Bari, seduta ‘Omnibus’: freno su Sanità Service, poi passa internalizzazione

di Nicoletta Marchitelli
Pubblicato il 9 febbraio, 2010

Regione Puglia esterno

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Bari – NODO ‘Sanità Service’ in consiglio regionale relativamente alle internalizzazioni dei lavoratori Asl, discusse durante la lunga seduta di ieri, relativa alle norme in materia sanitaria, ’suddivise’ dal cosiddetto pacchettoomnibus. Da segnalare la provocazione del presidente Pepe “pronto a dimettersi” dopo aver contastato le difficoltà di dialogo insorte tra opposizione e maggioranza. Difficoltà sul numero di emendamenti da analizzare (oltre 700), difficoltà soprattutto sull’analisi della ditta dedita all’internalizzazione dei lavoratori dell’Asl Foggia. I lavori sono continuati ad oltranza fino a tarda notte, in seguito è stata anticipata la norma sulle stabilizzazioni. Respinto a maggioranza il primo degli oltre 750 emendamenti dell’opposizione al ddl con le norme socio sanitarie dell’ex omnibus. Relativo al primo dei 48 articoli del testo di legge, ha richiesto un’ora e mezzo di interventi e dichiarazioni di voto, in massima parte da parte della minoranza. Successivamente è stata approvata a maggioranza una mozione presentata dal capogruppo PD Antonio Maniglio per la prosecuzione ad oltranza dei lavori. Contro si sono espressi Aldo Aloisi e Roberto Ruocco, che hanno considerato irricevibile la richiesta. I lavori, hanno sostenuto, erano convocati solo per il giorno 8 ed è stata avanzata oltre le ore una del 9 febbraio. Inoltre, per la prosecuzione sarebbe necessaria l’unanimità. In segno di protesta per l’atteggiamento della presidenza del Consiglio – i lavori erano diretti al momento dal vicepresidente Luciano Mineo – Aloisi ha occupato simbolicamente il tavolo della presidenza per qualche momento. Mineo ha difeso il comportamento “ineccepibile” adottato nel corso della seduta dalla presidenza, che ha scelto un ruolo “notarile” nel guidare i lavori, “rimettendo all’Assemblea le decisioni”. Bocciato invece una mozione presentata dal centrodestra, con la richiesta che i lavori siano presieduti dal presidente Pepe, “considerato che il comportamento del vicepresidente Mineo nella condizione dei lavori del Consiglio è gravemente lesivo dei diritti dei consiglieri di minoranza”, chiedendo di vedere assicurato il diritto dell’esercizio delle prerogative consiliari ed esprimendo la “propria ferma condanna”. A favore è intervenuto Gianmario Zaccagnino.All’unanimità è stata approvata invece la richiesta del capogruppo Udc Antonio Scalera di anticipare l’art. 32, relativo alle stabilizzazioni e internalizzazioni di servizi, l’argomento chiave, il più atteso dai lavoratori interessati e sul quale si concentra l’attenzione prevalente delle forze politiche, terminato con l’approvazione all’unanimità dello stesso articolo, riguardante, come detto, l’internalizzazione e la stabilizzazione dei lavoratori precari della sanità. Applausi del pubblico, composto da numerosi operatori precari della sanità e del 118, hanno accompagnato l’approvazione.

