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Michele Apollonio “Stato dell’arte bonifica sito Enichem”

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Manfredonia. ”Le opere di bonifica del suolo dello stabilimento occupato dagli impianti Enichem dismesso nel 1994, sono state ultimate con lo svuotamento dell’ultima discarica rimasta, quella dell’Isola 16 detta anche discarica Marchesi, od anche pista dei Vigili del fuoco. Rimane da fare il collaudo delle opere di protezione delle pareti per poi procedere a tombare il tutto. Una operazione che sarà eseguita alla presenza dei tecnici di Arpa Puglia”.

E’ la risposta che ci ha dato il direttore dei lavori, ingegnere Domenichino Bisceglia, al quale abbiamo girato la specifica domanda posta in un comunicato a firma “Le donne di Manfredonia nuova” nel quale evidenziano come il recente studio epidemiologico abbia rilevato che ”nella nostra città, annualmente, vi sono 14 casi di tumore polmonare in più, rispetto a quelli registrati nella regione Puglia”.

Il pensiero è andato direttamente allo stabilimento ex Enichem, dichiarato sito di interesse nazionale e perciò sottoposto ad interventi di bonifica per i quali, ricorda la nota, sono stati stanziati “circa duecento milioni di euro”. Ma se la bonifica è stata ormai completata a terra, prosegue a mare, nello specchio antistante l’ex stabilimento, tenuto sotto controllo dalla sezione ambiente della Capitaneria di porto di Manfredonia con periodici prelievi di campioni di mare. Le analisi, riferiscono le donne di Manfredonia nuova, segnalano “la presenza di percolato caratterizzato da un’alta concentrazione di arsenico, ammoniaca, zolfo e idrocarburi”.

“Gli interventi di bonifica della falda” aggiorna il direttore Bisceglia “sono in piena esecuzione e non è dato sapere quando termineranno. I pozzi aperti sono naturalmente sotto controllo e man mano andiamo avanti e a seconda dei riscontri delle analisi, apriremo altri pozzi in modo da assicurare il lavaggio della falda”. Quanto allo smaltimento dei rifiuti rimossi, il direttore Bisceglia informa che “sono smaltite, attraverso ditte specializzate, in discariche autorizzate in Italia e all’estero, in Germania in particolare”.

Un lavoro sul quale le “donne di Manfredonia nuova” pongono degli interrogativi lamentando la poca o nessuna informazione sullo stato dell’arte delle bonifiche tant’è che si rivolgono per avere notizie circostanziate, alle varie autorità interessate dal Ministero del’ambiente, alla Regione, dall’Arpa alla Asl Foggia e quindi Comune di Monte Sant’Angelo competente per territorio, e Comune di Manfredonia peraltro mancante da oltre un anno dell’assessore all’ambiente.

Al di là delle buone intenzioni, probabilmente sarebbe bastata una richiesta di informazioni anche dettagliate e minuziose ai referenti aziendali locali, e magari compiere dei sopralluoghi, per sapere le cose come stanno e attivare interventi mirati e dunque efficaci per il raggiungimento dell’obiettivo, vale a dire il perfezionamento della bonifica. Insomma si poteva andare al nocciolo della questione direttamente evitando di gridare al pericolo per la salute. E adesso chi lo va a dire ai turisti che a Manfredonia non c’è rischio di ammalarsi? O si?

(A cura di Michele Apollonio, Manfredonia 09.06.2016)



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Commenti


  • Gianfranco Pazienza

    Caro Michele Apollonio, leggo sempre molta lucidità nelle tue analisi, per questo noto che ti sfugge un punto essenziale delle questioni, da sempre aperte a Manfredonia: i dati ambientali vanno resi pubblici e divulgati, non vanno richiesti, semplicemnte vanno messi a disposizione. Questo dispone la Direttiva Europea INSPIRE e tutte le leggi nazionali di recepimento di quella direttiva. Sono pubblici, soprattutto quando i dati ambientali riguardano attività o ricerche finanziate con denaro pubblico, come nel caso delle attività di bonifica del SIN Manfredonia.
    Gianfranco Pazienza, Coordinatore Legambiente circoli del Gargano


  • Nico


  • Angelo

    Tutto quello che è successo a Manfredonia dal 1968 è stato anche possibile all’accondiscenza e sudditanza della stampa. Per fortuna oggi è assai diverso.


  • svolta

    Anche in quel periodo era di moda non il giornalismo ma il pennivendolismo.
    Oggi certa stampa o meglio certuni sono silenti sulla questione Energas… e non mettono in risalto l’umore di una intera cittadinanza sulla vicenda.


  • Angelo

    certa stampa, certa stampa, solo quella per fortuna, infatti non compro più quotidiani locali preferisco leggere Stato quotidiano e altri siti liberi e non soggiogati ai poteri forti.

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