Cinema

Film per non dormire – Registi vari, 2006

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Peliculas para no dormir

Peliculas para no dormir (copyright: televisionando.it)

Nota propedeutica alla lettura: nel rispetto del lettore vergine della visione del film verranno isolate, nell’arco della recensione, eventuali rivelazioni critiche di trama (spoiler) su note a piè pagina, oltre a essere indicato, a fine articolo, un livello della presenza di punti sensibili nell’opera il cui svelamento accidentale possa incidere su una sua corretta fruizione.

Titolo originale: Peliculas para no dormir
Nazione: Spagna
Genere: fantastico/thriller/horror

TELECOMANDO alla mano, in un distratto zapping notturno, è probabile che alcuni di voi si siano imbattuti negli ultimi tempi, tra Rai 3 e Rai Movie, in singolari episodi televisivi del terrore dal sapore antico, come figli innaturali di serie storiche ben più note allo spettatore di una certa età (Twilight Zone, Creepshow). Si tratta della serie Film per non dormire, giunta con fatica in Italia (doppiata) dopo qualche anno grazie alla Minerva Rarovideo, passando per il Roma Fiction Fest del 2008, complice il successo dei ben più noti Masters of Horror (due serie americane della stessa categoria, presentate entrambe al Torino Film Festival).
Prodotto da Telecinco e dalla Filmax per la televisione spagnola, il progetto Peliculas para no dormir affonda le sue radici in un altro ben più datato, Historias para no dormir (1966), che tentò la strada dell’arruolamento di registi iberici dell’epoca (alcuni emergenti) per metter su piccole iniezioni di terrore in puntate per la TV. La rinascita dell’horror spagnolo e la sua visibilità mondiale (Balagueró, Plaza, del Toro) ha spinto, così, verso un ritorno alla filosofia del ’66 (allora di scarso successo), ricercando una linea che mettesse distanza da quella più ferocemente gore dei Masters of Horror e s’improntasse verso un saggio recupero delle dinamiche psicologiche di spavento. Ne vengon fuori sei capitoli indipendenti, della durata di circa un’ora a testa, non tutti riusciti ma fedeli alle intenzioni guida e, pertanto, già encomiabili per onestà cinefila.

Films to Keep You Awake - Locandina

Films to Keep You Awake - Locandina (copyright: cinema-tv.corriere.it)

L’episodio senz’ombra di dubbio più efficace è La habitación del niño di Alex de la Iglesia (ing: The Baby’s Room, it: La stanza del bambino), in cui una giovane coppia con figlioletto va ad abitare in una casa dove una misteriosa presenza sembrerà voler insidiare il pargolo.
I perfetti meccanismi di tensione, la purezza e originalità del soggetto, l’equilibrio dello sviluppo, lo spiazzamento nella soluzione e la costruzione dell’incubo rendono questo piccolo film un gioiellino del fantastico al livello delle migliori puntate di Twilight Zone, scevro da bieche trappole commerciali ed esclusivamente fondato su una sapiente sceneggiatura. Lo spavento è assicurato e gli amanti del fantastico d’antan saranno saziati a dovere.

Di discreta tensione e riuscita è anche Para entrar a vivir di Jaume Balagueró (ing: To Let, it: Affittasi). Una coppia in cerca di una casa in affitto s’imbatte in un immobile molto conveniente; sotto la guida di una donna, i due visiteranno l’appartamento, ma non ne resteranno entusiasti.
Debitore, per definizione dell’antagonista, verso il crudele e affascinante francese A l’interieur, quest’episodio, più nettamente virato verso l’horror, non lascia delusi nella prima parte e si fa gustare senza riserve. Alcune virate sul grottesco, purtroppo non dosate opportunamente, spengono la tensione nella seconda, sembrando a tratti inopportune e facendogli perdere lo statuto di classico. Para entrar a vivir appare, così, l’esercizio di un buon regista, dal quale, tuttavia, date le valide prove sulla lunga metratura, ci si sarebbe aspettata almeno originalità se non un maggior padroneggiamento della tensione.

Sul versante Creepshow porta la bandiera Cuento de Navidad di Paco Plaza (ing.: The Christmas Tale, it: Racconto di Natale) con una storia a base adolescenziale. Un gruppo di ragazzi scopre, intrappolata in una fossa, una rapinatrice vestita da Babbo Natale e decide di ricattarla per ottenerne il bottino.
Nonostante le buone intenzioni, l’episodio di Plaza non lascia il segno, debole su ogni fronte, dall’idea allo sviluppo, ereditando dalla serie Creepshow più la qualità che il fascino. L’età dei protagonisti è coerente con la maturità della pellicola, la quale assume, pertanto, le caratteristiche di un prodotto usa e getta per ragazzini under 14 cascati dagli anni 80.

