ManfredoniaMonte S. Angelo
"Per me è una sentenza politica"

Interdittiva RSSA Sanitaria Service di Monte. Parlano Benestare e Totaro

"Sono figlio di un agricoltore e con queste esperienze ho capito che chi come me non può far l'imprenditore"

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Foggia, domenica 09 luglio 2017. Si pensava che il ritorno della politica ad amministrala, e il periodo estivo sempre attrattivo per il turismo, potesse conferire a Monte Sant’Angelo una maggiore serenità. Ma, come anticipato ieri nell’articolo ”Coop Monte Sant’Angelo, ok Consiglio Stato a Prefettura “Collegamenti con clan”” il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale (Sezione Terza), sul suo sito istituzionale, ha pubblicato la sentenza con la quale accoglie il ricorso presentato dalla Prefettura di Foggia contro un’importante sentenza del TAR Bari. Stiamo parlando del ricorso numero di registro generale 87 del 2017, proposto dall’Ufficio Territoriale del Governo Foggia, Ministero dell’Interno, contro la Società Cooperativa Sociale Sanitaria Service, con sede a Monte Sant’Angelo. In altre parole si conferma l’interdittiva antimafia contro la società “Sanitaria Service” di Damiano Totaro e Pasquale Benestare, titolari della RSSA “Santa Maria di Pulsano” e “Gli Angeli” (quest’ultima, da raccolta dati, mai funzionante) di Monte Sant’Angelo. Ciò vuol significare, in parole povere, che vengono revocate tutte le concessioni con conseguente apertura di un periodo di incertezza per i dipendenti e per gli ospiti della struttura.

A tal fine si è voluto ascoltare i due titolari della RSSA interdetta che da subito hanno rilasciato alcune dichiarazioni.

«È una sentenza ingiusta, atroce –dichiara Damiano Totaro-. La sentenza parla solo del primo grado dove accusano i rapporti di frequentazione. Avendo acquisito gli atti processuali ho avuto modo di conoscere i fatti e loro si sono limitati ad un incontro dove io ero al bar. Con mio cugino non ci facciamo nemmeno gli auguri di Natale (riferendosi a Matteo Pettinicchio “ritenuto contiguo al contesto criminale del clan dei “Montanari” riconducibile alla famiglia di “LI BERGOLIS”, come scritto nell’informazione prefettizia interdittiva). Sono amareggiato dalla sentenza perché era inaspettata in quel modo. Inaspettata perché non ci sono motivazioni di fondo. Si vede –prosegue Totaro- che proprio hanno smontato la sentenza in primo grado dove era molto chiara. Se quella è la linea del Prefetto dovrebbe chiudere tutte le società in-house presenti nella provincia di Foggia. La sentenza non ha motivazioni per chiudere la struttura e va a discapito dei lavoratori e di chi c’è all’interno come gli anziani. Ne prendo atto ma non la condivido».

Da raccolta dati, Damiamo Totaro sta vagliando con gli avvocati la linea da seguire, perché è convinto che il tutto potrebbe essere anche riconducibile a decisioni politiche, visto come è andata e per future scelte che si stanno prefigurando in altre località limitrofe. Ovviamente il riferimento, per ora, non è stato reso noto da Totaro che durante il colloquio non è sceso nei particolari. Ma pare che vi sia stata già una richiesta da parte di un’altra società RSSA non molto distante da Monte Sant’Angelo per una manifestazione di interesse, ovvero per la disponibilità dei posti in base all’ex art. 66 del Regolamento Regionale in essere. E pare che tra le persone interessate a questo interesse vi siano nomi eccellenti della politica locale, non detti ovviamente.