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SCALERA E LAUROLA: OMNIBUS, ART.32 DIVENTA PRIORITARIO GRAZIE AD UDC – Dopo l’accoglimento all’unanimità della richiesta del capogruppo regionale dell’Unione di Centro Antonio Scalera di anticipare l’art. 32, relativo alle stabilizzazioni e internalizzazioni di servizi e la conseguente approvazione dello stesso, il gruppo regionale UdC non cela “la grande soddisfazione per essere riusciti a evitare incresciosi e gravi problemi a numerosissimi operatori del settore sanitario in attesa di maggiori certezze per il loro immediato futuro professionale”. L’approvazione è stata accolta tra gli applausi del pubblico, composto soprattutto da numerosi operatori precari della sanità e del 118.“La richiesta da me avanzata, in merito all’anticipazione dell’art. 32, l’articolo prioritario tra i provvedimenti in discussione in quest’ultima seduta del consiglio regionale – spiega Antonio Scalera –, è frutto dell’ascolto e dell’attenzione mostrata nei confronti degli operatori che hanno protestato nei giorni che hanno preceduto la seduta. Ciò dimostra con determinazione quanto l’UdC abbia saputo recepire le istanze, le urgenze dei precari della sanità e si sia mobilitata per far diventare l’articolo 32 prioritario perché venisse approvato urgentemente”. Anche il vice presidente del gruppo, Carlo Laurora, ribadisce la soddisfazione dell’intero gruppo regionale che “si è fatto carico di portare le necessità, le preoccupazioni e le serie problematiche di decine e decine di operatori del settore sanitario in consiglio regionale, accelerando l’iter che ha portato, soprattutto grazie alla nostra insistenza, all’approvazione dell’articolo 32”. Laurora aggiunge: “Parrebbe scorretto ora se il governo regionale, apparso ingessato in quest’ultima seduta del massimo consesso regionale, non riconoscesse l’impegno e la sensibilità del nostro partito, l’unico ad aver avuto il merito di risolvere un’annosa questione che lasciava col fiato sospeso numerosi pugliesi. Oltre a ciò spero che nessuno osi ‘vendere’ come proprio un provvedimento mosso esclusivamente dall’Unione di Centro”. “L’ultimo atto intrapreso dal nostro gruppo, sollecitato in consiglio regionale e dall’esito positivissimo – conclude Scalera – è la sintesi cristallina e limpida dell’operato dell’Unione di Centro in cinque anni di opposizione seria, propositiva e repubblicana. Alla base c’è sempre stato e sempre ci sarà il bene comune in favore dei cittadini, delle famiglie e dei lavoratori pugliesi”.

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IL LUNGO POMERIGGIO DEL CONSIGLIO REGIONALE PUGLIESE – “SONO indignato, tra cinque minuti mi dimetto”, lo ha detto ieri il Presidente del consiglio regionale Pietro Pepe constatando il muro contro muro che allo scoccare della mezzanotte ha continuato a caratterizzare il clima in aula tra maggioranza ed opposizione, alle prese con la discussione delle norme in materia sanitaria “spacchettate” dall’omnibus. La provocazione del presidente Pepe è proseguita con l’esortazione, rivolta a maggioranza ed opposizione, a trovare un’intesa, senza la quale “nessuno può cantare vittoria”. Stretto e difficoltoso è il percorso, sul quale continuano a pesare oltre 730 emendamenti e come ha preannunciato Palese, anche eventuali sub-emendamenti. La soluzione, indicata alla maggioranza dal capogruppo di Fi-Pdl, ha continuato a centrare sull’accoglimento di alcuni emendamenti proposti dall’opposizione e che sino ad ora non hanno trovato la disponibilità del governo regionale. Palese ha inoltre ammonito la maggioranza a “non farsi scudo dei lavoratori” e a non “etichettare come inizio della soluzione dei problemi occupazionali lamentati dai precari il processo di internalizzazione” individuato nel ddl omnibus-sanità.

