Cronaca

Damone, Angeletti: puro e trasparente

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Damone (Ppdt)

Il consigliere F.Damone (immagine d'archivio - IlGrecale)

San Severo – IL consigliere regionale Francesco Damone ha rilasciato il seguente intervento. “La stampa ha dato molto risalto alla denuncia che il segretario della UIL ha avanzato nei confronti della cosiddetta “Casta Politica”.

Innanzitutto nella “Casta” è possibile che ci siano state spese non condivisibili e quant’altro, ma un soggetto che vive ormai sulla pelle dei lavoratori, perché esercita il massimo ruolo di segretario nazionale, non può impartire lezioni e soprattutto oscurare il concetto di trasparenza. Invece di rincorrere la pagliuzza visibilissima dei politici, ormai verificati con il massimo impegno, sarebbe stato onesto dichiarare a quanto ammonta il bilancio vero e reale del suo sindacato, scevro da ogni furbizia contabile.

Doveva indicare il costo di tutti i sindacalisti distaccati e che non lavorano nella Pubblica Amministrazione anche se gli oneri ricadono sui soldi dei cittadini. Quanto incassano con i CAF, le pratiche di assistenza sociale, di spese legali (sempre di appartenenza o di famiglia) che intascano i tribunali, le transazioni presso gli uffici provinciali del lavoro che prevedono un congruo versamento i denaro contante (le ricevute si rilasciano?) che vengono intascate dal sindacalista obbligatoriamente parente.

I figli e i familiari dei sindacalisti soffrono le difficoltà di lavoro (sempre remunerato e agiato) che il cittadino comune incontra?
In quanti consigli di amministrazione siedono per la legge i rappresentanti sindacali? Queste sono solo alcune delle situazioni privilegiate dei sindacalisti che sono impunibili, imperseguibili e si ergono a giudici di altri operatori politici. Angeletti ritiene di essersi pulita la coscienza accusando i politici, ma dimentica che ormai la gente che soffre, gli inoccupati, i giovani maledicono tutti i rappresentanti sindacali e politici che nel corso degli anni hanno sempre privilegiato l’egoismo all’altruismo.

La drammaticità del momento impone una revisione totale delle gestioni politiche e sindacali fin qui posizioni privilegiate e si torni alla cultura politica e sindacale dei De Gasperi, dei Berlinguer, dei Pastore, dei Di Vittorio, sindacalisti che espletavano la loro attività dopo aver sudato e conosciuto il lavoro vero e non il professionismo che oggi pratica il Sindacato. Si abbia più rispetto della povera gente e si dismetta il clima dell’aggressione solo alla classe politica.

La nuova morale riparte dalla rivoluzione culturale dei comportamenti e dalle azioni concrete. O si agisce con immediatezza o sarà troppo tardi. Svegliamoci !!!!!!! “

Redazione Stato



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