Lavoro

Lotta al lavoro nero, Sel: verso definizione rapida degli indici di congruità

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Michele Losappio con Vendola (St)

Michele Losappio con Vendola (St)

Bari – Una sollecitazione alla Giunta regionale affinchè approvi nel più breve termine possibile gli indici di congruità previsti dalla L.R. n. 28/2006 in materia di contrasto al lavoro nero. E’ stato questo l’obiettivo principale dalla conferenza stampa tenutasi questa mattina dal gruppo consiliare SEL alla Regione.

Il capogruppo Michele Losappio ha sottolineato come negli ultimi due anni, grazie anche all’impegno delle organizzazione sindacali e in particolare della FLAI CGIL che è riuscita ad organizzare una parte dei lavoratori interessati, il fenomeno del caporalato si è disvelato in misura maggiore. “La presenza di lavoratori stranieri nel corteo svoltosi a Bari – ha sottolineato Losappio – in occasione della sciopero nazionale proclamato dalla CGIL lo sta a dimostrare”. Tuttavia i controlli dell’Ispettorato del Lavoro e le denunce politiche non sono sufficienti – ha aggiunto -, ricordando anche la convenzione a titolo oneroso sottoscritta in precedenza dalla Regione con la Guardia di Finanza in materia.

Il capogruppo SEL ha richiamato la L.R. n. 28/2006 in materia di contrasto al lavoro non regolare che ha codificato, tra l’altro, il principio secondo il quale l’erogazione dei fondi europei comporta obbligatoriamente l’applicazione, da parte delle aziende beneficiarie, dei contratti collettivi nazionali di lavoro. La legge prevede anche l’adozione di un regolamento di applicazione sul quale si è lavorato con il contributo anche dell’Università del Salento, che è stato ultimato nel febbraio 2010 e sul quale era stato avviato il confronto con le organizzazioni datoriali, come previsto dalla stessa L.R. 28. Losappio ha anche presentato una bozza di delibera di Giunta regionale che definisce gli indici di congruità, ossia il rapporto tra la quantità e qualità dei beni e servizi offerti dai datori di lavoro e la quantità di ore lavorate, unitamente al grado di scostamento consentito. Una valutazione di questo indice al di fuori dello scostamento consentito – ha spiegato -, permette di mettere in cantiere controlli mirati sulle aziende interessate. Di qui l’iniziativa odierna – ha aggiunto – , puntando sulla sensibilità dell’Assessore al lavoro, Elena Gentile (che nel frattempo ha dato il via alle liste di prenotazione istituite presso i Centri territoriali per l’impiego) e della Giunta Vendola, per approvare velocemente gli indici di congruità in questione.

Alla conferenza stampa ha partecipato una delegazione della FLAI CGIL il cui segretario regionale, Giuseppe De Leonardis, ha fatto riferimento anche a una proposta di legge presentata che dovrebbe essere recepita nell’ambito della legge di stabilizzazione in discussione in Parlamento, che renderà il caporalato reato penale. La FLAI CGIL spinge, tuttavia, a coinvolgere al riguardo anche le imprese che si avvalgono del caporalato. De Leonardis ha parlato di un’evasione contrattuale e contributiva in Puglia nella misura del 70-80 % e ha sottolineato di come ammontino a 50.000 i lavoratori (quasi tutti stranieri) che lavorano in Puglia al di sotto delle 51 giornate, ossia il tetto minimo per poter usufruire del diritto all’assistenza. E’ necessario intervenire – ha aggiunto – anche sul sistema del collocamento, visto che le agenzie interinali vengono utilizzate poche volte e, di fatto, l’incontro tra domanda e offerta di lavoro viene garantito da intermediari. La Regione deve assicurare i contributi, quindi, alle sole aziende che utilizzano le liste di prenotazione, così come l’azione ispettiva va fortemente intensificata, visto che dall’inizio dell’anno ad oggi sono stati effettuati non più di una mezza dozzina di controlli. “Questo sistema di impunità non è piu’ sostenibile – ha concluso De Leonardis – , che ha anche ricordato, facendo riferimento ai vecchi fondi POR secondo dati resi noti dall’Assessorato regionale al lavoro, che oltre il 50% delle aziende beneficiarie sono risultate inadempienti rispetto agli obblighi contributivi e contrattuali. “Chiediamo di conoscere le aziende cui sono stati revocati i contributi”.

In ultimo Michele Ventricelli ha sottolineato come la citata L.R. n. 28 è intervenuta in maniera cauta in materia, senza alcuna logica di penalizzazione nei confronti della classe imprenditoriale. “Non per altro – ha specificato – fu introdotto il termine temporale dei tre anni per l’introduzione degli indici di congruità”. Ventricelli ha sollecitato anche una maggiore attenzione della Regione e, in particolare, delle Asl per quanto riguarda l’applicazione dei contratti collettivi di lavoro, con la previsione puntuale della relativa clausola in tutti i capitolati d’appalto.

Redazione Stato



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