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Nota stampa Italo Magno, Manfredonia Nuova

Referendum costituzionale, Italo Magno “Chi sta cercando di non bere?”

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Manfredonia. ”Il prossimo referendum sulla riforma costituzionale voluta da Renzi, al contrario di quanto ci vorrebbero far credere, punta ad aumentare fortemente il potere dei partiti, restringendo in modo grave la possibilità per i cittadini di far sentire la propria voce e contare nella scelta dei rappresentanti nelle istituzioni.

Ma una modifica, particolarmente, pone un limite, anzi annulla del tutto la possibilità popolare e delle rappresentanze locali (regioni e comuni) nelle decisioni che il governo andrà a compiere, a tutto vantaggio delle lobby e dei poteri forti, i quali già adesso muovono la politica renziana. Parliamo della modifica del Titolo Quinto della Costituzione, cioè quella parte con la quale vengono “disegnate” le autonomie locali ed il potere dei cittadini.

Il DDL di riforma costituzionale, dell’accoppiata Boschi-Renzi, sconvolge profondamente l’autonomia legislativa delle Regioni, attribuendo allo Stato centrale il potere esclusivo di decidere su temi fondamentali di rilevanza territoriale. Sono infatti ricondotte alla competenza esclusiva dello Stato alcune materie, tra cui: grandi reti di trasporto e navigazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia; tutela della salute; tutela e sicurezza del lavoro; politiche sociali; istruzione e formazione professionale. Ed infine, ma non certamente ultima per importanza, la tutela dell’ambiente.

Quindi è bene che si sappia che la vittoria del “NO” al referendum su Energas diventerebbe carta straccia, se vincesse il “sì” al referendum di riforma costituzionale del 4 dicembre prossimo, non avendo la nostra volontà più nessuna possibilità di essere ascoltata, né tantomeno di muovere la Regione, la quale sarebbe privata del potere di esprimere il proprio parere, avendo la riforma di Renzi Introdotto la cosiddetta “clausola di supremazia statale”.

Soprattutto è bene sapere che risulta davvero ipocrita chi dichiara che voterà “NO” al referendum su Energas e quindi voterà “sì” alla riforma costituzionale. Quantomeno è sciocco, come chi apre e subito chiude il rubinetto dell’acqua, togliendosi così la possibilità di bere. O forse è proprio quello che questi signori vogliono?

Allora è evidente che, se amiamo la nostra Terra, dobbiamo scrivere, in entrambi i referendum, due “NO” grandi come una casa, dando un doppio contributo, per Manfredonia e per il bene dell’Italia.

ANDIAMO TUTTI A VOTARE E VOTIAMO COMPATTI
“NO” A ENERGAS E “NO” ALLA RIFORMA DI RENZI”.



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Commenti


  • critico

    Sono d’accordo con il consigliere Magno. E’ una constatazione giusta che solo una persona intelligente capisce che ci vogliono 2no perchè sono interdipendenti.Non voglio vivere in una oligarchia,o monarchia,i nostri padri hanno lottato per la democrazia del paese e non vorrei che dopo 70 anni si tornasse in dietro grazie ad un pivello. Vorrei tornare indietro solo per poter eliminare la plastica che sta invadendo la terra e il mare e che fra poco entrerà nella catena alimentare.


  • Ex elettore magno pentito

    Stavamo preoccupandoci per la mancanza di interventi fetecchia del professore. Finalmente professore,dei miei stivali, eravamo in ansia. Ci parli anche della manifestazione organizzata da MANFREDONIA VECCHIA, del 6 novembre, sul referendum costituzionale. Ci dica, ci illumini caro professore, come è andata ? Ennesima figura di m..da ?


  • Zuzzurellone Sipontino

    I NO che difendono e fanno crescere l’economia nazionale:
    No energas;
    NO riforma costituzionale;
    NO CETA;
    NO TTIP.


  • Ex elettore magno pentito

    Cara redazione, gentilmente , potreste dirci qualcosa in merito alla manifestazione voluta e organizzata da Magno, a palazzo Celestini, il 6 novembre, sul referendum costituzionale ? Grazie.


  • CITTADINO ELETTORE INDIGNATO

    FETECCHIE SONO I POLITICI SIPONTINI E ANCHE QUELLI NAZIONALI! PREPARATEVI A CAMBIARE LAVORO COMPRE I SERVETTI, IL POPOLO SIPONTINO IL POPOLO ITALIANO E’ STUFO!!


  • Gomorra sipontina

    Controllate i seggi e i registri controllate tutto! Mettete gente sveglia a presidiare i seggi! Non lasciateli mai sguarniti..


  • Jumi forza nove

    La modifica del Titolo Quinto della Costituzione (peraltro non retroattiva) con l’Energas non ci azzecca proprio niente, voi del NO volete lasciare le cose come stanno per continuare a spendere e spandere a vostro piacimento.

    Negli anni che vanno dal 2000 al 2010 le Regioni hanno speso in totale 89 miliardi, il 74,6% in più di quanto fatto nel decennio precedente. ORA BASTA!!!

    Titolo V della Costituzione: cos’è?

    Il Titolo V della Costituzione (composto dagli articoli che vanno dal 114 al 133) è quella parte che regola le autonomie delle Regioni e degli enti locali.

    Titolo V della Costituzione: la modifica del 2001

    Il Titolo V è stato già revisionato nel 2001, sotto il Governo Amato. La legge che riformò il Titolo V fu approvata in Parlamento e poi, come molti di voi ricorderanno, è stata sottoposta al referendum confermativo il 7 ottobre 2001. In quell’occasione il 64,20% dei votanti si espresse in favore della riforma, quindi il Titolo V venne revisionato.

