ManfredoniaMonte S. Angelo
A cura di Franco Rinaldi

La festa Madonna delle Grazie di Pulsano (tradizioni e folclore) FOTO

I manfredoniani come da antica tradizione, fino agli anni ’60-’70, si sono sempre recati a piedi all’abbazia

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Manfredonia – L’8 settembre ricorre la Festa della Madonna delle Grazie di Pulsano. I manfredoniani come da antica tradizione, fino agli anni ’60-’70, si sono sempre recati a piedi all’abbazia di Pulsano con partenza “albe e n’ji albe” prima dell’alba, forniti di bivacco a sacco per trascorrere l’intera giornata a Pulsano. Percorrendo l’antico tratturo che da Manfredonia portava nel vallone di Pulsano, (da alcuni anni comodamente asfaltato, fino al bivio di “sotta Pulezène” denominato anticamente “u passarotte”) famiglie e amici riuniti in comitive, arrivati nei pressi del primo eremo dove sulla facciata è dipinta sulla roccia la Madre di Dio con il Bambino, s’inerpicavano lungo un sentiero sulla montagna che portava all’Abbazia di Pulsano. Nello stesso giorno da Monte S.Angelo, arrivavano i montanari, alcuni in costume tradizionale, con muli e asini bardati a festa.

Sempre il giorno della Festa, oltre che da Monte S.Angelo, arrivavano a piedi “i mundagnule” residenti in zona Montagna delle frazioni di “Tomaiuolo”, “San Salvatore”, “Ruggiano”, “Pastini” e “Chiancatella”, questi partendo sempre di buonora e percorrendo una antica mulattiera, che parte da “Tomaiuolo” raggiungevano dopo due chilometri l’Abbazia di Pulsano. Poi, si univano ai sipontini e ai montanari e insieme festeggiavano la Madonna di Pulsano, partecipando ai riti religiosi in chiesa e alla processione con il sacro quadro della Madonna portato a spalla nei dintorni dell’Abbazia, solitamente da pie donne. Poi riuniti in gruppi mangiavano a sacco, nei pressi dell’Abbazia. I sipontini che arrivavano in macchina o con il pulman, erano soliti portare “furnacelle” e “carevune” per arrostire triglie “trègghie” e spari “sbarrune”. L’atmosfera che si viveva in quel tempo era molto bella, perché oltre alla festa religiosa in onore della Madre di Dio, si trascorreva una giornata spensierata all’aria aperta all’insegna anche della musica suonando, cantando e ballando con tradizionali strumenti musicali, quali fisarmonica, chitarra, nacchere, armonica a bocca etc.

Nel secolo scorso, dopo la seconda guerra mondiale, sempre l’8 settembre giorno della Festa, i sipontini ripresero il rito di andare a piedi all’Abbazia; molti riuniti in gruppi spontanei, altri appartenenti all’azione cattolica delle parrocchie: del Carmine guidati dall’eclettico Don Antonio Di Lauro; della Stella Maris, al tempo del compianto Don Antonio Ricucci; ed infine fino agli anni ’70 i numerosi giovani dell’azione cattolica della Chiesa di San Michele, guidati in quel tempo da Don Michele Ciccone. Voglio ricordare che con Don Michele Ciccone si organizzavano gite a piedi non solo a Pulsano, con momenti di svago e di preghiera lungo il percorso, ma anche a Monte S.Angelo presso la basilica di San Michele Arcangelo, con ritorno sempre a piedi lungo gli antichi sentieri. Sempre in quegli anni, ricordo che con Don Michele, sempre in prima fila con il suo inseparabile bastone, per due anni di seguito, andammo in gita all’Abbazia di Monte Sacro a Mattinata. Per un tratto in pulman, e poi a piedi attraverso inaccessibili sentieri, con rovi e piante piene di serpi nere non velenose. Scortati da due o tre pastori del luogo, che con accette, bastoni e una sorta di scimitarra tagliavano arbusti e rovi per aprire un piccolo varco nella boscaglia impenetrabile, raggiungemmo l’antica Abbazia, abbandonata da secoli.

