Cronaca

Costruzioni alloggi ctr Quartiere II, accolto ricorso Napolitano srl

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Torremaggiore, immagine d'archivio

Torremaggiore, (immagine d'archivio)

Torremaggiore – “IN conclusione, il ricorso dev’essere accolto e, per l’effetto, vanno annullati gli atti di gara a partire dall’atto di nomina della commissione del 13 settembre 2010 (perché operata prima della scadenza prevista per la partecipazione), con la conseguente riedizione dell’attività procedimentale ad iniziare da tale atto fino alla conclusione della selezione (….)”.

Il Tar Puglia di Bari, Sezione Prima, ha accolto il ricorso dell’Impresa Napolitano Costruzioni S.r.l., rappresentata e difesa dagli avv.ti Francesco Nanula e Giuseppe Tempesta, contro il Comune di Torremaggiore, rappresentato e difeso dall’avv. Enrico Follieri, nei confronti della ditta Schiavone Tevere, rappresentata e difesa dall’avv. Vincenzo Antonucci, per l’annullamento della determinazione dirigenziale n. 562 del 4.11.2010, con cui il Dirigente del Settore tecnico del Comune di Torremaggiore aveva aggiudicato, in via definitiva, in favore dell’impresa Schiavone Tevere l’appalto dei lavori di costruzione di alloggi di edilizia sociale e urbanizzazioni – contratto di Quartiere II, indetto con bando del 26.7.2010.

Inoltre era stato chiesto l’annullamento dei verbali di gara della Commissione giudicatrice n. 1 relativi e di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, in quanto lesivo, ivi compresi in particolare gli articoli 15, 16 e 17 del regolamento comunale dei contratti, nonché, ove occorra, la nota in data 4 novembre 2010, a firma del Dirigente del Settore tecnico del Comune di Torremaggiore, recante comunicazione dell’aggiudicazione definitiva in favore della ditta Schiavone Tevere, oltre al risarcimento del danno ingiusto subito dalla ditta Napolitano Costruzioni S.r.l. a causa del contegno illegittimo serbato dalla Stazione appaltante nello svolgimento della gara in questione.

Si costituiscono in giudizio il Comune di Torremaggiore e della ditta Schiavone Tevere; relatore nell’udienza pubblica del giorno 8 giugno 2011 il cons. Giuseppina Adamo.

LA VICENDA – L’impresa Napolitano Costruzioni S.r.l. partecipa, classificandosi al secondo posto, alla gara d’appalto dei lavori di costruzione di alloggi di edilizia sociale e urbanizzazioni – contratto di Quartiere II, indetta dal Comune di Torremaggiore con bando del 26 luglio 2010 e definitivamente aggiudicata all’impresa Schiavone Tevere (con determinazione del Dirigente del Settore tecnico n. 562 del 4 novembre 2010). La società impugna gli atti della procedura, chiedendone l’annullamento, perché illegittimi, domandando altresì il risarcimento dei danni subiti. Si costituiscono in giudizio il Comune di Torremaggiore e la ditta Schiavone Tevere, eccependo l’inammissibilità del ricorso e contestando nel merito le tesi attoree.
L’istanza cautelare viene accolta con ordinanza 13 gennaio 2011 n. 69 (…) che osserva: “la circostanza (denunciata in relazione al disposto dell’articolo 84 del decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163) che la commissione sia stata nominata (il 13 settembre 2010), prima della scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione (fissata per il 14 settembre 2010), non sembra essere stata convincentemente smentita”. L’esito della fase cautelare viene confermato dal Consiglio di Stato, Sez. V, con ordinanza 15 marzo 2011 n. 1173. All’udienza del giorno 8 giugno 2011 la causa è stata riservata per la decisione.

