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Possono accedere al RED tutte le persone e le famiglie residenti in Puglia da almeno dodici mesi dalla data di presentazione della istanza

RED, III commissione: sì a maggioranza a regolamento

Il regolamento sarà trasmesso alla Giunta regionale per l’approvazione definitiva

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Bari. La III commissione consiliare “Sanità e servizi sociali”, presieduta da Pino Romano, ha espresso parere favorevole a maggioranza sul regolamento relativo al “reddito di dignità regionale e politiche attive” (RED), con il voto contrario di COR e l’astensione del M5S e di FI. Ai lavori ha partecipato anche l’assessore al Welfare Salvatore Negro. Il Reddito di Dignità è una misura di integrazione del reddito, considerata come strumento di contrasto alla povertà assoluta e un programma di inserimento sociale e lavorativo in cui l’indennità economica è accompagnata da un patto di inclusione lavorativa e sociale che il nucleo familiare beneficiario, attraverso un suo componente, stipula con i servizi sociali locali, il cui rispetto è condizione per la fruizione del beneficio.

Possono accedere al RED tutte le persone e le famiglie residenti in Puglia da almeno dodici mesi dalla data di presentazione della istanza, che si trovino in una condizione di fragilità e vulnerabilità socioeconomica e che siano disponibili a sottoscrivere il patto individuale di inclusione sociale attiva. Ai fini della valutazione della condizione di fragilità e vulnerabilità delle persone concorrono la situazione reddituale e patrimoniale familiare; altre eventuali condizioni di maggiore fragilità sociale tra le quali la composizione del nucleo familiare con particolare riferimento alla presenza di figli, di quelli in minore età, la presenza nel nucleo familiare di persone con disabilità grave o non autosufficienza, nuclei mono-genitoriali, la condizione lavorativa . Possono accedere al Reddito di Dignità i richiedenti con ISEE familiare non superiore a 3.000 euro. L’ammontare mensile del RED non potrà superare l’importo di 600,00 euro erogabile per un nucleo familiare con 5 e più componenti, limite massimo che è rimodulato per le famiglie di diversa composizione.

L’intervento sarà attuato mediante una procedura aperta o ‘a sportello’, supportata da un catalogo per i potenziali beneficiari che presentano domanda, con la possibilità di esprimere una opzione rispetto al tipo di tirocinio e al contesto in cui svolgerlo, rispetto alle proprie competenze e aspirazioni; da progetti di tirocinio presentati da imprese, enti pubblici e terzo settore; da una piattaforma informatica per la gestione di una procedura completamente dematerializzata e trasparente; da un’equipe multiprofessionale, composta da personale dei Comuni (Ambito territoriali) e dei Centri per l’impiego pubblici, in collaborazione con soggetti privati e del privato sociale che erogano servizi per le politiche attive del lavoro, con il compito di valutare il profilo di competenze, le domande sociali, le condizioni di fragilità economica e abitativa, di definire il patto individuale per l’inclusione attiva, abbinando tirocinante e tirocinio e monitorando lo svolgimento dei patti rispetto agli esiti e agli impatti.

Il regolamento sarà trasmesso alla Giunta regionale per l’approvazione definitiva. L’unica integrazione prevista riguarda l’introduzione della tabella prevista da un decreto interministeriale, notificato alle Regioni la settimana scorsa, da considerare nella valutazione dei criteri per l’assegnazione del beneficio, laddove il numero delle istanze fosse troppo alto. Il punteggio minimo necessario sarà di 45 punti su 100.



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Commenti


  • svolta

    Tutto ciò che va incontro alle esigenze delle persone e nuclei familiari indigenti…. non per scelta di vita…. è costituzionalmente bello e buono e ben venga in una parola “SOLIDARIETA SOCIALE'”.

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