Natura e Botanica

Piantala!


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Salvare il mondo con i funghi.

Chi trova in frigo del formaggio ammuffito o in dispensa del pane con un po’ di muffa, perché ha scordato di buttarlo, in genere si spaventa, collega la presenza di queste formazioni fungine a veleni a sostanze nocive a effetti deleteri per la vita. Invece il mondo dei funghi, del micelio, delle micorrize, è un mondo a noi amico e lo è di più alle nostre amiche piante.

Vi propongo questo video shock o almeno lo è stato per me. Sapere che siamo circondati da un mondo in rete come quello fungino fa volare la nostra fantasia e ci apre ad una serie di conseguenze che in futuro addirittura potrebbero cambiare la nostra vita.

Per adesso preoccupiamoci delle nostre piante. Possono le micorrize dare una mano nello sviluppo e nel corretto mantenimento delle nostre piante?

Faccio parte di un Circolo Bonsai e ogni tanto ci dedichiamo a raccogliere piante in natura. Raccogliere piante in natura è un’attività da sconsigliare ai non esperti perché porta alla morte certa delle piante raccolte. Chi invece ha una buona conoscenza della tecnica di raccolta, sa che non bisogna limitarsi a scavare e prendere la pianta con il maggior numero di radici capillari, ma bisogna farlo in periodi giusti che variano da specie a specie e poi vi è bisogno di una serie di accorgimenti per mantenere le piante in vita soprattutto in estate.

Per fare questo sino a poco tempo fa si faceva ricorso solo ad ormoni radicanti che limitassero la dominanza apicale e facilitassero lo sviluppo di radici.

Oggi grazie ad un prodotto che è stato premiato come la migliore innovazione 2010 il Micosat f (vedi sito: http://www.micosat.it) è possibile in poche settimane far conolizzare il substrato di coltivazione dal micelio.
I risultati sono sorprendenti. Si facilita il superamento di stress da raccolta o da trapianto, si aumenta la capacità di assorbimento dei liquidi da parte delle piante in coltivazione, si ha un ottimo mediatore per l’assorbimento delle sostanze nutritive ed in particolare dei micro elementi.
E’ un prodotto completamente naturale che contiene funghi simbionti (micorrize), batteri della rizosfera, funghi saprofiti e lieviti.

E’ utilizzato in agricoltura specialmente nelle vigne per alzare, produzione e qualità dei vitigni, quasi dimezzando l’apporto di concimi.
Nella coltivazione di ortaggi il Micosat f ha un fortissimo impatto sulla produzione di ortaggi a più alto contenuto di antiossidanti (dal 15 al 20% in più) ed in genere aumenta la qualità, il profumo ed il sapore degli stessi.

Naturalmente tramite il sito potrete contattare direttamente l’Azienda di Aosta che produce il Micosat F e chiedere consigli specifici sulle vostre applicazioni.

Per il giardinaggio, resistenza delle piante a tutte le malattie, colori più intensi di piante e fiori, profumi più intensi, sono alcune delle qualità che ritroverete usandolo.

La natura come vedete ci sorprende sempre di più e ci ammonisce ad usare soluzioni naturali ai nostri problemi per non compromettere i delicati equilibri che rendono possibile la vita.

L’itinerario che vi propongo è ancora una volta legato al Gargano.

Ed in particolare credo che prima che il caldo ve lo renda pesante è molto bello salire in cima a Castel Pagano. Castel Pagano era una delle residenze di Federico II di Svevia in Capitanata sul sito http://www.parcocastelpagano.it. Troverete i riferimenti storici di questo meraviglioso sito archeologico che domina l’ingresso alla valle di Stignano e quindi l’ingresso al Gargano da circa 550 metri di altitudine. Per arrivarci dal basso bisogna prendere la pedegarganica e raggiungere la Stazione Ferroviaria di San Marco in Lamis, una volta lasciata la Stazione, continuando verso Apricena, seguendo sempre la pedegarganica dopo circa due chilometri sulla destra vi è un tratturo che vi porta alla base della valle che conduce poi in alto al Castello. Salendo incontrerete ciò che resta di un bosco di Lecci che vi accompagnerà sino ad arrivare alla spianata in cima.

Una volta visitato il sito Archeologico che offre un panorama unico per bellezza da cui è possibile scorgere all’orizzonte il profilo orogenetico dalla Daunia sino al massiccio della Maiella, camminando in direzione Nord è possibile raggiungere un punto più favorevole per poter vedere dall’alto le Isole Tremiti.
La passeggiata è lunga ed il consiglio è di portarsi dietro sicuramente dell’acqua, anche se non ha particolari difficoltà, il tragitto è meglio farlo in primavera o in autunno per evitare il Caldo o il freddo eccessivo.

In inverno potrete godere di una maggiore visibilità e di colori più saturi, ma portatevi dietro il necessario per coprirvi per bene, sul pianoro antistante il Castello, c’è sempre vento.

La visita vi ripagherà dalla fatica e vi farà rivivere per un giorno le vestigia di un passato glorioso alla corte di Federico II.

Piantala! ultima modifica: 2011-05-09T23:38:49+00:00 da Redazione



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