Sempre l’8 settembre, Festa di Santa Maria di Pulsano, i sipontini che non potevano effettuare la scalata a piedi per raggiungere l’Abbazia, si recavano a Pulsano con l’autobus “a pustele de Donne Ezzilde (Palombo & Fusilli), o con le vetture di tassisti locali, tra i quali voglio ricordare Cosimo Marasco al secolo “pesciatille”, oppure con camioncini “i lupètte” allestiti per l’occasione per il trasporto di persone, o con “socinde fameliere” (seicento fiat familiari) percorrendo la strada che da Monte S.Angelo portava all’Abbazia.

Dal 1990 grazie all’amico Alberto Cavallini promotore del “Movimento Cristiani per Pulsano”, volontariato cattolico di Manfredonia e Monte S.Angelo, l’Abbazia è stata liberata dal suo isolamento e abbandono. Nel 1995 sempre su iniziativa di Cavallini, storico e fotografo (e non solo) dell’abbazia di Pulsano, insieme al sacerdote Don Giovanni D’Arienzo e al Movimento Cristiani pro Pulsano, fecero “trascrivere” (dipingere) la nuova Icona della Madre di Dio di Pulsano dal gran maestro e studioso di antiche icone bizantine Matteo Mangano. Nello stesso anno, preceduta da una pellegrinazione, la nuova Icona della Madonna di Pulsano, fu collocata nell’antica chiesa dell’Abbazia. Dal 1997 non va certamente dimenticato, che l’Abbazia ha riaperto al culto, grazie anche alla sensibilità dell’arcivescovo Domenico D’Ambrosio. E’ stata nel contempo fondata la comunità monastica di Pulsano, che vede la presenza di un gruppo di dotti monaci Pulsanesi, che con il loro impegno hanno dato un nuovo impulso all’attività spirituale dell’Abbazia con riti bizantini e latini. Dalla fine degli anni ’70, in occasione della Festa della Madonna di Pulsano, la tradizione dei manfredoniani di recarsi a piedi l’8 settembre in massa all’Abbazia di Pulsano è notevolmente diminuita, vuoi anche perchè il percorso rovinato dalle intemperie e alluvioni, in particolare quella del marzo 2011, che hanno seriamente danneggiato il tratturo nella valle di Pulsano e il sentiero della salita sulla montagna che porta all’abbazia.

Ad onor di cronaca, negli ultimi anni, grazie anche a un gruppo di camminatori (Mimmo Bollino, Mimmo d’Ascanio, Pasquale Barbato, Nicola Ciuffreda ed altri) capeggiati dall’inossidabile maratoneta e podista Michele Spagnolo, sono molti i sipontini che il giorno della Festa di S.Maria di Pulsano (e non solo in quella occasione) si recano a piedi all’antica Abbazia.

Dopo l’alluvione avvenuto nel marzo 2011, nonostante il percorso reso accidentale, l’8 settembre, molti sipontini hanno ripreso l’antico rito di recarsi a piedi il giorno della Madonna di Pulsano presso l’antica Abbazia. Molte famiglie e comitive di amici si recano in macchina (via Monte S.Angelo), oppure sempre con l’autovettura si portano a Tomaiuolo, dove lasciano gli automezzi per proseguire a piedi fino a Pulsano lungo l’antico tratturo. Tra i padri Pulsanesi, che si alternano in maniera mirabile nella conduzione dell’abbazia di Pulsano, voglio ricordare: Padre Fedele, Padre Massimo, Padre Piero, Padre Efrem, Padre Iacopo, ed infine il novizio Pierino. Tra i collaboratori e frequentatori laici più assidui dell’Abbazia degli ultimi anni, l’amico Franco Fortunato, mio fratello Leonardo Rinaldi ed altri amici. Va ricordato che i monaci Pulsanesi sono soggetti all’autorità ecclesiastica dell’arcivescovo di Manfredonia- Vieste e S.Giovanni Rotondo Mons. Michele Castoro.

*L’8 settembre è il giorno in cui la Chiesa Cattalica e quella Ortodossa celebrano la nascita della Madonna.

(A cura di Franco Rinaldi, cultore di storia e tradizioni popolari di Manfredonia)

FOTOGALLERY ANTONIO TROIANO

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