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Illeciti ambientali, WWF: numero verde per segnalazioni

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Incendio Oasi WWF lago Salso

Oasi Lago Salso, un passato incendio (St)

Foggia – UN numero verde contro contro i reati ambientali. L’iniziativa è del WWF, che con l’800 085 898 invita i cittadini a partecipare attivamente alla difesa dell’ambiente. Istituito dall’Assessorato al Demanio Marittimo della Regione Puglia in collaborazione con il WWF Puglia, si propone di raccogliere le segnalazioni dei cittadini che assistano o siano a conoscenza di aggressioni all’ambiente. Al segnalante viene garantito l’assoluto anonimato.

Per essere protagonista della difesa dell’ambiente sarà sufficiente quindi una semplice telefonata, ricordando che il numero è attivo dal lunedì alla domenica dalle ore 9.30 alle 18.30 .
Il Numero Verde, istituito inizialmente per combattere le violazioni dell’Ordinanza Balneare della Regione Puglia sul demanio marittimo, raccoglie ormai le segnalazioni riguardanti altre tipologie di reato come coste deturpate, abusi edilizi, incendi, inquinamenti, abbandono rifiuti, maltrattamento di animali, recupero di animali selvatici.

Un servizio quindi capace di contribuire in modo concreto e tangibile a migliorare la qualità dell’ambiente della Puglia e della vita dei suoi abitanti e dei suoi sempre più numerosi visitatori. La Puglia, confermando anche quest’anno la fiducia nella gestione del WWF, è l’unica regione italiana ad essersi dotata del servizio del Numero Verde in difesa dell’ambiente. Al fine della migliore gestione delle segnalazioni pervenute, il WWF Puglia ha siglato accordi di collaborazione con le Capitanerie di Porto di Puglia, il N.O.E. dei Carabinieri, il Corpo Forestale dello Stato, l’ARPA Puglia e l’ANCI Puglia.

“Il Numero Verde, fungendo da ponte fra il cittadino e le istituzioni, è uno strumento in grado di consentire la partecipazione attiva dei cittadini nella difesa del territorio – ha dichiarato Mauro Sasso, vicepresidente del WWF Puglia – con importanti ricadute come l’ accelerazione dei tempi nella gestione delle denunce e la formazione di un osservatorio dei reati ambientali.”


Redazione Stato



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