Manfredonia
Il sindaco di Manfredonia aveva lanciato un appello al Tribunale di Treviso con una nota del 25.08.2015

Fallimento Sangalli Manfredonia: a chi spetta ora la bonifica del sito? (II)

In base a una recente sentenza del Consiglio di Stato: "E' escluso dunque che nei confronti della “Curatela Fallimentare possa ravvisarsi un fenomeno successorio (..)"

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Manfredonia . DOPO la dichiarazione di fallimento della Sangalli Vetro Manfredonia SpA – successiva alle analoghe dichiarazioni interessanti la Sangalli Vetro Satinato srl e la Sangalli Magnetronico srl – a chi spetta lo “smaltimento dei rifiuti abbandonati nello stabilimento (…) e di quelli che saranno generati con la vendita e lo smantellamento dell’impianto“?. Una richiesta di chiarimenti, in tal senso, era stata richiesta con una nota del 25 agosto 2015, a firma del sindaco di Manfredonia, inviata al Presidente del Tribunale di Treviso Dott. Aurelio Gatto, al Commissario Gruppo Sangalli Dott. Stefano Ambrosini, al Presidente della Giunta Regione Puglia Dott. Michele Emiliano. “(…) Chiediamo che il tribunale di Treviso, sensibile ai temi della salvaguardia della salute e della tutela dell’ambiente, se pur geograficamente lontano dal territorio pugliese, che faccia chiarezza – aveva scritto il sindaco Angelo Riccardi sui contenuti e sugli obiettivi del Piano di concordato proposto dagli amministratori della società perché, da quello che si evince chiaramente, tali signori non intendono destinare un centesimo per la salvaguardia del territorio malgrado la responsabilità di avere, in pochi anni, costruito e abbandonato uno stabilimento di tali dimensioni a un chilometro dal centro abitato di Manfredonia e dalla costa garganica del territorio di Monte Sant’Angelo”.

La nota del sindaco. Con la nota il sindaco, riferendosi al “Piano di concordato preventivo” proposto dagli amministratori della Sangalli Vetro Manfredonia – ben prima dunque del fallimento della citata SpA dichiarato con sentenza n.38 del 03.02.2016 della Seconda sezione del Tribunale di Treviso (Presidente dott. Antonello Fabbro, Giudice dott. Caterina Passarelli, Giudice relatore dott. Elena Rossi), aveva espresso dunque “viva preoccupazione per il fatto che detto documento (Il piano di concordato,ndr)” non aveva previsto “alcuna voce di costo per lo smaltimento dei rifiuti abbandonati nello stabilimento, né di quelli che saranno generati con la vendita e lo smantellamento dell’impianto.” “Il piano – aveva scritto Riccardi – prevede la liquidazione con totale cessione/vendita dei beni ma senza lo smaltimento dei rifiuti la stessa alienazione risulterebbe illegale. La menzionata proposta, inoltre, non prevede alcuna spesa per il ripristino e la bonifica dell’area”.

Fatto ancora più inquietante – è scritto ancora nella nota del 25 agosto 2015 – è che il Piano abbia ricevuto l’immediata ammissione da parte del Tribunale di Treviso. Nessuno dei protagonisti della deplorevole vicenda si è preoccupato di rilevare l’ingiustificabile assenza della doverosa opera di smaltimento dei rifiuti. In oltre 500 pagine di relazioni, perizie estimative, budget, preventivi, offerte vincolanti, asseverazioni, facenti riferimento al periodo attuale e fino a completa liquidazione dello stabilimento, non è prevista alcuna voce di costo per smaltimento dei rifiuti, se non per la quota del 5% di gasolio e per una quota parte di materie prime del forno, inalienabili e quindi detratte dal valore di ricavo e giustamente considerate costo di smaltimento”. “Si evidenzia – aveva continuato il primo cittadino – l’assenza di una perizia estimativa delle voci e dei costi di smaltimento mentre si rilevano delle perizie di valorizzazione dei beni mobili e immobili: voci con valutazioni a zero Euro o addirittura con valorizzazione di parecchie centinaia di migliaia di euro per parti di impianto invendibili perché non riutilizzabili in caso di smantellamento, vedi per esempio più del 90% dei refrattari che compongono il forno di fusione e il bagno di stagno. Gli stessi arredi, l’elettronica obsoleta e guasta, sono stati valorizzati a zero Euro o con rivalutazioni di possibile ricavo, anche se presumibilmente una corretta e più realistica perizia avrebbe dovuto indicare un segno negativo perché avrebbe dovuto considerare una voce di costo per smaltimento e non di ricavo. Uno stabilimento di produzione vetro, del tipo in questione, richiede la realizzazione di immobili con layout personalizzati che difficilmente per dimensioni, disposizione, difficoltà di eventuale compartimentazione, caratteristiche strutturali e impiantistiche, potranno essere destinati ad attività diverse da quelle della produzione del vetro float e quindi venduti o affittati per altri scopi industriali o artigianali”.