Della stessa opinione è Pasquale Benestare, presidente della suddetta RSSA, quella Sanitaria Service che dal 2013 stipulò con la ASL Foggia un accordo contrattuale in base al quale la ASL si avvaleva della RSSA per “l’assistenza residenziale a favore di anziani non autosufficienti (a seguito di gravi deficit psicofisici o affetti da demenze senili) che richiedono un alto grado di assistenza alla persona con interventi di tipo assistenziale e socio-riabilitativo ad elevata integrazione sociosanitaria” a fronte del rimborso di una quota pari al 50% della tariffa di riferimento regionale (cfr. accordo contrattuale del 21.3.2013, all. 5). Quest’ultimo passaggio è importante rimarcarlo per ricordarlo poiché è una delle motivazioni su cui Benestare più volte ritorna.

«È dura. Il Consiglio di Stato ha emesso la sua sentenza –ha esordito Pasquale Benestare-. Ce l’aspettavamo, tant’è che è stato accolto immediatamente la sospensiva. Quindi, di fronte a una posizione del genere i nostri avvocati ci avevano già preannunciato il tutto, sperando nel contrario. Per me è una sentenza politica» Un punto sul quale anche Damiano Totaro più volte ha voluto esserci. Ovviamente, con l’interdittiva e presumibilmente la chiusura della RSSA Sanitaria Service vi saranno ripercussioni sul piano lavoro dove chi era in servizio dovrà rimanere a casa. «Succede questo, che praticamente arriveranno delle misure straordinarie come previsto dall’ articolo 36 dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione, ndr.) e nomineranno un commissario che condurrà l’azienda in liquidazione –ha precisato Benestare-. Il tutto nasce perché il vice presidente è cugino a un delinquente di Monte (riferendosi suddetto Matteo Pettinicchio). Ma qui a Monte le parentele sono frequenti. Comunque a noi ci contestano altre cose, ma le assunzioni –puntualizza Pasquale Benestare-. Noi siamo nati nel 2012 creando una cooperativa facendo le assunzioni che si fanno in una piccola realtà. L’altro mio socio (Damiano Totaro) ha assunto la compagna di suo cugino per necessità familiari ed un’altra donna (come riportato nell’informazione prefettizia interdittiva). Premetto che noi siamo una cooperativa sociale che ha come obiettivo l’integrazione proprio di chi ha un disagio sociale; è una delle finalità primarie delle cooperative. Ora, con questa sentenza si mette fine a una realtà che ha dato 38 posti di lavoro, e perciò famiglie, più altre 15 già licenziate, condannando un piccolo paese che non avrà più 50 posti di lavoro. Per me è una sentenza politica, togliendoci dei posti di lavoro che sicuramente faranno comodo a qualcuno».

Ed ancora ritorna il riferimento alla “sentenza politica”, già detta da Totaro, ascoltato in separata sede. Un nesso senza rendere noti i particolari, ma che fanno ben comprendere il disegno che i due soci della RSSA di Monte sentono di essere sottoposti.

«Io sono una persona che viene dalla campagna, dalla terra, con genitori agricoltori che son mancati prematuramente –ha voluto rimarcare Benestare-. Sono figlio di un agricoltore e con queste esperienze ho capito che chi come me non può far l’imprenditore. Noi abbiamo sguinzagliato i migliori avvocati del foro locale. Ed anche loro sono rimasti sconvolti per la sentenza, pur sapendone il risultato. Nella sentenza i giudici hanno scritto cose già note, ovvero hanno descritto lo scenario del Gargano, dei fatti di mala. Cosa c’entro io con ste cose? –con sconforto s’interroga Benestare-. Io quelle persone (riferendosi agli affiliati del Clan dei Montanari) non le conosco se non in fotografia e chi ha deciso lo sa bene. Stanno distruggendo Monte e la sua immagine. Ritornerò al mio lavoro ma mi dispiace per quelli che perderanno il lavoro, che ricordo sono 38 ora e 15 già a casa. Da questa esperienza ho imparato che se lo Stato vuole ti viene a prendere quando vuole e che per fare impresa bisogna essere furbi. Io chiedo a voi se volevo fare il furbo, con l scopo a delinquere, avrei messo all’interno della società la mia famiglia esponendola a rischi? Non credo perché un padre tutela la famiglia».

