Cronaca

Interrogazione Friolo e Marmo su riorganizzazione Unità Territoriale AQP


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Il consigliere regionale Maurizio Friolo

Il consigliere regionale Maurizio Friolo (fonte image: senzacolonne.it)

Bari – IL Consigliere regionale PDL, Maurizio Friolo, ha presentato una interrogazione urgente al Presidente della Regione, Vendola ed all’Assessore alle Infrastrutture, Amati sulla riorganizzazione delle Unità Territoriali dell’AQP, nella cui premessa ha evidenziato che: “Il Piano d’Ambito 2010-2018 individua 6 Unità Territoriali distinte e separate (Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto e Trani). Il 28 e 29 luglio 2010, durante un incontro tra la Direzione del personale di Acquedotto Pugliese S.p.A. e le organizzazioni sindacali, l’Azienda ha presentato un progetto di riorganizzazione delle Unità Territoriali (UT) che prevede, tra l’altro, l’accorpamento della UT di Brindisi con quella di Taranto”.

“Alla fine degli incontri citati l’Azienda non ha inteso programmare ulteriori riunioni di contrattazione con le organizzazioni sindacali dichiarando l’imminente attuazione del piano unilateralmente proposto. Sono certe le ricadute negative sul territorio brindisino dovute: a) un minor coinvolgimento dell’imprenditoria locale; b) difficoltà in merito all’individuazione degli interventi e investimenti da realizzare con fondi AQP sul territorio di Brindisi; c) ulteriore depauperamento della conoscenza e del controllo del territorio con inevitabili ripercussioni. A sostegno della proposta di riorganizzazione non è stato fornito alcun dato che dimostri la necessità, la convenienza e l’economicità”.

La decisione unilaterale dell’Amministratore Unico dell’AQP, ing. Monteforte, appare illegittima poiché in contrasto con quanto previsto dal Piano d’Ambito 2010-2018 – dice Friolo – Immediata è stata la protesta dei Sindaci della Provincia di Brindisi. L’Assessore Regionale alle opere Pubbliche e Protezione Civile, in una intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno il 4 agosto 2010, dichiarava che “… se i Comuni dovessero manifestarci la loro contrarietà non esiteremmo ad intervenire in qualità di proprietari”. Tutti i Sindaci ed il Presidente della Provincia di Brindisi hanno ascoltato il qualificato parere dell’Assessore e alle opere Pubbliche e Protezione Civile e si sono adoperati nel produrre atti formali con i quali si sono espressi contro la decisione unilaterale dell’Amministratore Unico dell’AQP, ing. Monteforte. L’Assessore Regionale alle opere Pubbliche e Protezione Civile, con dichiarazioni rilasciate alla stampa, ha spiegato che: “… Da una quindicina di giorni, i Comuni stanno perdendo tempo con delibere che sono delle foglie di fico. Hanno la possibilità di passare direttamente all’azione, evitando l’accorpamento. Dal mio punto di vista, è sempre possibile che la Regione spenda autorevolezza, ma non ce n’è bisogno, visto che basta pretendere il rispetto delle regole”.

Di qui la richiesta di Friolo di conoscere : 1) quali motivazioni hanno indotto l’Assessore alle opere Pubbliche e Protezione Civile, dopo aver suggerito ai Comuni l’adozione di atti tendenti a manifestare formalmente la contrarietà all’accorpamento delle Unità Territoriali, a dichiarare, in modo quanto meno indelicato, che “… i Comuni stanno perdendo tempo con delibere che sono delle foglie di fico”; 2) quali motivazioni inducono l’Assessore alle opere Pubbliche e Protezione Civile a suggerire ai Comuni di “… passare direttamente all’azione” anziché chiedere all’Amministratore Unico dell’AQP il rispetto del Piano d’Ambito 2010-2018 che individua 6 Unità Territoriali distinte e separate (Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto e Trani) e non 4;

3) quali iniziative urgenti intendono attivare per “pretendere” dall’Amministratore Unico dell’AQP, ing. Monteforte, il ritiro del progetto di riorganizzazione delle Unità Territoriali (UT) che prevede, tra l’altro, l’accorpamento della UT di Brindisi con quella di Taranto ed evitare ai Comuni, già oberati da tantissimi problemi, l’attivazione di ulteriori azioni che, benché suggerite dall’Assessore alle opere Pubbliche e Protezione Civile, possono poi essere inopinatamente ritenute una perdita di tempo”.

