Foggia
"Un permesso di ricerca per gas e petrolio,denominato Candela1, che risale al 1972 e rinnovato negli anni 1993 e 2005 e 2009 fino al 2013"

Idrocarburi, no alla proroga della concessione Candela (FG e PZ)

Le attività che Eni spa chiede di realizzare nel tempo sono queste : monitoraggio,messa in esercizio del nuovo metanodotto,studio giacimento,razionalizzazione delle condotte gas povero

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Bari, 9 giugno 2017. La Giunta regionale della piccola Basilicata(in via di spopolamento) boccia la richiesta di proroga della licenza per la coltivazione di idrocarburi in terra lucana. Domanda firmata dal Ministero dello Sviluppo Economico in merito alla concessione Candela : include il territorio di Puglia e Basilicata, il titolare è Eni spa(60,5%) con Edison Gas(39,5%). L’estensione misura 1,66 kmq. in area di Mefli provincia di Potenza e 330 kmq. della provincia di Foggia.

Le attività che Eni spa chiede di realizzare nel tempo sono queste : monitoraggio,messa in esercizio del nuovo metanodotto,studio giacimento,razionalizzazione delle condotte gas povero. Nel 2016 si tiene la Conferenza delle Autonomie per esaminare la proposta di intesa sulla dilazione inviata dal Ministero dello Sviluppo Economico. Non risulta pervenuto il parere della Regione Puglia “… soggetta più della Regione Basilicata agli effetti della proroga della concessione”.

A febbraio 2017 i dirigenti ministeriali richiedono l’intesa con le Regioni precisando che sussistono le condizioni per la prosecuzione,fino al 31 maggio 2018, del normale esercizio della coltivazione degli idrocarburi senza variazioni del programma dei lavori. Invece i vertici politici regionali della Basilicata(presidente il renziano Marcello Pittella,ex Psi) prendono atto del parere sfavorevole espresso dalla Conferenza delle Autonomie e quindi decidono di “…non esprimere l’intesa regionale ai sensi dell’art. n.3 dell’Accordo Stato-Regioni del 24 aprile 2001 sulla proroga concessione coltivazione Candela”.

Un permesso di ricerca per gas e petrolio,denominato Candela1, che risale al 1972 e rinnovato negli anni 1993 e 2005 e 2009 fino al 2013. Perforati 120 pozzi,di cui a tutt’oggi 27 in produzione e 54 produttivi ma non eroganti.

Dunque più di quarant’anni di progetti,lavorazioni,tecnologie,stipendi,opere,indotto per le zone circostanti,royalities in favore dei Comuni appulo-lucani,delibere di giunte regionali favorevoli, il gas metano utilizzato nelle case e pubblici uffici e dentro le grandi aziende e le piccole e medie imprese, e si vocifera pure dai sodalizi politicanti del “ no triv”.
E adesso,anno 2017, la retromarcia di stampo pre capitalistico rispetto ad una elementare necessità di proroga tecnica.

(A cura di Nino Sangerardi, BARI 09.06.2017)



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