Foggia
"Peccato che Foggia non sia un teatro comico ma una città da amministrare"

Rauseo: per comprendere Landella ci vorrebbe un nuovo dizionario

"Solitamente quando lo spettacolo è un flop bisognerebbe risarcire o trarne le conseguenze e sbaraccare"

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Foggia – “Il vocabolario politico dovrebbe inventare nuovi termini per spiegare le operazioni che si stanno consumando al Comune di Foggia per mano del sindaco Franco Landella. Perché allo stato non esistono”. Così il segretario del Partito Democratico di Foggia, Mariano Rauseo, sull’ennesimo rimpasto di giunta a Palazzo di Città. “Avevamo messo in preventivo una robusta e continua fibrillazione della maggioranza di centrodestra, a secco di potere da troppo tempo e pertanto intenzionata ad occupare e rioccupare il più possibile prima della fine del lustro che le è stato concesso. Ma in questo caso la realtà supera l’immaginazione: il prestigiatore Landella è riuscito in un sol colpo e per ben due volte a far scomparire assessori al governo da pochi mesi (uno addirittura da poche settimane) ed a farne riapparire di altri, usciti dalla finestra con un sms e rientrati dal portone dopo essere stati plasmati ad immagine e somiglianza del primo cittadino, senza uno straccio di spiegazione politica né di valutazione amministrativa di ciò che si va perpetrando in quel Palazzo che da tempo ha smarrito la via”.

“È evidente che il sindaco ha perso ogni remora e decoro politico-istituzionale, qualora gli siano mai appartenuti, ed ha deciso sin da subito di presentarsi con la sua faccia: quella dell’uomo solo al comando, che fa e disfa senza rispetto per i suoi consiglieri/assessori né per chi li ha votati (si tratta, infatti, di eletti), intenzionato a circondarsi essenzialmente di cortigiani e “yes man” ed infischiandosene tanto dell’opinione pubblica quanto della magrissima figura che vanno rimediando espulsi, ripescati ed eletti di questo improbabile teatrino di bassa lega”.

“Peccato che Foggia non sia un teatro comico ma una città da amministrare. È su questo che il primo commediante dovrebbe rendere conto ma preferisce distrarre i paganti con numeri che, in verità, non fanno ridere nessuno. Solitamente quando lo spettacolo è un flop bisognerebbe risarcire o trarne le conseguenze e sbaraccare. Attendiamo fiduciosi, confidando nei consiglieri a che abbiano un sussulto di dignità e lo accompagnino alla porta. A partire da quelli di opposizione”.

Redazione Stato



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