Manfredonia

Disservizi Poste a Manfredonia, sindaco scrive all’ad Sarni: insensibili

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Poste Italiane, l'ad M.Sarni (fonte image: www2.rdbcub.it)

Manfredonia – IL sindaco Angelo Riccardi ha ritenuto suo dovere scrivere all’Amministratore Delegato di Poste Italiane, al Direttore del Centro Omologazione Territoriale, al Direttore della filiale di Foggia, ai tre Direttori delle sedi locali, al Direttore delle Poste Italiane, al Direttore del Servizio Prevenzione e Sicurezza sugli Ambienti di Lavoro e, per conoscenza, al Prefetto di Foggia, per segnalare i disservizi ed i disagi: “Appare davvero intollerabile la scarsa sensibilità che codesto Ente – scrive il primo cittadino rivolgendosi alle Poste – riserva ai cittadini utenti, che fin da prima dell’apertura devono disporsi, d’estate e d’inverno, in fila all’esterno delle sedi, per continuare, poi, all’interno, in locali angusti che non sembra rispettino le norme igienico-sanitarie”. Sottolinea, altresì, “i modi non sempre urbani dei dipendenti, che offendono la dignità dei cittadini utenti, i quali spesso ricevono risposte infastidite o approssimative”.

L’indignazione cittadina non è rimasta circoscritta ai referenti territoriali ma è sposata, con apprezzabile tempismo, dall’onorevole Michele Bordo, il quale, rivolgendosi al Ministero delle Comunicazioni con un’interrogazione parlamentare, fa notare “l’insufficienza del numero di sportelli e dell’organico addetto alle funzioni di sportello, mai adeguato all’espansione urbanistica della città, ed inoltre, secondo fonti sindacali, nell’ultimo decennio, il personale addetto alle funzioni di sportello in provincia di Foggia è diminuito del 25-30% a fronte di un costante e progressivo aumento dei servizi offerti al pubblico”.

Poste italiane, file fuori ufficio centrale a Manfredonia (ST)

Questa Amministrazione apprezza la sensibilità dell’onorevole Bordo e con lui attende risposta per conoscere “quali iniziative intenda assumere il Governo per rimuovere le cause che impediscono l’organizzazione e la fornitura di un servizio adeguato alla finalità del pubblico interesse da parte di una società che, di fatto, opera in regime di monopolio”. Si augura che non si tratti di un semplice atto formale quanto piuttosto di una decisa inversione di tendenza atta a soddisfare le esigenze, legittime, dei 58.000 cittadini di Manfredonia.

FOCUS DISSERVIZI POSTE, DALL’INTERROGAZIONE DI BORDO AL MONITORAGGIO DEGLI UFFICI DI MANFREDONIA Focus

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