Visita Emiliano nello stabilimento della Sangalli in area ex Enichem - PH MATTEO NUZZIELLO

Visita Emiliano nello stabilimento della Sangalli in area ex Enichem – PH MATTEO NUZZIELLO

Per le ragioni di cui sopra, oltre alla mancata previsione dei costi di smaltimento dei rifiuti speciali e pericolosi – continuando a riportare la nota del sindaco di Manfredonia del 25.08.2015- si ritiene che il possibile ricavo per la cessione degli immobili sia stato erroneamente stimato superiore ai tre milioni di euro. Nella migliore delle ipotesi detti immobili rimarranno inutilizzati e abbandonati fino alla fatiscenza, come brutte cattedrali nel deserto. Ancora una volta la comunità dovrà accollarsi i costi dell’abbattimento e smaltimento di milioni di metri cubi di cemento, oltre allo smaltimento di tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi. Con la presente s’intende denunciare l’incompletezza del piano di concordato presentato e accettato dal Tribunale. Si ipotizza che saranno necessari tra i 5 e 10 milioni di euro per lo smaltimento dei rifiuti ed eventuale bonifica del sito ma crediamo sia necessaria una perizia giurata con la relativa valorizzazione dei costi di smaltimento e ripristino delle aree nello stato in cui si trovavano, con lo stesso dettaglio e possibilmente con maggior scrupolosità come effettuato per la valorizzazione dei beni vendibili. Il territorio su cui insiste la Sangalli Vetro Manfredonia in passato ha subito notevole inquinamento del terreno, della falda e del mare da parte dello stabilimento Enichem. Da oltre venti anni la collettività paga l’opera di smantellamento, di smaltimento dei rifiuti e di bonifica del sito, tutt’ora in atto e non completata. La popolazione, il territorio, le istituzioni locali, regionali e nazionali non possono permettere che si ripetano gli scempi del passato che hanno portato e portano all’inquinamento del territorio e al successivo ritardato estremo tentativo di ripristino con costi e tempi esorbitanti”, come scritto al termine della nota del 25.08.2015.

La giurisprudenza. A riguardo va evidenziato come (fonte: http://www.altalex.com, testo a firma di Paolo Del Giudice) come una sentenza del 30.06.2014 n.3274 della V Sezione del Consiglio di Stato ha risposto ad alcuni quesiti relativi agli “obblighi facenti capo all’impresa fallita”: “(..) in materia di illeciti ambientali, la Curatela Fallimentare può essere destinataria di ordinanze sindacali che impongono la bonifica di siti inquinati a cagione della pregressa attività dell’impresa fallita?”.

Il ruolo del Curatore. Innanzitutto la precisazione: “Il curatore non è né un rappresentante né un sostituto del fallito, o del ceto creditorio, tantomeno si ricava dall’ordinamento vigente un generale ruolo di subentro nella situazione giuridica del fallito; la sua attività di ausiliario del Giudice del Fallimento è improntata all’imparzialità nei confronti sia del fallito, che della massa dei creditori“. Riprendendo un’ordinanza emessa da un Comune “richiedente la bonifica del sito contaminato di cui è causa” il Consiglio di Stato ha evidenziato come “il Fallimento non può essere considerato un successore dell’impresa fallita; questa conserva la propria soggettività giuridica e rimane titolare del proprio patrimonio, perdendone tuttavia la facoltà di disposizione (art. 42 e 44 della Legge Fallimentare)“. E’ escluso dunque che nei confronti della “Curatela Fallimentare possa ravvisarsi un fenomeno successorio, che potrebbe far scattare il meccanismo estensivo di responsabilità previsto dall’art. 194 del codice dell’ambiente, della legittimazione passiva rispetto agli obblighi di ripristino che l’articolo stesso pone in prima battuta a carico del responsabile e del proprietario versante in dolo o colpa”.