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IL DIBATTITO – Il presidente della commissione sanità, Dino Marino, ha illustrato i 48 articoli, che suddivisi in otto Capi, formano la legge. Rivolgendosi all’Aula, Marino, ha sottolineato il fatto che questo provvedimento “risponde alla urgente ed indispensabile necessità di intervenire su diverse norme aventi ad oggetto la regolamentazione delle attività e governo del servizio sanitario regionale, al fine di fornire più efficacia all’azione della Regione, delle Aziende ed Enti in materia di sanità e di migliorare e razionalizzare ulteriormente il sistema sanitario della Regione Puglia”. I Capi più corposi del testo riguardano gli accreditamenti delle strutture sanitarie, le norme in materia di personale e di formazione (internalizzazione e stabilizzazione del personale socio-sanitario, nomina e formazione dei direttori generali), ma soprattutto il percorso di razionalizzazione delle politiche tariffarie delle prestazioni erogate dalle strutture sanitarie accreditate e in materia di fornitura di protesi a carico del servizio sanitario regionale. Il giudizio su questo provvedimento, per il consigliere del Gruppo Misto, Giammarco Surico, è fortemente negativo e tardivo, perché giunge alla fine della legislatura tentando di arginare quel malcostume che si è diffuso nella Sanità, ritenendo non corretto legiferare adesso per nome e per conto del governo che verrà. Il consigliere di Rifondazione Comunista, Pietro Mita, nel suo intervento, ha detto che questa legge giunge al termine di un disegno che si è formato nell’arco di questi anni di legislatura, con elementi di grande novità basati sullo sforzo di ragionare sulla salute partendo dalla medicina territoriale. Per il consigliere di FI-Pdl, Massimo Cassano, è inopportuno, oggi, parlare di riforma del sistema sanitario. “Ci troviamo solo di fronte ad una legge elettorale – ha detto Cassano – visto che arriva in Aula troppo tardi per sistemare i disastri della Giunta Vendola. Il consigliere del Gruppo per le Autonomie, Aldo Aloisi, ha ribadito che si tratta di un provvedimento elettorale e perlopiù ingannevole, ma che l’atteggiamento dell’opposizione sarà responsabile nel dire sì alle norme che vanno nella direzione giusta al fine di migliorare, per quanto possibile, il sistema sanitario.

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LE ALTRE REAZIONI – Ignazio Zullo (Puglia prima di Tutto) avrebbe “voluto vedere una serie di norme che ponessero rimedio alla politica sanitaria scellerata di questi anni. Questo disegno di legge mi sembra collazionato in fretta, raccattando qualche bisogno qua e là. Ho come l’impressione, e mi auguro di sbagliare, che stiate confezionando un abito da sposa per qualcuno che vi sta a cuore”. Puntuale la replica di Giuseppe Romano (PD): “Mi stupisce questa critica al disegno di legge da parte dell’opposizione. La materia è complessa e di questo siamo consapevoli tutti. Lo scorso gennaio, gli stati generali della medicina chiamati a raccolta per discutere di sanità in Puglia, hanno parlato di una difficoltà di sistema che dura da ben 15 anni”. Per Saverio Congedo (PdL): “questo disegno di legge sembra il tentativo di quella squadra di calcio che, dopo aver giocato 90 minuti in maniera scialba, aspetta i tempi supplementari per segnare quel gol che salvi la faccia. Con la salute nessuno ha il diritto di scherzare”. Più duro il parere di Gianfranco Chiarelli (PdL): “Per me questo provvedimento andrebbe smantellato e riproposto. Mi insospettisce che un disegno di legge così importante arrivi l’8 febbraio, quasi fuori tempo massimo. Io non voglio mettere in discussione l’importanza della legge, ma ribadisco che per norme importanti c’è bisogno di tempo per pensare.”“A tempo scaduto – afferma invece Pietro Lospinuso (AN-PdL) – la maggioranza vuole darsi una verginità, presentando un provvedimento che è tutto e il contrario di tutto. La sanità era il cavallo di battaglia della campagna elettorale di Vendola e finora non si è visto un piano di riordino ospedaliero, ma solo la lottizzazione delle nomine a scapito dei servizi al cittadino”.

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LA SEDUTA E’ STATA SOSPESA MOMENTANEAMENTE alle 16. Diverse le proposte in Aula per il prosieguo dei lavori. Da quella del consigliere Sannicandro che ha proposto una sorta di comitato ristretto formato da due esponenti della maggioranza e due della minoranza con l’assessore alla sanità Tommaso Fiore per sfrondare gli emendamenti e lavorare su una possibile intesa a quella del consigliere Aloisi che invece ha richiamato esclusivamente l’intesa della mattinata, e cioè sospensione alle 16 per poi verificare convocare la conferenza dei capigruppo. L’assessore Introna ha proposto invece la costituzione di due gruppi di lavoro. Uno sulla sanità con l’assessore Fiore e uno sui lavori pubblici con l’assessore Barbanente.

