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Lospinuso su San Raffaele: “Conflitto d’interessi, Pelillo si dimetta”


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Il consigliere Lospinuso (immagine d'archivio)Bari – “LA consueta alterigia della risposta di Pelillo a Marmo non ha spostato di nulla la sostanza della questione, che è il pesante conflitto di interessi che caratterizza il rapporto tra l’Assessore al Bilancio e la Fondazione “San Raffaele del Mediterraneo” a seguito della scelta della Giunta di cui egli fa parte di designare nel suo CDA, e quindi alla Presidenza , il suo socio di studio avv.Paolo Ciaccia”, ha detto in una nota il Consigliere Regionale e Coordinatore Provinciale PDL di Taranto Pietro Lospinuso.

“Né può definirsi tardiva la denuncia di Nino Marmo ove si consideri che la delibera, proposta e votata dallo stesso Pelillo, che anticipa a favore di tale Fondazione 60 milioni di euro del PAR-FAS, è soltanto del 6 agosto scorso. La prova di tale conflitto l’avevamo avuta qualche giorno prima, in un Consiglio Regionale in cui Pelillo si era opposto con feroce determinazione ad ogni diverso utilizzo di quei 60 milioni, anche quando le proposte in campo riguardavano problemi vitali ed urgenti della sua stessa Città come il risanamento dei Tamburi, e se invece si vuole qualche riscontro della sua “coda di paglia”, basta ricordare che in tale occasione si guardò bene dall’anticipare notizia della delibera che avrebbe presentato di lì a poco, in evidente dispregio dell’intero Consiglio, maggioranza compresa, come se la questione San Raffaele fosse cosa sua, e magari anche del suo socio. Quel che è certo è che l’incompatibilità politica e morale tra il ruolo di Assessore e quello di controllore del suo socio non potrà non riproporsi ad ogni mandato di pagamento che il primo firmerà a favore della Fondazione presieduta dal secondo, la cui nomina pre-elettorale non è stata certamente di nocumento alla mastodontica campagna dell’Assessore”.

“Né possono sottacersi i timori degli operatori della Sanità pubblica jonica, che pare sia in attesa di smantellamento, a fronte di questa evidente commistione tra il potente esponente jonico del governo regionale e la struttura a realizzarsi. Questo non significa che siamo contrari alla realizzazione del “San Raffaele” a Taranto, rispetto alla quale altro non chiediamo che la salvaguardia della buona Sanità locale. Ci dispiace soltanto che anche di questa importantissima possibilità di crescita del nostro territorio si sia fatta occasione per una volgare operazione di potere, nel segno dell’irresistibile tentazione di mettere il cappello della politica financo sulla salute dei cittadini. Anche perché Taranto è ricca di personalità e professionalità che avrebbero potuto rappresentarla nel CDA del San Raffaele con altrettanta qualità del certamente irreprensibile avv.Ciaccia, anche se non hanno avuto la fortuna di godere di cotanto socio”.

“Una prova imperdonabile di arroganza del potere – dice Lospinuso – che non può non chiamare in causa lo stesso Presidente Vendola e tutti i suoi proclami sulla necessità di tagliare il cordone che lega la politica alla Sanità, e dalla quale bisogna subito mettere al riparo lo stesso San Raffaele, con dimissioni non procrastinabili. Ovviamente dell’Assessore che ha dato tale prova di arroganza, e che già meriterebbe di stare a casa per la devastante gestione del Bilancio regionale, culminata nella irresponsabile vanteria di avere deliberatamente violato il Patto di stabilità, con la conseguenza che oggi la Regione non è in grado di pagare più nessuno.”

Damone (Ppdt): “Smaccato conflitto di interessi di Pelillo sul San Raffaele” – “Non abbiamo alcun dubbio sul fatto che anche la maggioranza del Consiglio regionale, a partire magari dall’IDV che sulla ‘questione morale’ e contro i ‘conflitti di interessi’ nella sanità ha articolato in Puglia gran parte della sua attività politica e conquistato molti consensi, non potrà non convenire con noi sull’assoluta necessità di un rapido passo indietro dell’assessore Pelillo a seguito dell’anticipo di 60 milioni di euro dei fondi PAR-FAS a favore della Fondazione ‘San Raffaele del Mediterraneo’, presieduta per designazione della Regione dal suo socio di studio avv. Paolo Ciaccia”, ha detto in una nota il presidente del gruppo consiliare la “Puglia Prima di Tutto”, Francesco Damone.

“A prescindere infatti dall’esistenza o meno di una ‘incompatibilità’ formale, è fin troppo evidente che ce ne sia una assolutamente sostanziale, tanto più per un assessore che sta lasciando morire per asfissia la nostra sanità privata e partecipando al massacro della sanità pubblica pugliese, destinata a perdere 19 ospedali e 2.200 posti letto con particolare accanimento proprio nei confronti della Provincia e della Città di Taranto, che sembrano destinate a restare (in significativa coincidenza con l’avvento del nuovo nosocomio privato presieduto dal sullodato socio) di fatto sguarnite dai presidi pubblici. Riteniamo peraltro che le dimissioni che attendiamo siano, oltre che un elementare dovere politico e morale, anche un atto a tutela degli avvocati Pelillo e Ciaccia, sui quali, ad ogni mandato firmato o incassato, come ad ogni assunzione ‘politicamente corretta’, non potranno non gravare sgradevoli sospetti. Esse sono infine assolutamente necessarie se Vendola vorrà ancora alimentare la bella favola della sua incontaminatezza. Dopo il caso Tedesco, infatti, una nuova ricaduta, in questa fase di spasmodica attesa di ennesime ‘primarie’, potrebbe essergli fatale“, ha concluso Damone.

Lanzilotta (PDL): “Caso-Pelillo: cosa dice l’IDV?” – “All’inizio della passata legislatura, un importante Partito della maggioranza come l’Italia dei Valori pose con forza il problema del ‘conflitto di interessi’ dell’Assessore Tedesco. I fatti hanno dimostrato che, se le si fosse stato dato ascolto, sarebbe stato meglio per tutti. L’inizio di questa legislatura è già segnato da un analogo ‘conflitto’, forse ancore più grave perché quello di Tedesco dipendeva dalle attività pregresse dei suoi figli, mentre questo di Pelillo è stato costruito da Pelillo stesso, con il necessario consenso di Vendola e compagni, nel momento in cui ha fatto nominare nel Consiglio di Amministrazione della ‘Fondazione San Raffaele del Mediterraneo’, e quindi alla sua presidenza, un suo socio di studio, che gestirà, per ora, 60 milioni di euro stanziati dallo stesso Assessore per le sole opere murarie della nuova struttura privata, in attesa di quelli necessari per la sua entrata in funzione e per la sua successiva gestione, che dovrà essere il suo socio-Assessore ad erogare. Ad aggravare ancora di più la situazione, la contestuale, ineludibile necessità di tagliare drasticamente la Sanità pubblica pugliese e l’agonia in cui versa la nostra Sanità privata per i mancati pagamenti della Regione e per le rovinose prospettive che comunque l’attendono, che rendono tale vicenda ancor più scandalosa”, ha concluso Lanzillotta.

“SAN RAFFAELE”: LA DIATRIBA TRA MARMO E PELILLO – Focus vicenda

Lospinuso su San Raffaele: “Conflitto d’interessi, Pelillo si dimetta” ultima modifica: 2010-09-08T14:22:02+00:00 da Redazione



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