Manfredonia
I lavori sono consistiti nella realizzazione di una serie di canali di penetrazione

Progetto LIFE Zone umide sipontine: ultimati i lavori alla palude Frattarolo

I canali di penetrazione hanno una sezione pseudo-trapezia con base inferiore di 2 metri e sponde con una lieve pendenza

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Manfredonia. Chi in questi giorni attraversa in automobile il ponte della strada costiera Manfredonia – Zapponeta sul Candelaro, noterà certamente una serie di canali d’acqua che solcano le aree limitrofe al torrente. Sono le opere del progetto LIFE Zone umide sipontine che ha appena raggiunto un altro importante traguardo con la conclusione dei lavori di miglioramento ambientale dell’habitat *1150 “Steppe salate mediterranee” nella palude Frattarolo di Manfredonia. I lavori sono consistiti nella realizzazione di una serie di canali di penetrazione che, a partire dal torrente Candelaro, favoriranno l’ingresso nella palude di acqua salmastra durante i picchi di marea, in modo da aumentare la salinità del substrato e quindi favorire l’attecchimento delle specie vegetali tipiche dell’habitat da recuperare.

I canali di penetrazione hanno una sezione pseudo-trapezia con base inferiore di 2 metri e sponde con una lieve pendenza. I canali non sono direttamente collegati con il torrente Candelaro ma sono stati scavati a una distanza di circa 15-20 metri dalla sponda del torrente in modo che le acque che entrano nei picchi di marea permangano più a lungo nei canali e non defluiscano nel letto del torrente al termine della piena. I lavori sono stati realizzati con personale e mezzi del Consorzio per la Bonifica della Capitanata, partner fondamentale del progetto LIFE, sotto la direzione del Centro Studi Naturalistici ONLUS, con il contributo della Regione Puglia, coordinatore del progetto, e della Commissione europea, ente finanziatore, e con il sostegno del Corpo Forestale dello Stato, ente gestore della Palude Frattarolo.

Scopo del progetto LIFE è conseguire un recupero ambientale complessivo dell’area della foce del Candelaro ed incrementare la consapevolezza dei cittadini in merito alla necessità di proteggere le zone umide costiere e i loro habitat. Questi lavori si aggiungono alle altre importanti opere realizzate dal CSN negli anni scorsi a Manfredonia grazie al programma LIFE, come ad esempio la realizzazione di 90 ettari di nuove zone umide nell’Oasi Lago Salso o il ripopolamento del falco Grillaio. Le steppe salate mediterranee sono caratterizzate da una bassissima profondità su suolo salmastro, dove l’acqua è presente in inverno fino alla tarda primavera a seconda della piovosità, e hanno in ambiente mediterraneo un’importanza vitale per le specie di avifauna.

La scomparsa delle aree umide conseguenti alle opere di bonifica degli anni ’50 del XX secolo ha provocato la perdita di gran parte delle superfici dove era presente questo habitat. Nella Riserva Naturale dello Stato di Frattarolo e alla foce del torrente Candelaro, tale habitat, sebbene alterato dalla mancanza di funzionalità idraulica e da varie concause di origine antropica che hanno portato ad una perdita della copertura originaria vegetale, è ancora presente, ma aveva la necessità di interventi urgenti di conservazione. Il recupero dell’habitat garantirà l’aumento di risorse alimentari locali per gli uccelli grazie all’idoneità ambientale che si creerà per le prede da questi maggiormente ricercate (anellidi, larve di tipulidi, altri invertebrati e crostacei, etc.), che caratterizzano con la loro presenza tali ambienti. E già in questi giorni è possibile vedere decine di uccelli che affollano le sponde dei canali, dimostrando la validità dell’intervento eseguito.

Redazione Stato Quotidiano.it



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Commenti


  • MANFREDONIA E I SUOI ABITANTI COLONIA DELLA Q8

    NO AL GIGANTESCO DEPOSITO DI GPL!

  • Le paludi oggi le abbiamo in città.
    Chissà quando toglieranno la palude e bonificheranno quel tratto che va da sotto il porto turistico fino all’hotel Panorama del Golfo.
    Quel posto era bello ed ora, con quei frangiflutti, è diventato una cloaca puzzolente, il mare e la scogliera non ci sono quasi più.


  • MARIA

    E DELLA ZONA DI IPPOCAMPO NON PARLA MAI NESSUNO IO SONO RESIDENTE LI E TRA UN PO USCIRò DA CASA CON LA SCIALUPPA VERGOGNA


  • il voltagabbana della palude sipontina

    Quante chiacchiere…..La palude di Frattarolo era un paradiso…non c’era bisogno di fare nessun intervento tranne quello di lasciarlo come era e liberarlo dai varo sciacalli che impedivano l’allagamento naturale…
    Progetto Life? Ma va’!!!

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