo diario-racconto trascina il lettore, giovane e meno giovane, quasi senza respiro, senza dare, in alcuni passaggi, la possibilità di sostare per fissare e cogliere rimandi, come generalmente avviene nella forma classica.

Davide Leonardo Chiarolanza, in arte David Clerc, con radici famigliari nel piccolo paese del Sub Appenino Dauno, si è presentato davanti ai suoi compaesani, come un ragazzo schietto, solare, propositivo, spigliato, genuino, visibilmente emozionato da così tanta accoglienza.
Nasce in Olanda ad Heemskerk. Da sempre coltiva la passione per la musica e la scrittura, la prima ”eredità” anche famigliare, essendo figlio di musicista, ha coltivato la sua passione per la musica, oggi suona la batteria, la chitarra è tastiera.

“Giro di Boa” nel dedicarsi alla scrittura, è avvenuto nel lontano 2008, dopo una delusione amorosa, da qui anche la sua scelta di intraprendere un viaggio sia fisico che metaforico alla ricerca di “un’identità che sembrava fosse andata perduta tra le onde di un mare in tempesta”. Attualmente Davide Leonardo Chiarolanza (in arte David Clerc) lavora come Co-Skipper e consigliere, presso il circolo velico Nonsolovela di Reggio Emilia e ha fatto e fa tutt’ ora del mare, “quasi la sua passione di vita e di lavoro”.

Storia di chi, nonostante piccole e grandi delusioni, anche amorose, non decide di arrendersi, “di ammainare le vele”, ma di armarsi di forza e coraggio, mettendosi in cammino “onda dopo onda”.
Viaggio reale e metaforico per ricucire, rinsaldare, ben ramificare “le reti” del proprio progetto di vita, crescita personale e sociale
con “per compagno di strada, lì quasi come vedetta sulle debolezze dell’essere umano”, un gabbiano, con un filo conduttore, rivolto soprattutto ai giovani: coltivare e preservare il legame con se stessi e la Vita, con i propri sogni, piccoli o grandi che siano, rialzandosi sempre e non perdendosi mai d’animo.

In seguito l’autore ha evidenziato l’importanza terapeutica che lo scrivere, soprattutto magari per chi a parole “è poco pratico” nell’ esprimere le proprie emozioni, può avere.
Leggere è, ha continuato quest’ ultimo, come viaggiare, è progetto e casualità, è previsto e imprevisto. Leggere aiuta a far diventare la persona, giovane o meno giovane “più umile e rispettosa verso la natura”, più tollerante verso il prossimo.

Solo nel dialogo, ha continuato ancora quest’ ultimo, l’umanità può diventare più autentica, libera dalle sue “indigenze”, e andare in cerca dell’umanità degli altri, cercandone contatti, consensi e relazioni oltre la “soglia” della superficie, oltre ciò che appare. Parole chiave del suo intervento: L’importanza di apprendere, da ogni evento, quella saggezza e quell’insegnamento che può essere utile nel quotidiano.

Idee ribadite, se pur in modo diverso, dalla docente dell’Istituto Comprensivo di Rocchetta Sant’ Antonio e moderatrice della serata, prof.ressa Concetta Piazzolla.
Parole chiave: la Lettura come un tripudio di sensazioni, stati d’animo, passioni, come “un mare da solcare a vele spianate, sfalciando con irruenza le onde burrascose” e la copertina del libro può esserne l’emblema.

Nella seconda parte della serata, il Socio-Fondatore dell’Associazione promotrice dell’iniziativa, nel tratteggiare, se pur “con piccoli assaggi” per non togliere il gusto della lettura e “del profumo della carta”, il filo conduttore dell’Opera Letteraria, ha rincalzato come la lettura, “quasi irrispettosa e trasgressiva” di ogni protocollo formale, esondante, talora ripetitiva, scorre però veloce e leggera su un lessico elementare ed essenziale, facendo avvertire echi, risonanze e riflessioni che non sfuggono al lettore attento: il valore del <>, ma soprattutto di andare oltre “il luccichio cromato dei palazzi baciati dal sole”.

Qui il lettore, ha riecheggiato la moderatrice, prof.ssa Concetta Piazzolla, accompagnata dai consensi sia del pubblico che degli intervenuti, si ritrova avvolto in un’atmosfera leggera e impalpabile che crea silenzio e lo sollecita alla lettura sinonimo di un viaggio inaspettato con per compagna una voce che ritrova puntualmente eco in lui. E’ la voce narrante dell’autore che si annuncia subito non come una composizione “incassettata” secondo un disegno predefinito, unitario e sotto il cui “cielo” trovare sistemazione alle molteplici spigolosità della vita, ma sotto la spinta di un’insorgenza di coscienza che come un fiume carsico a tratti riemerge e porta alla luce i ritrovamenti dell’anima, frammenti di vita, come scorci di radure o paesaggi accarezzati da un sole radente.

Parole chiave del suo intervento: l’importanza della Famiglia, come “guscio protettivo” in cui trovarsi e ritrovarsi nei momenti difficili. L’ esaltazione del valore che la Solitudine può avere, non come forma di alienazione dalla realtà ma come ricerca del significato vero del “proprio io”.

Il tutto, con un messaggio forte ma allo stesso tempo “silenzioso”, rivolto dall’ autore David Clerc, soprattutto ai tanti giovani lì presenti, alle prese col futuro sempre “più incerto e tenebroso”, da lui riecheggiato anche, in appendice di serata, in una lettera aperta che ha letteralmente incollato sulle sedie e dato, usando un termine televisivo, “un fermo immagine” anche a chi passeggiava nella piazza antistante, scritta “di impulso amorevole” verso “i suoi sempre nel cuore Ruccuatan”: “Ci sono vincoli che non si potranno mai annullare con nessun tipo di benessere che trovi altrove. Prima o poi la terra bussa alla porta dei tuoi ricordi. E se hai il coraggio di aprire il cuore dimenticherai la rabbia che ti ha fatto partire con il nodo in gola, lo stesso nodo che hai quando pensi a ciò che hai lasciato. Non scappate ma cambiate, non arrendetevi e rassegnatevi mai, abbiate sogni affinché la malinconia non sia la vostra compagna di vita, siate sempre curiosi, folli e disobbedienti propositivi”, perché, ha continuato quest’ ultimo nella sua lettera: “Prima o poi la terra bussa alla porta dei tuoi ricordi. E se hai il coraggio di aprire il cuore dimenticherai la rabbia che ti ha fatto partire con il nodo in gola, lo stesso nodo che hai quando pensi a ciò che hai lasciato”.

Filo conduttore della serata e prendendo in prestito ancora alcuni passi della sua lettera commossa, letta un po’ con gli occhi lucidi e emozionati da cotanta accoglienza, in un silenzio quasi surreale, interrotto solo dal rintocco della torre dell’orologio, lì accanto al prorompente Castello d’Aquino: “Abbiate sogni cercando di realizzarli lì dove siete nati, affinché la malinconia non diventi la vostra compagna di vita”.

Al termine, grandi applausi, standing ovation, abbracci, strette di mano e foto di rito.

Marco Bonnì

Foggia, “Con David Clerc l’Urlo del Silenzio” ultima modifica: 2017-07-08T12:30:09+00:00 da Redazione



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