Il Tar ha preliminarmente respinto il ricorso della controinteressata che aveva sostenuto che la censura, con la quale si denuncia l’illegittimità della scelta, operata dal bando, di attribuire maggior rilevanza all’aspetto economico (punti 62) e minor peso all’aspetto tecnico (punti 38) nella valutazione dell’offerta e più vantaggiosa, ex articolo 83 del decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163, doveva essere tempestivamente prodotta nei confronti del bando stesso. “Invero, il rilievo è chiaramente infondato non trattandosi di clausola escludente (Consiglio di Stato, Ad. plen., 29 gennaio 2003 n. 1)”.
Diversamente per gli altri motivi, “…. in definitiva, di fatto, è stata determinata a posteriori una ponderazione degli elementi dell’offerta che, se conosciuta al momento della preparazione delle offerte, avrebbe potuto influenzare la detta preparazione; con ciò violando i principi di parità di trattamento, di non discriminazione e di trasparenza (Corte di giustizia CE, Sez. II, 24 novembre 2005, in C-331/04)”. La società Napolitano aveva poi denunciato che la commissione era stata nominata il 13 settembre 2010, prima della scadenza per la presentazione delle domande (14 settembre 2010), conseguentemente infrangendo il disposto dell’articolo 84, comma decimo, del codice dei contratti pubblici. “… nel caso concreto, la data è stata apposta (ed è quella del 13 settembre 2010) e lo stesso documento risulta con tale indicazione riportato anche nelle premesse del verbale n. 1 della commissione, datato 15 settembre 2010, sicché non vi è motivo per mettere in dubbio che l’atto di nomina della commissione medesima sia venuto ad esistenza nel giorno indicato”.
“Quanto alle censure raccolte nel secondo motivo, con cui vengono mosse una serie di contestazioni in ordine alla valutazione dell’offerta della Schiavone Tevere – relativamente all’attività di sperimentazione (elemento di valutazione A4) e all’affidabilità, dimostrata attraverso il collaudo del sistema di monitoraggio -, che presenterebbe altresì vere e proprie modifiche del progetto esecutivo per le strutture in cemento armato della palazzina 167, esse si risolvono in rilievi riguardanti l’esercizio della discrezionalità tecnica e incidenti sul merito dei relativi apprezzamenti su aspetti in futuro suscettibili di eventuale rinnovata valutazione”. Di conseguenza il motivo deve reputarsi inammissibile.

In conclusione, ha stabilito il Tar, il ricorso dev’essere accolto e, per l’effetto, vanno annullati gli atti di gara a partire dall’atto di nomina della commissione del 13 settembre 2010 (perché operata prima della scadenza prevista per la partecipazione), con la conseguente riedizione dell’attività procedimentale ad iniziare da tale atto fino alla conclusione della selezione. Alla luce dell’intero art. 84 del codice dei contratti pubblici (e nonostante l’inapplicabilità del dodicesimo comma del medesimo) infatti la rinnovata valutazione delle offerte (in base ai criteri fissati dal bando) non può ritenersi preclusa (Corte cost., ord. 20 ottobre 2011 n. 81; T.A.R. Campania, Napoli, Sez. I, 10 febbraio 2010 n. 867). Nella domanda di risarcimento dei danni la società si è invece limitata a ribadire quali siano gli effetti della pronuncia demolitoria, insistendo per la relativa declaratoria, per cui non vi è spazio per un’autonoma statuizione.

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Commenti


  • CITTADINO

    GRANDISSUNO UFFICIO TECNICO, ECCELLENTE OPERATO DEL DIRIGENTE DELL’UFFICIO TECNICO DI NOIA GIANFRANCO……NON SIETE IN GRADO NEMMENO DI APPALTARE I LAVORI, CIOE’ O SOLDI CI SONO MA CON LA PROCEDURA DI APPALTO IL SOLITO UFFICIO TECNICO HA COMBINATO …..NI! PERCHE’ I DANNI NON LI MNFATE PAGARE AI RESPONSABILI, CIOE’ ALL’INGEGNER …

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