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‘La forza delle idee’ e “Il mondo che vorrei”: 2 concorsi per creativi foggiani

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Locandina (ST)

Foggia – UN giovane autore di talento per un’iniziativa dedicata alle giovanissime promesse della letteratura e del disegno. Sabato 9 giugno, dalle ore 18.00, alla Sala Rosa – Palazzetto dell’Arte di Foggia, lo scrittore tarantino Maurizio Cotrona presenta il suo romanzo Malafede (Lantana, 2011). L’incontro, organizzato dal Forum dei Giovani del Comune di Foggia, in collaborazione con la Libreria Ubik, segna l’ultima tappa di due concorsi paralleli, lanciati nei mesi precedenti e dedicati al capoluogo dauno. Alle ore 19 infatti, sarà lo stesso autore ospite a premiare il vincitore del primo concorso letterario La forza delle idee – riscrivi la tua storia, dedicato a giovani scrittori di età compresa tra i 14 e i 20 anni e organizzato in collaborazione con il Liceo V. Lanza di Foggia. Subito dopo, avrà luogo anche la premiazione del concorso di disegno lanciato insieme con il Liceo Artistico foggiano, dal titolo Il mondo che vorrei – trasforma la tua città. Tutti i lavori premiati di entrambi i concorsi infine, andranno a far parte della mostra di disegno e scrittura che, alle ore 20.00, verrà inaugurata ufficialmente all’interno della Sala Propilei.

Malafede (Lantana, giugno 2011; pagine 192; € 15,00). Periferia di Roma, passato recente. Gli anni vissuti al di sopra dei nostri mezzi hanno generato una pericolosa bonaccia: in realtà sta per scatenarsi la tempesta perfetta. Tra gli ingranaggi della metropoli prendono sempre più corpo le incertezze per il futuro. Giordano ha lasciato la sua città d’origine, Taranto, e si è trasferito a Roma con la fidanzata, Vittoria, nel nuovo quartiere-satellite edificato dal noto costruttore Caltagirone nel fosso di Malafede. Qui trova un luogo dove tutto gli appare con un significato preciso. Il colore del prato, il panorama geometrico osservato dalla finestra, gli asettici rapporti con gli altri abitanti disegnano il migliore dei mondi possibili. Forse.

Osservare le cose e gli uomini con sguardo imparziale, lontano dal «mugugno» generale e dai luoghi comuni disfattisti, è il compito che Giordano si è dato. Cercando a suo modo una terza via tra l’indignazione e l’evasione, combatte una velleitaria campagna personale «a favore della felicità». Ma, giorno dopo giorno, la vita con il suo caotico procedere ha il sopravvento: i legami si spezzano, la precarietà incombe, e affiorano i meccanismi capaci di condurre senza scosse dalla normalità al disastro. Con Malafede Cotrona ci svela attraverso una scrittura limpida e ironica cosa succede nelle periferie ordinate ai margini delle metropoli, e interpreta in maniera magistrale il bisogno di stabilità della sua generazione (IV di copertina).


Redazione Stato



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