Si potrebbe stare ore e giorni a scrivere sulla vicenda senza addivenire a soluzioni, se non quelle di smuovere coscienze informando l’opinione pubblica e chi amministra il territorio per garantire un futuro a chi si ritroverà senza lavoro. Tuttavia il problema rimane ed è proprio quello dei posti di lavoro, oltre a quello della sistemazione degli anziani ospitati nella struttura. A tal fine e nelle ore prossime alla pubblicazione della sentenza, si è cercato di coinvolgere l’attuale amministrazione comunale, chiedendo loro una dichiarazione.

Nessuno si è espresso nel merito della sentenza, al massimo si è ricevuto un “Non ho dichiarazione da fare” e “Mi auguro che la struttura in qualche modo possa rimanere aperta”. È stato, doverosamente, interpellato il Sindaco di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo d’Arienzo, consultandolo finanche direttamente sulla sua utenza privata telefonica e attraverso il suo ufficio stampa che, tra l’altro, non ha risposto al telefono. Ma c’è di più poiché è stata interpellata la persona che localmente e per la carica ricoperta potrebbe cercar di garantire miglior servizio agli anziani, ancora per poco ospiti della RSSA Sanitaria Service. Stiamo parlando dell’Assessore ai Servizi Sociali, Agnese Rinaldi, che al momento non ha ancora risposto anche ad una precisa domanda rivolta sulla sua utenza whatsapp, sabato 08 luglio 2017 alle ore 15:17 “In qualità di Assessore al ramo come intenderà affrontare le preoccupazioni negli anziani presenti nella struttura?”. L’augurio è che la nuova e attuale Amministrazione comunale di Monte Sant’Angelo si pronunci su questa sentenza, che dica la sua, e soprattutto inizi quel lavoro che permetta la salvaguardia dei posti di lavoro e la sistemazione degli anziani che ora hanno la priorità su tutto, considerando le precarie condizioni di salute in cui versano.

Pasquale Benestare, consapevole della sentenza, del problema occupazionale, del disagio degli anziani, ha voluto riprendere il discorso, rimarcando anche alcune sue richieste fatte anzitempo la suddetta sentenza. «La tendenza in sintesi non dice che la struttura deve chiudere. Parla di attivare l’interdittiva che il Prefetto ha emanato –afferma Benestare-. Con ciò tutto si può ridiscutere, solo alla morte non c’è rimedio. Oggi il Prefetto potrebbe in qualche modo aprire un tavolo per rivedere la questione. Io un anno fa dissi che ero favorevole a rinunciare ai finanziamenti pubblici, e lo posso sottoscrivere anche da domani con un documento nei confronti dell’ASL. Io voglio andare avanti in modo privato, con soldi dei privati, garantendo così i posti di lavoro e l’assistenza agli anziani –ci fa sapere il Presidente-. Ho finanche la volontà di chi oggi lavora ed è ospite nella RSSA, dove i dipendenti sono favorevoli a percepire uno stipendio un po’ più basso pur di mantenere il lavoro e gli anziani a contribuire alla continuazione dell’attività. Purtroppo non mi ascoltano, non vogliono ascoltarmi perché la finalità è ben diversa. il motivo è semplice. (E qui Benestare spiega come secondo lui vi è stato e lo è tuttora in atto un disegno politico a sfavore, ma non fa nomi) I posti delle RSSA vengono affidati in modo distrettuale. Tenendoci noi i 41 posti questi non possono essere attribuiti ad altri. L’unico modo per attribuire ad altri è togliere i 41 posti a noi e rimetterli sul mercato, in modo che altri possano entrare in questo mercato. Ecco perché non accettano la nostra proposta (riferendosi alla privatizzazione sui finanziamenti come Benestare aveva chiesto), che per me è una proposta lecita. Se accettassero io chiedo all’ASL fin da oggi la risoluzione della contrattazione, facendo venire meno il rapporto con i soldi pubblici. Invece no, qualcuno vuole ridistribuire quei posti tolti a noi. E ciò è stato detto ripetutamente durante le difensive con l’avvocato, in Prefettura, ma evidentemente non interessa.

