Manfredonia
Mel Gibson ritorna dietro la macchina da presa per raccontare la storia di un eroe, Desmond Doss, così come aveva fatto in “Braveheart – Cuore impavido” nel 1995

“La battaglia di Hacksaw Ridge” a Manfredonia

Alla fine della guerra riceverà una medaglia d’onore per essere riuscito a mettere in salvo la bellezza di “75 soldati” con la sola forza della sua tenacia e del suo spirito


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Manfredonia. “Cinema in riva al mare 2017” a Manfredonia. Questa sera non perdetevi l’appuntamento con il film di Mel Gibson “La battaglia di Hacksaw Ridge”, in programma alle ore 21 e 30. Se Chris Kyle fu l’eroe per Eastwood, Desmond Doss lo è per Mel Gibson! Mel Gibson ritorna dietro la macchina da presa per raccontare la storia di un eroe, Desmond Doss, così come aveva fatto in “Braveheart – Cuore impavido” nel 1995 che gli valse l’oscar come miglior regista e miglior film.

Il suo sano realismo (a volte troppo diretto come lo dimostrano le scene piuttosto crude girate sia in precedenti film che in questo) ci proietta nel bel mezzo della seconda guerra mondiale quando un ragazzo della Virginia fu capace di salvare “75” soldati senza usare nemmeno un’arma. Trama – Desmond T. Doss (Andrew Garfield) è un ragazzo che vive in Virginia con la mamma Bertha (Rachel Griffiths), il padre Tom (Hugo Weaving) (avvezzo all’alcool e ad usare le mani) e il fratello Harold. Dopo aver conosciuto l’infermiera Dorothy (Teresa Palmer) e chiestole di sposarlo decide a ventitré anni di arruolarsi nell’esercito americano (in quel momento in piena seconda guerra mondiale).

Durante il suo addestramento subisce le vessazioni dei commilitoni nonché le esortazioni dei suoi superiori ad abbandonare l’esercito e ritornarsene a casa per via del fatto di non voler utilizzare alcun tipo di arma professandosi “cristiano avventista” ed “obiettore di coscienza”. Tale motivo lo porta ad essere processato per insubordinazione salvo poi essere scagionato dalle accuse e riassegnato come assistente di sanità sul campo.

La sua ostinazione e la profonda fede in Dio lo aiuteranno nel suo percorso di guerra in prima linea contro l’esercito giapponese, aiutando con coraggio tutti coloro i quali ne avessero bisogno, perfino i nemici.

Alla fine della guerra riceverà una medaglia d’onore per essere riuscito a mettere in salvo la bellezza di “75 soldati” con la sola forza della sua tenacia e del suo spirito. Andrew Garfield si spoglia del costume di Spiderman per impugnare una bibbia e interpretare le gesta di una persona retta e ligia al dovere di uomo.

Il film ha ricevuto giustamente sette nomination agli oscar tra cui quelle di miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista, tre delle più importanti categorie, aggiudicandosi l’oscar, però, solamente nella categoria miglior montaggio e miglior sonoro.

Percepiamo alcune differenze che si scontrano tra loro come le corna di due tori ad un rodeo di pensieri. Prendendo in esame il film di Gibson e rapportandolo a quello di Clint Eastwood di qualche anno fa: “American Sniper”, notiamo come entrambe celebrino un eroe americano egregio difensore del proprio paese in guerra, però con un’unica differenza sostanziale: Doss lo fece senza usare armi ed alcun tipo di odio verso nessuno, mentre Kyle per aver ucciso quanti più nemici possibili al riparo dai loro occhi. Un controsenso rivedibile? O solamente modi di percepire le cose differenti?

A cura di Donato Prencipe

http://iraccontidelcinema.it/2017/02/05/battaglia-hacksaw-ridge-gibson/

“La battaglia di Hacksaw Ridge” a Manfredonia ultima modifica: 2017-08-09T08:15:09+00:00 da Redazione



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