La resilienza
di Anna Palumbo
Pubblicato il 9 febbraio, 2010
Manfredonia – IL termine “resilienza”, oggi utilizzato in psicologia, deriva da tradizioni e discipline diverse. Ad esempio, in ingegneria, è la capacità di un metallo di resistere alle forze che gli vengono applicate; in fisica, è la capacità di un materiale di sopportare sforzi senza rompersi; in informatica, è la qualità di un sistema di continuare a funzionare nonostante delle anomalie. In psicologia, la “resilienza” è la capacità di far fronte, resistere, integrare, costruire e riorganizzare positivamente la propria vita nonostante situazioni difficili. È un processo che si costruisce negli individui a seconda della personalità, dei modelli di riferimento, degli apprendimenti, delle eventi di vita (Vaillant, 1993). La resilienza non è solo una “resistenza”, ma la capacità di alcuni individui di ricostruirsi un percorso di vita, trovando in sé stessi e nelle loro relazioni, la forza per superare le avversità.
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Spesso, infatti, molti di noi, di fronte ad individui capaci di reagire a situazioni di vita difficili, hanno pensato “Io al posto suo non avrei sopportato”. Infatti, sono le parole che ci diciamo e ciò che pensiamo in determinate circostanze, ad ostacolare l’utilizzo dei meccanismi psicologi naturali che ciascuno di noi possiede per fronteggiare le avversità. Uno dei primi studi sulla resilienza, di durata trentennale, fu condotto da Emma Werner (1992) su 698 neonati dell’isola Kauai (Hawai). Molti di loro avevano una probabilità elevata di sviluppare problemi, a causa di diversi fattori di rischio: nascita difficile, povertà, vivere in famiglie con problemi di alcolismo, malattie mentali, violenza, litigi. Tuttavia, i risultati hanno evidenziato che, all’età di 18 anni, mentre 2/3 dei ragazzi presentavano molti disagi, circa 1/3 di essi era cresciuto in maniera adeguata, avviando relazioni stabili, svolgendo attività lavorative ed essendo persone costruttive che coglievano ogni occasione per migliorarsi.
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Quali sono, pertanto, i fattori di protezione che rendono alcuni individui resilienti?
• OTTIMISMO: è la disposizione a cogliere il lato buono delle cose, la tendenza ad aspettarsi un futuro ricco di occasioni positive, la propensione a sminuire le difficoltà della vita, cercando sempre di trovare la soluzione ai problemi.
• AUTOSTIMA: una elevata autostima protegge da sentimenti di ansia e depressione e influenza positivamente lo stato di salute fisica.
• HARDINESS: tratto di personalità che comprende tre dimensioni:
- CONTROLLO: convinzione di essere in grado di controllare l’ambiente circostante e l’esito degli eventi, mettendo in atto tutte le risorse per affrontare le difficoltà.
- IMPEGNO: definizione e perseguimento di obiettivi.
- SFIDA: visione dei cambiamenti come incentivi e opportunità di crescita.
• EMOZIONI POSITIVE: capacità di sostituire gemiti e lamenti con emozioni positive.
• SUPPORTO SOCIALE: capacità di costruire relazioni eterogenee e molteplici che possano sostenere l’individuo nei momenti difficili.
In situazioni difficili, essere resilienti non significa negare il dolore, ma essere capaci di trasformare una esperienza dolorosa in apprendimento, riorganizzando la propria vita e rendendo tale esperienza una occasione formativa.
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La “resilienza” può essere appresa, sviluppando l’autostima, l’autoefficacia, l’abilità di tollerare le frustrazioni della vita senza lamentarsi, la capacità di risolvere i problemi e di produrre cambiamenti, la speranza, la tenacia, il senso dell’umorismo… Sorridere di fronte alle avversità non significa banalizzare o ridicolizzare, ma riuscire a prendere le distanze da circostanze drammatiche, esprimendo voglia di vivere nonostante le difficoltà.
La resilienza è data dall’interazione tra CIÓ CHE IO HO (risorse esterne), CIÓ CHE IO SONO (forze interiori) e CIÓ CHE IO POSSO FARE. Tutto questo implica cercare nuove opportunità di crescita, assumendosi il rischio di vivere la propria vita come protagonista e non come spettatore.
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Dott.ssa Anna Palumbo
Psicologa
Via Maddalena, 118 – Manfredonia (Fg)
E-mail: a.palumbo79@libero.it
Parole chiave: Anna Palumbo Manfredonia Foggia, Emma Werner, fattori ottimismo autostima hardiness controllo impegno sfida, resilienza
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