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A lezione di vita, in teatro: in scena “Calcola che sono vivo”

Di:

LOCANDINA CCSF piccola

Foggia – DUE week-end consecutivi e quattro repliche per il nuovo spettacolo della Piccola compagnia impertinente di Foggia che il prossimo sabato, 11 gennaio, presenterà sul palco di via Castiglione la sua nuova produzione dal titolo Calcola che sono vivo. “Una favola moderna”, come spiega il regista dello spettacolo, Pierluigi Bevilacqua, che è anche autore del testo insieme a Marcello Strinati, e protagonista insieme alla giovane attrice Anna Laura D’Ecclesia.

Uno spettacolo che indaga il mondo della scuola, scandagliando i rapporti che si vengono a creare tra appartenenti a generazioni diverse – come docenti e alunni – e le relative implicazioni/ripercussioni sulla società civile. “La scuola come microcosmo e il rapporto tra un professore (supplente) e un’alunna introversa (ripetente) che va a scuola solo quando tutti gli altri non ci sono come metafora di un problema sociale”, puntualizza il regista.

Nato prima come progetto scolastico in collaborazione con il Cerchio di Gesso, lo spettacolo Calcola che sono vivo è “cresciuto” fino a diventare uno spettacolo in serale aperto a tutti, inserito nel cartellone teatrale “Amore 30, Nostalgia 50” della compagnia di via Castiglione. “Con questo spettacolo abbiamo il desiderio di indagare il mondo della scuola come fulcro della crescita individuale e sociale di un Paese intero. Ci piace pensare che tutto nasca da lì – continua Bevilacqua – dalla capacità dei maestri di capire gli alunni, e al contempo del desiderio da parte di questi ultimi, di apprendere tutto il possibile per comprendere a pieno le proprie qualità”. Lo spettacolo andrà in scena i prossimi 11 e 12, 18 e 19 gennaio, alle ore 21.

Lo spettacolo. Lunedì mattina. Ora di matematica. Soltanto due persone in classe. Il professore legge il giornale, aspettando che suoni la campanella. L’alunna siede nel suo banco, annoiata da una routine che non le appartiene più. Quasi per ingannare il tempo, la lezione comincia. Col passare dei minuti, il muro tra i due si sgretola: le equazioni diventano giochi, la matematica prende vita, i ricordi si mescolano al presente.

Cinquanta minuti trascorrono velocemente, e ciò che resta è una lezione di vita, per entrambi: dietro ogni equazione c’è un’idea, dietro ogni idea un uomo, col proprio passato, i propri dolori, i propri fallimenti, ma anche con la gioia della ricerca, con la necessità della scoperta, col desiderio di misurarsi con sé stesso e con gli altri. Qualsiasi muro può essere abbattuto dallo strumento giusto.

Redazione Stato



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