Ok da Camera per Finanziaria 2010. Da Provincie e Comuni via in 35 mila

di Giuseppe de Filippo
Pubblicato il 8 dicembre, 2009

Taglifinanziaria (Regione)

Tagli Finanziaria (da Legge Finanziaria 2004, Regione Toscana)

Roma – PARERE favorevole per la Finanziaria 2010 ma grazie al voto della maggioranza: l’esito positivo è di ieri, dopo l’approvazione del testo da parte della Commissione bilancio, che ha dunque rimandato la manovra al vaglio dell’Aula di Montecitorio, per la sua approvazione finale.  Le critiche principali contro il via libera del testo (modificato strutturalmente dai maxi-emendamenti inseriti nel piano) sono arrivate dalle forze  in minoranza, che hanno infatti  “accusato” governo e maggioranza di “aver stravolto la prassi parlamentare” del testo, dato che la manovra finale della Finanziaria sarebbe stato “blindata” nella stessa commissione Bilancio, per evitare l’inserimento di nuove modifiche al piano (200 emendamenti), promosse dall’opposizione. Da Fini: il rispetto del regolamento è stato “totale”. Lunedì mattina, i deputati al voto del Pdl e della Lega hanno bocciato  i 150 emendamenti presentati dalle forze in opposizione. Le discussioni sono partite già da domenica sera, per vagliare le numerose modifiche presentate per la riformulazione della manovra. Il relatore del maxi-emendamento Massimo Corsaro ha ribadito le volontà della maggioranza , durante le discussioni, di mantenere fedeltà al testo originale (così preservando gli articoli 2 e 3 della manovra).Ora si attende domani pomeriggio per l’esame dell’aula, possibile un ricorso al voto di fiducia da parte del Governo. Determinante il numero degli emendamenti che saranno presentati. Ma andando a verificare la “prima versione definitiva” della Finanziaria 2010 (fonte: Sole 24ore) sono 35127 i posti tagliati per gli enti locali, pari al 22% di consiglieri ed assessori di comuni e provincie. Prevista anche l’eliminazione di direttori generali e consigli circoscrizionali, “senza alcuna deroga” per i comuni più grandi, oltre alla definitiva sparizione della figura dei difensori civici e, naturalmente, ai consorzi di funzioni tra enti comunali. Come anticipato sulle pagine del Sole24 ore, nonostante l’approvazione del testo e l’eliminazione susseguente di quasi 40mila “poltrone locali” gli attuali esponenti politici “già in sovrannumero” dovrebbero comunque restare saldi al loro posto fino al temine del mandato. Solo fra 23 giorni, dunque dal primo gennaio 2010, dovrebbe scattare invece il taglio per i difensori civici e i direttori generali. Alle amministrazioni comunali le funzioni e le risorse dei consorzi (“salvi solo gli attuali contratti di lavoro a tempo indeterminato”). In cinque commi la Finanziaria 2010 cancella dunque i due terzi dei finanziamenti alle comunità montane. Comunità che saranno ora a capo (direttamente) delle giunte regionali. Consistenza inalterata invece per il numero dei consiglieri  provinciali. Lo stesso non si può dire per i componenti dei consigli comunali, nei quali è previsto infatti il 20% dei tagli (18,1% grazie ad arrotondamenti), mentre è previsto l’inserimento di un assessore ogni quattro consiglieri, diversamente da quanto attualmente stabilito (sufficiente uno su tre). Salteranno quindi il 37,3% delle poltrone attuali in seno alle giunte delle amministrazioni locali. I tagli potrebbero essere maggiori se i sindaci dei 4546 (Sole24ore) comuni con meno di 3mila abitanti decideranno di attuare l’unica parte della riforma nella manovra ancora “opzionale”, così rinunciando alle cariche di 3 assessori per affidare la delega a due consiglieri. Per gli esecutivi della provincie: previsto un taglio pari al 21,2% degli assessori, che passeranno infatti dagli attuali 858 a 180. Addio ad ogni forma di “decentramento” all’interno dei comuni, senza alcuna deroga dunque nemmeno per i comuni di capienza abitativa maggiore. Per i city manager (direttori generali): “la norma dovrebbe eliminare anche i contratti in corso”. Previsto o un taglio ai direttori generali “puri” o una riduzione agli stipendi di quei segretari che svolgono la stessa funzione. Se si prende come esempio Manfredonia (comune fra 30 mila e 100 mila abitanti): si passerà dagli attuali 30 consiglieri e 10 assessori a 24 e 6. In provincia di Foggia (sotto 700mila abitanti) : da 30 consiglieri a 30 (invariato), da 8 a 6 per gli assessori.

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