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Foggia, Mobile scopre deposito armi della mala: 3 arresti


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Il sequestro delle armi, la conferenza di oggi (St)

Foggia – UN vero e proprio rifugio, una tana apparentemente invalicabile, blindata, con tanto di protezioni e videocamere sparse ovunque. Al’interno, più che un arsenale, piuttosto un vero e proprio armamentario che, con una battuta ad effetto, il numero uno della Squadra Mobile di Foggia, Alfredo Fabbrocini, considera “proprio di chi compie omicidi, di terroristi, buono per l’Iraq”. Fabbrocini scherza, presentando alla stampa l’ultima operazione che ha portato all’emersione del deposito della mala. Ma neppure troppo. All’interno del bunker (un’azienda agricola) ubicato in contrada Monterozzi (lungo la statale 89 – tra Foggia e Manfredonia. ), gestito dalla criminalità organizzata e avente per pareti bersagli d’esercizio che lo trasformavano, in occorrenza, in un vero e proprio poligono di tiro, gli uomini di Fabbrocini hanno rinvenuto e sequestrato, occultati all’interno di una cisterna, un fucile marca Benelli, un fucile a pompa, una pistola semiautomatica 9×21, una mitragliatrice calibro 9, un caricatore per pistola e circa 400 tra cartucce e proiettili di vario calibro. Sequestrati anche circa 25 grammi di cocaina e 207 grammi di mannite.

A finire in manette sono stati Michele Russo (proprietario del casolare), Antonio Bruno (che gli inquirenti considerano il custode del casolare stesso) e, soprattutto, Gioacchino Frascolla, il cui nome è spesso stato associato ai clan della Società, in particolare ai Francavilla – Sinisi. Per loro, l’accusa è di detenzione di armi clandestine, armi comuni da sparo, armi da guerra e sostanza stupefacente. A dare il via all’indagine, conclusa con una ulteriore perquisizione condotta in un podere di Borgo Incoronata (podere di proprietà del padre di Russo, estraneo alla vicenda) e che ha portato al rinvenimento di altre armi non assemblate e giocattolo modificate, la rapina avvenuta ai danni di un imprenditore foggiano in Piazza Pavoncelli a Foggia. Fatto di sangue che ha portato al ferimento dell’imprenditore (che stava per depositare alcuni assegni), colpito con il calcio della pistola, e con la levata di scudi da parte di una città profondamente colpita al cuore dai fatti delittuosi di questi mesi. In quella circostanza, infatti, chiarisce Fabbrocini, fu sequestrato uno scooter, risultato appartenente allo stesso Frascolla. Che, una volta scoperto, avrebbe anche tentato di difendersi provando a denunciare la sottrazione del mezzo. E’ stato seguendo le tracce del pregiudicato che la Mobile è giunta sino al casolare. E, di riflesso, alle armi. Che, secondo gli inquirenti, potrebbero essere legate agli episodi di sangue avvenuti a Foggia in passato.

p.ferrante@statoquotidiano.it

Foggia, Mobile scopre deposito armi della mala: 3 arresti ultima modifica: 2011-10-08T14:28:53+00:00 da Piero Ferrante



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