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Alluvione Gargano, De Biasi: “stop cemento di Vendola? E’ tardi”


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Foggia – “NON si possono fare l’ultimo giorno di scuola le dichiarazioni di buona volontà che si sarebbero dovute fare invece il primo giorno”: è quanto sostiene Franco De Biasi, presidente del gruppo consiliare “La Puglia prima di tutto” all’indomani della visita del presidente della Regione, Vendola, e dell’assessore Minervini alle zone alluvionate del Gargano.

“Rispettiamo il dramma che stanno vivendo le popolazioni del Gargano – dice De Biasi – e lungi da noi l’idea dello sciacallaggio politico, ma una riflessione su quanto è accaduto la dobbiamo pur fare, non fosse altro per comprendere come disegnare per la Puglia un futuro diverso, possibilmente senza tragedie di questa portata. Ma sentire frasi slogan come “stop al cemento” oppure “d’ora in poi saremo inflessibili”, fa rabbia. E i motivi sono semplici. Innanzitutto non è la prima volta che la Puglia si ritrova di fronte a drammi di questa natura: il Tarantino e il Salento sono stati ripetutamente colpiti da questo tipo di calamità; e meno di due mesi addietro anche il Sud Est barese ha rischiato una tragedia per un semplice acquazzone estivo. Poi, il presidente Vendola è alla guida della Puglia da dieci anni: non può dire oggi ‘stop al cemento’, come ha detto decine di altre volte. Servivano i fatti: dove sono?”.

De Biasi poi si rifà ai dati: “Non più tardi di qualche giorno fa – dice – Legambiente Puglia ha citato il dossier ‘Ecosistema Rischio 2013’ dal quale si evince il 78% dei Comuni pugliesi ha parti del territorio a rischio idrogeologico, mettendo in luce che in Puglia solo 43 amministrazioni comunali hanno risposto al questionario, circa il 22% dei Comuni a rischio del nostro territorio. Chi avrebbe dovuto vigilare e supervisionare, se non la Regione?”.

Quindi, un piccolo salto indietro nel recente passato: “Abbiamo impiegato mesi e mesi a discutere sul Piano paesaggistico – ricorda – ci siamo scontrati sui Consorzi di Bonifica, che non garantiscono servizi di alcun tipo e ogni tanto tentano di vessare gli agricoltori. Invece, proprio i Consorzi dovrebbero essere un primo, importante baluardo per il controllo idrogeologico del territorio. Oggi si parla di 10 milioni di euro in più per mettere queste strutture in grado di operare. Ma perché non è stato fatto, ad esempio, ai tempi della prima alluvione di Ginosa? Siamo all’ultimo giorno di scuola, visto che la legislatura sta per finire, e c’è chi si comporta come se fosse il primo, quando ci sono cittadini che questo dramma lo hanno già vissuto in passato”.

Infine, la macchina dei soccorsi: “E’ chiaro che ha ben operato e non si fa fatica a riconoscerlo, perché questa è la terra di tutti noi, non quella della maggioranza o dell’opposizione – conclude De Biasi – ma siccome si deve puntare a fare meglio, si rende necessario, non appena sarà possibile, ragionare su cosa si può e si deve migliorare affinché chi dovrà gestire la Regione in futuro sappia da che parte cominciare e quali errori si devono evitare di commettere ancora”.

(ph: PINO BONSANTO – PESCHICI)

Redazione Stato

Alluvione Gargano, De Biasi: “stop cemento di Vendola? E’ tardi” ultima modifica: 2014-09-08T14:01:48+00:00 da Redazione



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