Editoriali
"A guardare dentro le cose si può provare anche a capire, comprendere quella rumorosa soddisfazione del premier"

Vento d’estate (a cura di Micky de Finis)

"Il punto è però, almeno questa la prima impressione, che il passato non muore mai, nel senso che la Rai dei partiti è sempre al centro di una lottizzazione"

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6 agosto 2015 – Salve. Mentre il solleone accompagna i giorni di un’estate bollente come non mai, il Governo trova una via per cambiare la guida di quella che, un tempo ormai lontano, tutti chiamavamo mammarai. A prima vista sembrerebbe una bella squadra, a cominciare dal presidente Monica Maggioni, collega seria, esperta e brava sulla quale davvero non si può dire nulla, trascurando in questa sede altri profili descritti da fonti massoniche più o meno accreditate.

Il punto è però, almeno questa la prima impressione, che il passato non muore mai, nel senso che la Rai dei partiti è sempre al centro di una lottizzazione che non riesce ancora a mettere le competenze ed il merito al centro e nel cuore delle proprie scelte, perché anche il passo che sembra ora contrassegnare queste ultime nomine non muove nel segno della discontinuità e, quindi, porta, conserva il grave limite di una visione strategica dal respiro corto. A ben vedere sarà stato anche un colpo di sole a far passare al Senato la delega per la riforma sulla pubblica amministrazione, altro tema fondamentale sul quale non si riesce a mai a fare sul serio. Vero è che l’urgenza di intervenire era inevitabile perché il bisogno di scardinare una burocrazia che ritarda come il freno principale del rilancio dell’economia è diventato intollerabile. Ma adesso bisognerà approvare ben venti decreti legislativi, come detta la delega, previsti in un calendario che non potrà più consentire, ammettere distrazioni come regola generale. A guardare dentro le cose si può provare anche a capire, comprendere quella rumorosa soddisfazione del premier. Ma ci sarebbe da andar cauti perché su tutto grava il sospetto che la sfida della riforma, così come immaginata e fatta calare in aula, si presenti come un contenitore vuoto, un progetto sterile, una sorta di compitino di bella presenza, di belle parole ma di scarsa di consistenza perché di vere novità in quel testo non se ne vedono, a parte le multe e le bollette pagabili via sms o il taglio stabilito per le Camere di Commercio con una cura dimagrante assurda, incredibile, evidentemente studiata da chi con l’idea di sviluppo ha qualche lacuna da colmare!

Forse alcune novità di un certo rilievo si possono leggere nel decreto varato per gli enti locali, il cui provvedimento ha ottenuto l’ultimo si anche alla Camera. Un provvedimento che manda a regime la stangata sull’acquisto di beni e servizi ed era ora che, almeno su questo punto da sempre nevralgico, s’iniziasse a fare sul serio. Altri cambiamenti si registrano sul fronte delle assunzioni e dei servizi per l’impiego dove si è cercato di innovare, ma siamo ancora molto lontani dagli annunci rivelati in pompa magna come quello dei dodici miliardi di euro sulla banda larga per spezzare il divario tra il Nord e il Sud. Dunque un’estate che, solo al fotofinish riesce probabilmente a staccare la spina ad una maggioranza stremata, profondamente divisa, molto di più di quel che non sembri al punto che, proprio sul finire, sia per la vicenda Rai, sia per i provvedimenti adottati sulla riforma della pubblica amministrazione, il partito democratico di Renzi ritrova la sua amante forzista, per fuggire con lei in un sogno di una notte di mezza estate. A fuggire da questo chiasso ci proverò anch’io, cari lettori, con tre libri nella valigia già pronti da mangiare e che vorrei condividere con Voi. Il primo è un piccolo saggio di Fabrizio Galimberti sui Dialoghi dell’economia. Parla della grande recessione e la crisi dei debiti sovrani, con tutto ciò che questo rappresenta per la finanza e l’economia dei giorni a venire. La sua penna disincantata e leggera descrive in maniera vera le difficoltà in cui ancora oggi ci dimeniamo, non fosse altro per capire perché l’Italia non cresce!

Il secondo libro è del mio amatissimo Eugenio Scalfari, per i tipi di Einaudi. Il suo titolo raccoglie in tre parole il senso della vita: l’amore, la sfida, il destino. E’ un racconto che contiene i capitoli più appassionati della costante ricerca di questo grande intellettuale liberale nel tentativo di cogliere il valore dell’esperienza, perché tutti noi compiamo un viaggio, ma solo alcuni hanno la fortuna di affrontarlo con la giusta consapevolezza. Ecco, se vorrete leggerlo scoprirete un libro gremito di personaggi reali, letterari o mitologici, ma sempre alle prese con istinti, passioni, trasgressioni, fatalità. Il terzo è un piccolo pamphlet scritto parecchi anni fa da Guido Ceronetti, mitico drammaturgo torinese, osservatore del tempo che corre, uomo di straordinaria erudizione e fine sensibilità Si chiama Cara incertezza e racconta una minuziosa serie di emozioni e di sensazioni sospese a metà in quella singolare condizione spirituale che a volte ci consegna l’incertezza, seconda (ma questo è un dettaglio discutibile perché personalissimo), solo alla dimenticanza, che reputo un capolavoro nascosto dell’anima, perché provoca uno smarrimento volontario bellissimo della memoria per rimuovere i ricordi faticosi da conservare.

In questo libretto ho colto un concetto che trovo bello, vero e che voglio dedicare a tutti voi. Cosa dobbiamo temere noi più di tutto? Di certo la morte di una sorella sconosciuta che si chiama Anima. Se anche fosse già avvenuta, come a volte mi viene da pensare, bisognerebbe tenere la stanza ammutolita e glaciale, sempre in ordine e aspettare che torni. E in quest’attesa, proprio per riprendere fiato, vi consegno una ricetta che può funzionare. E’ di Antonio Ciarambino, avvocato di mestiere e non solo. Invita a frequentare cose sane e sensate, belle e seducenti per riprendere i sensi, lontano dall’anestetico inquinante che il rumore delle informazioni e dell’ingiustizia ci propina. “Gli uomini prima sentono senz’avvertire, dappoi avvertito o con animo perturbato e commosso, finalmente riflettono con mente pura”, scrive Vico ne La Scienza Nuova.

Credo che questo serva fare e questo io farò da subito!

Buone vacanze.

(A cura di Micky de Finis – micky.definis@gmail.com)

Vento d’estate (a cura di Micky de Finis) ultima modifica: 2015-08-08T19:47:42+00:00 da Redazione



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