    In che modo? L’obiettivo della riforma era di riformare lo Stato in senso federalista. Per questo alle Regioni vennero affidate diverse competenze che fino ad allora erano riservate allo Stato.

    Tuttavia, la riforma del Titolo V ha lasciato l’onore di far cassa allo Stato poiché non c’è stato un aumento dell’autonomia fiscale delle Regioni. Ciò ha creato non pochi problemi perché alle Regioni è stata data completa autonomia in materia di spesa su moltissime materie potendo decidere persino l’ammontare degli stipendi di consiglieri e degli assessori in carica.

    Insomma, alle Regioni e agli enti locali è stata data la possibilità di aumentare le loro spese ma a pagare è comunque lo Stato che deve trovare i fondi necessari.

    Pensate che negli anni che vanno dal 2000 al 2010 le Regioni hanno speso in totale 89 miliardi, il 74,6% in più di quanto fatto nel decennio precedente. Gli analisti concordano sul fatto che questa crescita è imputabile al nuovo ruolo istituzionale assunto dalle Regioni e dagli Enti Locali in seguito alla Riforma del Titolo V della Costituzione.

    Per questo motivo tra le novità della riforma costituzionale voluta dalla Boschi c’è una nuova revisione del Titolo V della Costituzione. Come vedremo in seguito una delle misure principali riguarda il ritorno allo Stato di competenze fondamentali, come quelle dell’energia e delle infrastrutture. La riforma Boschi, quindi, centralizza nuovamente alcune delle competenze dello Stato che con la revisione del 2001 erano state delegate alle Regioni.

    Titolo V della Costituzione: la nuova revisione prevista dalla riforma costituzionale

    L’articolo 31 del testo della riforma costituzionale modifica l’articolo 117 del Titolo V della Costituzione determinando un aumento delle materie di esclusiva competenza dello Stato.

    In questo articolo vengono individuate alcune materie di competenza regionale, e segna la fine della legislazione concorrente tra Stato e Regioni. In più viene introdotta la clausola di supremazia che permette alla legge dello Stato di intervenire in materie riservate alla competenza legislativa delle Regioni nel caso in cui il Governo ne rilevi l’interesse nazionale.

    Nel dettaglio, lo Stato avrà legislazione esclusiva sulle seguenti materie:
    politica estera;
    immigrazione;
    rapporti tra Repubblica e confessioni religiose;
    sicurezza dello Stato e Forze Armate;
    sistema tributario e contabile dello Stato e mercati finanziari;
    organi dello Stato e leggi elettorali;
    organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali;
    ordine pubblico e sicurezza;
    cittadinanza;
    giurisdizioni e norme processuali;
    determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale
    istruzione;
    previdenza sociale;
    ordinamento, legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni e Città metropolitane;
    protezione dei confini nazionali;
    pesi, misure e determinazione del tempo;
    tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici;
    professioni;
    produzione, trasporto e distribuzione nazionali dell’energia;
    infrastrutture.

    Alle Regioni, invece, spetta la potestà legislativa in materia di:
    rappresentanza delle minoranze linguistiche;
    organizzazione dei servizi sanitari e sociali;
    promozione dello sviluppo economico locale;
    promozione del diritto allo studio;
    valorizzazione e organizzazione regionale del turismo.

    Come possiamo vedere con la riforma costituzionale ci sarà una profonda riduzione delle materie su cui le Regioni possono legiferare. Inoltre, visti i problemi in materia finanziaria derivanti dalla revisione del 2001 del Titolo V, l’autonomia concessa alle Regioni dallo Stato sulle materie “residuali” (come l’organizzazione della giustizia di pace o il turismo) sono sottoposte alla condizione per cui la Regione abbia un bilancio in equilibrio tra entrate ed uscite.


  • Ex elettore magno pentito

    Caro professore, un proverbio dice” Non c’è peggior SORDO di chi non vuol sentire”. Sappiamo di che pasta è fatta. Constatato che, il professore, non ci sente,rivolgiamo la domanda alla nostra Antonellona Umbriano, coordinatrice del NO. COME È ANDATA LA MANIFESTAZIONE DEL 6 NOVEMBRE A PALAZZO CELESTINI CON TUTTI QUEI FAMOSI OSPITI ?


  • elettore pentito Riccardi

    Grazie Professore per tutta la preziosissima opera che ha svolto e sta svolgendo! Non lo dimenticherò mai e un grazie anche ai suoi amici del movimento.


  • Io voto NO

    Leggendo le provocazioni, le volgarità e quello che dice da tempo questo losco individuo – EX ELETTORE MAGNO PENTITO – si apprezza molto il valore immenso della democrazia; perché solo in democrazia si possono scrivere e tollerare, impunemente, simili cialtronerie….
    A che livello si può abbassare la dignità di una persona, per far piacere e ingraziarsi il suo padrone…
    EX ELETTORE MAGNO PENTITO tu non sai argomentare e parlare ma solo ragliare e ringhiare.


  • Ex elettore magno pentito

    Dici bene” Io voto no”, proprio come il tuo caro professore, con una sostanziale differenza, lui è molto bravo anche nello sciacallare.


  • Io voto NO

    Come volevasi dimostrare. Ti devo dare atto che sei coerente e costante nel ragliare e ringhiare.

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