Regreso a Moira di Mateo Gil (ing.: Spectre, it: Spettro) cerca, invece, la strada del fantastico malinconico e suggestivo con una storia intimista. Si narra di Alejandro, famoso scrittore, e del ritorno nella sua vecchia città d’infanzia, dove, tra tanti ricordi, quello di Moira è il più ossessionante.
Se le atmosfere soffuse, diafane, il tema della memoria e il tocco delicato rendono il lavoro di Gil soave e felicemente pacato, il soggetto, non autosufficiente per attrattiva, non viene reso particolarmente affascinante dalla regia, che ne fa solo un cordiale prodotto televisivo, troppo evanescente e da singola fruizione. Ne restano gradevoli sensazioni come per certi vecchi lavori genuinamente innocui, ma anche l’impressione di imperfezione. Sia per obiettivi tematici che per risultati ricorda Il gioco del bussolotto, episodio di Spielberg per Twilight Zone: The Movie.

Peliculas para no dormir - Locandina

Peliculas para no dormir - Locandina (copyright: cine.telecinco.es)

Adivina quién soy di Enrique Urbizu (ing: A Real Friend, it: Amici veri), come Racconto di Natale, mantiene la linea “per ragazzi” ed incentra la storia su Estella, giovane introversa appassionata d’horror che trasfigura la realtà in un mondo fantastico popolandolo coi personaggi delle pellicole che adora, suoi amici nella lotta alle avversità.
Dal tema non originalissimo, il contributo di Urbizu è probabilmente il peggiore, fatta salva a malapena la costruzione di attese e silenzi – invero molto da tv tedesca -, i quali, tuttavia, non mantengono quasi mai le promesse che li giustificano, e si risolvono, nei casi migliori, in qualche buona immagine da poster. Il finale conferma la pochezza del soggetto, adatto a bambini della statura mentale della protagonista.

La Culpa di Chicho Ibañez Serrador (ing: Blame, it: Colpa) ritorna sul thriller di Para entrar a vivir, raccontando l’avventura di un’infermiera ospitata stabilmente con sua figlia in casa di un’amica ginecologa in cambio di aiuto professionale.
Nonostante le premesse, La Culpa non riesce a radicare da alcuna parte se non in singole sequenze di tensione. Indispettisce ed è passo falso allo stesso tempo il tentativo del regista di costellare di finti indizi l’intero episodio, lasciandoli poi naufragare in nulla di fatto frustranti, che, oltre ad aggiungere delusione, invalidano una tensione a monte efficacemente costruita. Da gioco con lo spettatore, i colpi a salve diventano scherzo abusato, e l’assenza di debiti contraltari che ne compensino il fastidio o giustifichino l’utilizzo finisce per allontanare il film dal bersaglio immaginabile. Il finale, inopportuno, a vuoto e ai limiti del ridicolo, crea un’insoddisfazione annunciata.

Peliculas para no dormir è, in breve, un onesto tentativo di fuga da quel genere horror negativamente modernizzato e assolutizzato sul tappeto della violenza gratuita, proiettato verso il recupero di una qualità dimenticata – oggi si definisce ridicolmente “psicologico” tutto quanto è pretendibile lavoro serio di sceneggiatura! -, e le intenzioni, è innegabile, vengono rispettate a rischio dell’errore. I cinefili distratti, emozionati dai propositi, potrebbero cascare nella sopravvalutazione di una serie che, in fondo, non merita molte altre medaglie se non per un paio di episodi, e la vittoria va alla delusione, soprattutto nel raffronto con tanto recente cinema di genere spagnolo dal quale Peliculas para no dormir ha preso spunto e nomi.

Da vedere, dunque, ma senza aspettative.
Anche solo per conoscere un modo diverso di fare cinema.

La habitación del niño: 7.5/10
Para entrar a vivir: 6.5/10
Cuento de Navidad: 5/10
Regreso a Moira: 5/10
Adivina quién soy: 4/10
La Culpa: 6/10

AltreVisioni

A prova di spia, E. & J. Coen (2008) – limpido e sottovalutato film dei Coen? Da rivedere * 7
Zeitgeist, P. Joseph (2007) – forse il più famoso documentario complottista. Più interessante per i contenuti * 6

In Stato d’osservazione

Bitch Slap – Le superdotate, R. Jacobson (2011) – pulp movie erotico alla Russ Meyer? Curiosità * 22lug
Vanishing on 7th Street, B. Anderson (2010) – molta curiosità ma senza troppe aspettative. Distribuito in pochissime copie * 29lug

Film per non dormire – Registi vari, 2006 ultima modifica: 2011-08-08T08:58:45+00:00 da Alessandro Cellamare



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