Interrogazione di Marmo sulla riorganizzazione delle UT dell’AQP – Il consigliere regionale PDL Nino Marmo, vicepresidente del Consiglio regionale, ha inviato una interrogazione a risposta scritta al presidente della Regione ed all’assessore ai Lavori pubblici nella cui premessa si evidenzia che “l’Acquedotto Pugliese è attualmente organizzato in Unità Territoriali (UT) il cui ambito di competenza coincide con le sei Province pugliesi. Ciascuna UT ha il compito di assicurare nell’ambito territoriale di propria competenza l’esercizio del ciclo idrico integrato. Il Piano d’ambito rimodulato dall’ATO Puglia a fine 2009 ribadisce, ed individua quale ‘modello gestionale ottimale’, tale articolazione territoriale”.

Marmo così prosegue: “Sono sempre più pressanti le notizie di una ipotesi di riorganizzazione delle Unità Territoriali dell’AQP che contempla la chiusura degli uffici di Trani. Il depotenziamento dell’UT di Trani nascerebbe dalla necessità di un’ottimizzazione organizzativa, che comporterebbe il trasferimento di tutte le competenze manageriali presso la sede dell’Ufficio Territoriale di Bari e la conseguente emigrazione dei dipendenti dalla sede di Trani a quella di Bari. L’Acquedotto Pugliese, nella persona dell’Amministratore unico, ing. Monteforte, ha provveduto unilateralmente, senza alcuna consultazione dei Comuni interessati (l’intera Provincia BT), a tale ipotesi di strategia aziendale. L’effettiva realizzazione di detto progetto di ‘svuotamento’ della UT sede di Trani e la sua riduzione a semplice sede operativa, comporterà la perdita dell’autonomia decisionale e gestionale necessaria in loco, per la tempestività del servizio sia per la gestione e distribuzione dell’acqua potabile che delle fogne e del riutilizzo delle acque reflue.”

“Comunque – incalza l’interrogante- la realizzazione di tale ipotesi di riassetto organizzativo comporterà inevitabilmente le sotto elencate conseguenze negative sul territorio della BAT: 1)evidenti ripercussioni negative sulla pianificazione ed attuazione degli investimenti (competenza UT); 2)ricadute negative sull’indotto; 3)contrazione del livello occupazionale; 4)ripercussioni negative nel rapporto utenti/gestore, in quanto i cittadini utenti perderanno sicuri punti di riferimento e saranno obbligati, per questioni più complesse, a rivolgersi alla sede di Bari”.

Il vicepresidente del Consiglio regionale chiede pertanto di “conoscere se la Regione, quale proprietaria di maggioranza dell’AQP, intende sollecitamente chiedere al management dell’AQP di bloccare e ritirare il progetto di riorganizzazione, continuando a mantenere l’Unità Territoriale di Trani nella sua attuale struttura decisionale, amministrativa, tecnica ed operativa, al fine di poter mantenere i rapporti di collaborazione, costruttivi ed operativi, rafforzare e migliorare la qualità e l’efficienza del servizio in favore degli utenti della BAT”.

Marmo chiede altresì di “conoscere le ragioni, che al momento appaiono incomprensibili, che hanno portato l’Amministratore Unico dell’Ente a modificare il Piano d’Ambito in assenza di dimostrati benefici che lo stesso Ente e il territorio provinciale ne trarrebbero”. Sull’argomento Marmo ha anche inviato la seguente lettera al presidente della IV commissione consiliare, Aurelio Gianfreda.

Gentilissimo presidente, è sempre più insistente la notizia di un ipotetico riassetto dell’organizzazione delle Unità Territoriali dell’AQP che comporterebbe, tra le altre cose, il declassamento degli Uffici di Trani con il conseguente trasferimento di tutte le competenze manageriali all’UT di Bari”.

“La questione, oltre ad essere gravissima per il trasferimento alla sede di Bari dei dipendenti, porterebbe ad un progressivo ridimensionamento del servizio erogato alle comunità locali ed evidenti ripercussioni negative sullo sviluppo economico della nuova VI Provincia. Chiedo, pertanto, l’immediata convocazione con i vertici dell’AQP (Amministratore Unico, Ing. Ivo Monteforte, e il Direttore Generale, dott. Massimialiano Bianco), affinché chiariscano le linee di intervento che l’Ente intende adottare nella provincia BAT, e per conoscere in maniera dettagliata le ragioni di questa incomprensibile scelta aziendale, con la dimostrazione di dati reali che possano giustificare l’ottimizzazione dell’organizzazione ed il reale risparmio per l’Ente. Certo della condivisione della richiesta, rimango in attesa di una cortese risposta e colgo l’occasione per inviare cordiali saluti
”.

Interrogazione Friolo e Marmo su riorganizzazione Unità Territoriale AQP ultima modifica: 2010-09-08T14:57:21+00:00 da Redazione



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