Al massimo potrebbero far gestire i soldi pubblici all’ASL pagando i dipendenti, senza che io o altri avessimo la possibilità di farlo. E se avanza qualcosa se lo possono tenere, a me non interessa nulla se non che salvaguardare il lavoro e l’assistenza per gli anziani. A tal proposito –conclude Benestare con un evidente tono sofferente- voglio ricordare che tra gli anziani c’è qualcuno che sta veramente male e il forte disagio cui saranno sottoposti per un trasferimento potrebbe essere causa di aggravamenti, finanche di morte».

Di seguito il link della sentenza predetta del Consiglio di Stato:
https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=N3QYOJOWAEQ2S3P76E233WS5AY&q=Triggiani

(A cura di Nico Baratta, 09.07.2017)



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Commenti


  • Roberta

    Di fronte a questa enorme questione sociale cosa dice il Sindaco D’Arienzo gli assessori? Qui si parla di famiglie che saranno buttate in strada senza lavoro!!!!!
    Perché non dite niente!!!! Avete l’obbligo di dite alla città cosa pensare di questa vertenza sociale/occupazionale!!!!
    Ormai a monte non stanno rimanendo più nemmeno i cani .questi lavoratori sono destinati ad emigrare.povera noi.


  • Norbert

    Il silenzio dell’amministrazione e della maggioranza..e dell’assessore, montanaro solo nelle campagne elettorali, Raffaele Piemontese.

    …Ma di questa maggioranza, della maggioranza D’Arienzo fa parte anche la nipote del sig. Benestare. Quindi perché non chiede la consigliera Benestare al sindaco, all’assessore Rinaldi di darsi da fare per salvare i posti di lavoro.

    Questa giunta è la peggiore giunta, politicamente parlando, che Monte Sant’Angelo ha avuto nella storia.

    Oltre a non dialogare con il paese, stanno in silenzio stampa perenne, non stanno facendo niente niente niente.

    Sindaco dimettiti per il bene di Monte Sant’Angelo. Andate a casa!

    DIMISSIONI SUBITO!


  • antonio

    Sarebbe opportuno trasferire gli anziani e operai nella struttura dell’ex ospedale, visto che ci sono locali vuoti.


  • Carmela.

    Io ai due “Imprenditori” voglio fare solo una domanda: secondo voi. (dati non pubblicabili sul forum,ndr) le tredicesime e le quattordicesime previste prr legge -.(MODERAZIONE, NON PUBBLICABILE, SI RIVOLGA ALLE AUTORITA’ PREPOSTE,NDR) Questa è una semplice domanda non una affermazione. Ma gradirei una loro risposta e il loro punto id vista. grazie


  • R.G.

    Perché,dare la colpa ai politici? Quando sono stati loro anche involontariamente a mettersi nei guai,il Signor Totaro e il Signor Benestare nelle loro dichiarazioni affermano di aver assunto la moglie del Pettinicchio e la moglie del Miucci perché stavano in condizioni sociali svantaggiate,ma perché proprio loro? Cari Signori noi siamo di Monte e sappiamo quante persone in situazioni economiche e sociali svantaggiate sono venute a chiedere lavoro ma la risposta era siamo a completo.A me personalmente dispiace per gli anziani e per le persone oneste che ci lavoravano che ora per colpa vostra si troveranno in mezzo la strada.Chiedete aiuto ai politici che vi anno aiutato a farvi aprire e Voi lo sapete a chi mi riferisco.

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