Aerea impianti Manfredonia Vetro (Ph: idmweb) (ph: idm)

Aerea impianti Manfredonia Vetro (Ph: idmweb) (ph: idm)

Per il Tar Toscana “l’adempimento dell’obbligo di smaltimento dei rifiuti” grava invece “sulla curatela fallimentare”. Il Consiglio di Stato, con la citata sentenza del 30.06.2014 n.3274 della V Sezione, ha ritenuto pertanto di “disattendere l’orientamento giurisprudenziale”, in forza del quale ‘l’adempimento dell’obbligo di smaltimento dei rifiuti grava sulla curatela fallimentare (TAR Toscana, Prima Sezione, 3 marzo 1993, n. 196; Tar Toscana, Seconda Sezione, 28 aprile 2000, n. 780), sulla base del fatto che la disponibilità dei beni, ivi compresi i rifiuti nocivi, entra giuridicamente nella titolarità del curatore e conseguentemente con essa anche il dovere di rimuoverli in applicazione delle leggi vigenti’. Come riporta Paolo Del Giudice di Altalex.com è stato infatti “privilegiato altro orientamento della giurisprudenza amministrativa di primo grado (TAR Toscana, Sezione Seconda, 1° agosto 2001, n. 1318), la quale evidenzia l’assenza di una corresponsabilità del fallimento, anche meramente omissiva, in relazione alle condotte poste in essere dall’impresa fallita“.

Ma c’è un precedente. “Tale orientamento prende le mosse dal D.Lgs. 22/97, art. 14, che prevedeva l’obbligo di smaltimento dei rifiuti. Tuttavia, l’ordine di smaltimento avrebbe potuto essere legittimamente impartito solo acclarata la una responsabilità da illecito in capo al destinatario. Pertanto, secondo la sentenza citata (TAR Toscana n. 1318/2001) ‘solo in caso di elementi indizianti la presenza di concorrenti profili di responsabilità, almeno colposa, in capo a proprietari o gestori (ed a fortiori dei curatori fallimentari)‘ può ritenersi legittimo l’ordine di smaltimento”.

g.defilippo@statoquotidiano.it

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Commenti


  • fitto


  • dopo

    Ci pensiamo dopo il carnevale. Comunque si bonifica da se a spezzatino.


  • Giusy

    Amen! #ILBELLOARRIVADIGIORNOINGIORNO

  • Mai che nessuno paga! Io farei pagare gli ex sindaci di Monte Sant’Angelo che hanno contribuito ad arrivare a questo disastro. Poi certi ex sindaci che ora cercano di tornare popolari facendo finte battaglie sulla lotta alla processionaria per distrarre la gente dai loro errori perché non parlano di quello che hanno combinato?


  • Carlo

    Quant j bell, quant j bell a città d pulcnell. Verso il commissariamento del Comune di Manfredonia.Promesse e illusioni!


  • Pollice Sipontino

    Spettabile nostro sindaco, la sangalli appartiene al primo protocollo, con sovvenzione globale/ totale/ 100%?????. Se si, glielo ricordi a questi signori ed al tribunale.


  • Mimmo

    La Sangalli è fallita solo nel polo sipontino?

  • Antonio, lasciali nel loro brodo e nella loro vanagloria ad occuparsi della processionaria, così almeno non fanno altri guai e così è maglio per tutti a Monte.


  • Gino flas

    Secondo il mio parere dovrebbero pagare i cittadini di monte san. Angelo visto che li è territorio di monte o èmonte solo qquando si allargano la bocca stando a l’eclerk


  • Il bello viene ora!

    Ma chi se ne frega..pensiamo al carnevale!!


  • IL TERRIBILE INCUBO DEL MOSTROGAS DI SAN SPIRITICCHIO

    Nessuno ne parla più…impazza il carnevale e gli artigli terrificanti avanzano!


  • Dino

    State calmi adesso arriva un’altro contratto d’aria, mettiamo fertilizzanti e ammoniaca,che ne dite? arriveranno altri 2000 posti di lavoro. Pane e veleno.


  • Pollice Sipontino

    Come diceva Totò (Felice Sciosciammocca) in “Miseria e Nobiltà” sull’appunto di Pasquale (Enzo Turco): Qui si mangia pane e veleno. Totò risponde: Pasqua, solo veleno.