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FIORE – Finisce con un appello a tutti i consiglieri, l’intervento in Aula dell’assessore alla sanità Tommaso Fiore. Un appello “perché si rimettano i piedi per terra e perché si possa rientrare subito nel merito della discussione sul ddl sanità e riprendere a ragionare sulle singole norme. Sarebbe frastornante da parte del Consigli regionale – ha continuato Fiore – il tentativo di mantenere in vita tutti gli emendamenti presentati. Ciò significherebbe non approvare il provvedimento che invece interviene nel merito di alcune questioni molto delicate di questa regione, non di una parte politica o di un’altra. Ecco perché occorre uno sforzo di tutti per capire l’oggetto strano di cui stiamo parlando altrimenti faremmo solo un anticipo di campagna elettorale che questo ddl, ma soprattutto i pugliesi, non meritano”. Fiore ha tentato di spiegare il cuore del provvedimento, e cioè quello di fare “chiarezza su alcuni processi amministrativi attraverso l’emanazione di norme”. Accreditamento delle strutture sanitarie (“occorre ripristinare una correttezza amministrativa per l’accreditamento”), processo di internalizzazione dei servizi (“ci troviamo di fronte ad elementi di turbativa di mercato introdotta non dai processi di internalizzazione bensì proprio da quelli di esternalizzazione”) e piano dialitico regionale (“occorre tornare ad una normalità”) sono solo alcuni dei processi amministrativi richiamati da Fiore nel suo intervento sui quali occorre “individuare le strozzature del sistema e intervenire (proprio con le norme del ddl) per poter procedere e ridare fluidità”.

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Prima della sospensione della seduta consiliare, è intervenuto il consigliere Cosimo Borraccino (Csp) che ha invitato i consiglieri della minoranza “a non fare demagogia sulla pelle dei lavoratori che aspettano il provvedimento sulla internalizzazione”. Provvedimenti seppur “tardivi” anche per Borraccino ma “che vanno nella direzione di quanto chiesto da tempo dai lavoratori”. “Si sarebbe potuto fare di più” ha ammesso il consigliere dei Comunisti Sinistra Popolare perché “la sanità è stata al centro sempre di questi cinque anni di dibattito politico in questa Aula, ma meglio tardi che mai”. Per Sergio Tedeschi (An/Pdl) Vendola cinque anni fa “svendolava” promesse che poi puntualmente non ha mantenuto, e questo soprattutto sulla sanità. Dalle liste di attesa “che anziché accorciarsi si allungano a dismisura” ai direttori generali e al contenimento della spesa laddove “la busta paga del direttore generale sarebbe stata integrata del 20% ad obiettivo raggiunto”. Per Tommaso Attanasio (An/Pdl) “siamo fuori tempo massimo”. Gli intenti sono nobili per Attanasio (il contenimento della spesa) ma “l’omnibus che abbiamo di fronte è solo un pannicello caldo”. Il presidente di Forza Italia/Pdl Rocco Palese ha invece stigmatizzato gli impegni assunti da Vendola nelle sue dichiarazioni programmatiche cinque anni fa. Tra questi, l’impegno di revoca del piano ospedaliero di Fitto che doveva essere il primo punto dell’azione di governo. “Siamo alla fine – ha detto Palese – e non mi sembra ci siano modificazioni in atto”. Poi Palese ha parlato di mancata “abolizione del ticket” e della platea di oltre due milioni di persone che “ancora continuano a pagarlo”. E poi ancora “il mancato passo indietro della politica nei confronti della sanità”, “il mancato criterio della meritocrazia che per Vendola sarebbe dovuta essere la stella polare”, “la continua opacità della spesa sanitaria” per non parlare “delle lunghissime liste di attesa e di quel 92%, ad oggi ancora disatteso, di quanto previsto dalle norme contenute nelle due leggi regionali (la 25 e la 26)”. Infine per Palese “il provvedimento in esame non dà alcuna risposta a queste tematiche ma fa solo ulteriormente male al sistema sanità”. Alle 19 e 40, in mancanzadel numero legale la seduta del Consiglio regionale è stata sospesa per un’ora, tra le proteste dei precari della sanità, nel pubblico. I lavori sono poi ripresi alle 19,40.

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