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Salerno, Op. Nuceria, fondi neri per pagare i calciatori

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Guardia di Finanza (immagine di archivio. Stato@)

In data odierna, i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno stanno notificando un’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Nocera Inferiore su richiesta avanzata da questa Procura della Repubblica, nell’ambito di attività di P.G. delegata, nei confronti di un club calcistico.

Ai tre soggetti viene contestata l’associazione per delinquere finalizzata alla emissione di fatture false ed al trasferimento fraudolento di valori (fittizia intestazione di beni).

In totale sono 136 i soggetti indagati a seguito dell’odierna indagine: ad essi vengono contestati reati tributari (infedele dichiarazione, omessa presentazione della dichiarazione, emissione ed utilizzo di fatture false), fittizia intestazione di beni e riciclaggio.

Le complesse ed articolate indagini, protrattesi per oltre due anni, sono state avviate sulla base di una semplice denuncia di smarrimento di n. 5 assegni bancari, per un totale di euro 55.000,00, emessi da una società di calcio, presentata da un giocatore professionista di calcio, all’epoca tesserato con la citata compagine.

Le attività di polizia giudiziaria esperite – in special modo gli accertamenti bancari, (particolarmente estesi ed articolati, nonché i relativi riscontri, che hanno riguardato anche l’operato di funzionari di banca), perquisizioni ed acquisizioni documentali – hanno portato alla luce un “universo societario” composto da numerose persone giuridiche – accomunate tutte dalla gestione uti dominus da parte di un’associazione a delinquere ex art. 416 c.p. composta dai predetti responsabili del club. Più in dettaglio, i citati soggetti, con la collaborazione attiva di molti altri personaggi, tutti indagati a vario titolo, si sono fatti promotori di una associazione finalizzata alla realizzazione di un complesso meccanismo di “architettura societaria” basato in estrema sintesi su cc.dd. società cartiere intestate a soggetti prestanome nullatenenti, alcuni dei quali reclutati addirittura tra clochard senza fissa dimora, spesso irreperibili, nonché su società, anch’esse intestate a prestanome, solo parzialmente operanti, ciò per non apparire “in prima persona”, nell’esecuzione di appalti pubblici dell’Ente Provincia di Salerno formalmente aggiudicati da altri soggetti economici.

Tali “cartiere” hanno proceduto a sovrafatturazioni di prestazioni a favore di terze società, realmente operanti ed in affari con la famiglia dei responsabili del club calcistico, mediante le quali si sono create “disponibilità finanziarie” (in altre parole fondi occulti) in contanti per procedere al pagamento di “tangenti” per l’aggiudicazione “irregolare” degli appalti pubblici.

Tutto ciò è stato possibile con il coinvolgimento attivo di funzionari e/o operatori di banca che hanno consentito l’effettuazione di operazioni di sportello a soggetti privi di qualsiasi autorizzazione rispetto al rapporto movimentato, nonché con grave danno per l’Erario atteso che le cartiere non hanno mai dichiarato alcun reddito e hanno evaso imposte dirette ed indirette per svariati milioni di euro.

Infatti, le indagini hanno dimostrato come il “patron” del club già destinatario in passato di una misura di prevenzione definitiva – onde evitare future possibili aggressioni patrimoniali, ha posto in essere plurime condotte di intestazione fittizia di beni e quote societarie avvalendosi oltre di soggetti nullatenenti anche di familiari.

Nel contempo, le società “affidate” ai prestanome hanno rappresentato il “veicolo” tramite il quale:

pagare in nero ingenti somme di denaro a calciatori professionisti militanti nella società calcistica nonché ad altri tesserati/dipendenti della menzionata società sportiva (allenatore, magazziniere etc);

effettuare “quale interposto soggetto economico” prestazioni di sponsorizzazione a favore di soggetti utilizzatori, da considerarsi relative, per buona parte, a operazioni inesistenti.

Tutto questo ha comportato sottrazione di materia imponibile per milioni di euro, rendendo l’erario “vittima” del complesso sistema architettato.

Nel contempo, a seguito di capillare attività investigativa svolta dalle Fiamme Gialle nella sua espressione di polizia economico-finanziaria, finalizzata alla ricostruzione del patrimonio accumulato da parte degli indagati, è stato disposto il sequestro preventivo finalizzato alla successiva confisca di un ingente patrimonio composto da beni mobili ed immobili ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 321 c.p.p. e 12 sexies L. 356/1992 (attesa l’ evidente sproporzione tra le fonti di reddito dichiarate e il patrimonio accumulato), art. 240 c.p.; art. 31 L. 646/82 (Legge Rognoni – Latorre).

In particolare, è stato disposto – tra gli altri – il sequestro:

di società intestatarie di un notevole patrimonio immobiliare;
del 42% del capitale sociale dell’società calcistica;
del 50% della società che gestisce un Hotel a Mercato San Severino (SA).

In sintesi, la misura reale in argomento ha avuto ad oggetto il sequestro di:

quote rappresentative del capitale sociale di nr. 54 società;
n. 53 fabbricati (appartamenti, villini, negozi, locali commerciali e box);
n. 06 terreni;
n. 95 autoveicoli e motocicli;
n. 1 imbarcazione;
somme di denaro giacenti su circa 150 rapporti di natura finanziaria (c/c, libretti di deposito, deposito titoli) in corso di quantificazione.

Infine, è stato disposto il sequestro per equivalente ai fini tributari, corrispondente all’imposta evasa, pari a circa 34 milioni di euro.

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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