Cronaca

Rapine, botte e violenze. Presi 24 “Mareros” dell’MS13

Di:

Mareos (st)

Per entrare nella banda gli uomini dovevano subire un duro pestaggio mentre le donne venivano violentate dagli altri membri del gruppo. Il loro scopo era di imporsi con la violenza sugli altri appartenenti alla propria etnia.

Questa mattina la Squadra mobile di Milano ha portato a termine l’operazione “Mareros“, conclusa con l’esecuzione di 24 provvedimenti nei confronti degli appartenenti alla baby gang di latinoamericani.

Si tratta di giovani di età compresa tra i 17 ed i 36 anni, di origine latinoamericana, per la maggior parte salvadoregni, residenti nelle province di Milano, Brescia, Cremona, Novara, Pavia e Monza. Sette di loro hanno meno di 18 anni.

Sono accusati dei reati di associazione per delinquere, rapina, porto illegale di armi da taglio e corpi contundenti, lesioni personali aggravate e aggressioni nei confronti di esponenti delle bande rivali.

Le indagini, avviate nel 2011, hanno consentito agli investigatori della Mobile di raccogliere gravi elementi a carico dei “Mareros”, i componenti della banda giovanile di latinos denominata “MS13”, attiva nel capoluogo lombardo.

La gang, conosciuta anche come “Marasalvatrucha” è nata in America centrale, ed è considerata dagli specialisti dell’FBI statunitense, come la più pericolosa al mondo, con oltre 100mila affiliati in diversi Paesi.

L’indagine ha evidenziato la struttura del gruppo, organizzato gerarchicamente e con ruoli ben definiti in relazione alle attività illecite da realizzare.

Una volta entrati nella gang non se ne poteva più uscire. Bisognava rispettare rigide norme di comportamento, e chi sgarrava veniva picchiato selvaggiamente.

“La diffusione di questo tipo di bande giovanili è dovuta al fatto che vengono reclutati ragazzi sempre più giovani, quasi tutti disadattati e con problemi familiari, che trovano nella banda una sorta di famiglia a cui giurare fedeltà”.

Redazione Stato



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