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Letto il racconto di un “femminicidio” contenuto nel romanzo verista di Giulio Ricci “Rosedda”

Rignano, violenza sulle donne, “tema vicino ai nostri tempi”

Durante le pause la platea si è scatenata in “allegria”, eseguendo con intonata maestria una serie di canzoni popolari

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Rignano Garganico – Ha avuto un grande successo partecipativo la “Festa della donna” a Rignano Garganico. La stessa ha visto il suo svolgimento, ieri sera 8 marzo 2015, dalle 17.00 alle 20.00 circa nella Sala consiliare del Municipio, stracolma di pubblico “rosa” come non mai e addobbata di tutto punto con manifesti, palloncini colorati e fiori, in particolare mimose. A promuovere il tutto, come noto, ci ha pensato l’assessore comunale al ramo, Viviana Saponiere, unitamente all’associazione “La Voce delle Donne”, diretta da Nina Celli e all’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) , rappresentata per l’occasione da Salvatore Montesano e dai responsabili della Protezione Civile. Quest’ultimo, prima dell’inizio dei lavori, ha provveduto alla raccolta dei fondi per la ricerca sulla Sla e le altre malattie generative dietro acquisto di una gardenia.

Iniziativa quest’ultima, come risaputo, messa in atto nei giorni 7 e 8 marzo in 10 mila piazze d’Italia. E sono stati in molti ad assolvere il loro dovere di solidarietà. Dopo la breve introduzione fatta dall’assessore al ramo, Viviana Saponiere, ha preso la parola la psicologa Roberta Renza, che ha sviscerato la tematica “rosa” (emancipazione, violenza, ecc.) da ogni punto di vista. Tra l’altro, ha affermato: “la donna, partendo da una situazione di svantaggio – fragilità, ha accorciato in questi anni notevolmente la differenza tra i ruoli di genere con la conquista di molti diritti negati (1946: diritto al voto; 1963: ammissione ai pubblici uffici; divieto di licenziamento a causa di matrimonio; 1981: ammissione delle donne nella Polizia; abolizione del delitto d’onore; 1996: istituzione Ministero Pari Opportunità; 2009; introduzione del Codice Penale del reato di stalking)”. Dal canto suo la Saponiere, nel trarre le conclusioni, ha spiegato dal punto di vista normativo e procedurale come difendersi dalla violenza e dai soprusi maschilisti nei diversi campi del vivere aggregativo e sociale: famiglia, lavoro, professione, politica e istituzioni. Lo si fa in parte attraverso contatti con il numero verde e i centri anti-violenza (per esempio quello di Foggia).

Durante le pause la platea si è scatenata in “allegria”, eseguendo con intonata maestria una serie di canzoni popolari, alcune dialettali, tratte dal migliore repertorio regionale italiano, compreso quello garganico. Il tutto è stato magistralmente diretto dal chitarrista e “chansonière” Matteo Danza,detto Ciccino e immortalato in video-metraggio dal sopraccitato Montesano. Prima della chiusura dei lavori è stato letto da Vincenzina Vinciguerra, v. presidente dell’Associazione organizzatrice, il racconto di un “femminicidio” contenuto nel romanzo verista di Giulio Ricci “Rosedda” ed accaduto realmente in paese il 17 ottobre 1881. Tutto questo sta significare che, nonostante il secolo e mezzo circa trascorso, il tema – avvenimento è quanto mai non dissimile e vicino ai nostri tempi.

(A cura di Antonio Del Vecchio – adv.giornalista@libero.it)



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