  • Matteo

    E quello che volevano gli operai della Sangalli dal primo giorno di sciopero dicevano di voler far fallire Sangalli.
    E Sangalli e fallito
    E mo che si fa ??
    Adesso avrete la cassa fino a luglio e poi disoccupazione x due anni
    Finito la pacchia
    Invece noi dovevamo entrare le seconde lavorazioni lavoravano voi facevate la cassa da subito un po si faceva trasferta a san Giorgio e forse il problema dovevamo farcelo tra qualche anno
    Invece no senza soldi dal primo giorno. .
    Asiniii mo andate dai sindacati.


  • bonifichiamoci

    @matteo ma sai che hai ragione….e come mai se c’erano tutte queste alternative non si sono considerate.?…perchè i sindacati non hanno trattato con l azienda??? perchè tutte queste storie vengono fuori solo oggi?? che è fallita?? ma allora i sindacalisti… da come leggo sono la causa del fallimento?? ma guardate se ci sono responsabilità vanno considerate, e vagliate, e certo che era meglio lavorare per qualche altro anno…


  • Matteo

    Non sono state considerate perché purtroppo molti operai pilotati dai sindacalisti non credevano a questa storia.
    Dicendo che se le seconde lavorazioni lavoravano Sangalli guadagnava!!
    E siccome molti non volevano salire a san Giorgio (e non so perché visto che l.azienda dava trasferta vitto e alloggio gratis) io ci sono stato e mi hanno pagato tutto il dovuto!!!!e posso confermare che si stava otto ore in azienda e se ne segnavano 10 perciò alla fine 15 gg.di lavoro e 15 di cassa sarebbe uscito lo stesso lo stipendio pieno.
    Poi la manutenzione doveva fare 15 di cassa e 15 in azienda a Manfredonia perché le seconde lavorazioni erano attive gli uffici dovevano lavorare x forza .
    Adesso fate voi le conclusioni in che mani sindacali eravamo addirittura qualcuno che è andato a san Giorgio lo hanno talmente criticato e insultato che dobbiamo solo vergognarci.
    Cmq io sono sicuro che era meglio aver fatto fare a Sangalli le sue manovre almeno adesso chissà stavamo ancora a lavoro.e il problema adesso dove vado a lavorare c’è lo saremmo posto fra qualche anno.
    Purtroppo il presidio era diviso da gente che voleva lavorare e gente che si era montata la testa improvvisandosi sindacalisti.
    Ma che “””aime'””””mi spiace dirlo ma non distinguevano l.acqua calda dalla fredda.


  • dopo

    Purtroppo é una vertenza dove ogniuno ha giocato male….il suo ruolo


  • Matteo

    Chiaramente ora sono arrabbiato perché ho perso il posto di lavoro mentre ora siamo a casa e senza cassa perché il numero dei dipedenti non permette la cassa e senza lavoro e oggi come seconde lavorazioni potevamo lavorare..ribadisco meglio che facevamo fare all azienza forse eravamo salvi


  • Giuseppe

    Sangalli Vetro Manfredonia…….fine. ….Prossima chiusura…. a chi tocca?


  • Occhiaperti

    Caro matteo capisco la tua rabbia ma anche mio nonno se non moriva adesso era ancora vico……
    Tornando a san galli ma pensi veramente che avreste continuato a lavorare????probabilmente si ma per quanto ancora?? Vi avrebbe usato come ha usato noi e poi vi avrebbe promesso che nel satinato avrebbero lavorato i vostri figli e poi i vostri nipoti, credo che non hai capito di che gentaglia stiamo parlando, soggetti che la notte si alza di nascosto per rubare il salvadanaio dei propri nipoti.
    Sicuramente è finita come nessuno si aspettava e si augurava, a tutti ha provocato un danno enorme .
    Auguro buona fortuna a tutti perché ne abbiamo proprio bisogno


  • Giuseppe

    Purtroppo siamo alle solite,noi gente del Sud siamo bravi in questo; Monte contro Manfredonia,operai di seconda lavorazione contro quelli di prima,indubbiamente nella vertenza di orrori c’è ne sono stati tanti forse quello che ci sfugge e’ che nel sito ex EniChem qualcuno ha trovato la gallina dalle uova d’oro,prima facciamo insediare le aziende e mangiamo poi bisogna bonificare e si mangia di nuovo all’infinito …questa storia va’ avanti dagli anni 70 primo insediamento Anic ,sono convinto che dopo lo smantellamento e bonifica del sito ci sara’ un altro contratto d’area con conseguente bonifica etc etc…..Siamo solo vittime del Sistema e facciamo la guerra dei poveri…

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