Manfredonia
Un cittadino scrive

Manfredonia, “Confraternita SS. Rosario: lettera aperta al vescovo”

"La presente viene firmata dal sottoscritto con le proprie sole iniziali non perché abbia timore di ritorsioni o critiche che pur potrei ricevere ma solo per rendermi portavoce di tutti coloro che purtroppo restano in silenzio"


Di:

Riceviamo in data odierna e pubblichiamo nell’ambito dell’esercizio del diritto di critica:

”Pregiatissima Eccellenza Monsignor Castoro,
rivolgo la presente a S.E. al fine di ricevere risposta adeguata a quanto mi accingo ad umilmente rappresentare giacchè è un problema che, purtroppo, si presenta giornalmente per volere del Signore.

La presente viene firmata dal sottoscritto con le proprie sole iniziali non perché abbia timore di ritorsioni o critiche, che pur potrei ricevere, ma solo per rendermi portavoce di tutti coloro che purtroppo restano in silenzio.

In ogni caso ovemai mi venga richiesto non avrei alcun problema a rendermi noto.

Questi sono i fatti.
Alcun giorni addietro (verso fine luglio) è venuta a mancare persona a me cara ed ho dovuto disbrigare tutte le pratiche annesse e connesse. Tra queste vi era quella di recarmi presso la Confraternita del SS. Rosario dove la persona a me cara era titolare di cappella.

Dopo il rituale versamento della somma di € 152,00 così come previsto dalla lettera a) del contratto del diritto di uso, rappresentavo (in tutta onestà ed umiltà) che il servizio funerario sarebbe stato svolto dalla Impresa funeraria cui ci si era privatamente rivolti. A detta mia spontanea ed elementare rappresentazione mi veniva riferito che “ … il servizio doveva essere svolto solo ed esclusivamente dalla Confraternita e quindi non ci si doveva assolutamente rivolgersi ad imprese funerarie private”.

Replicavo che la lettera a) (di cui allego stralcio) prevede n. 3) passi e, precisamente:
1) ogni cadavere da tumularsi nei detti loculi dovrà essere funerato da questo sodalizio con i propri mezzi e, cioè, prelevato dal suo domicilio e traslato al cimitero, con l’obbligo della corresponsione delle oblazioni e delle tasse funerarie vigenti “pro tempore”;
2) In caso di inadempienza al prefato obbligo, gli eredi o comunque gli aventi causa del “de cuius”, dovranno corrispondere parimenti gli anzidetti emolumenti;
3) in difetto, decadranno da diritto di uso dei loculi per quel cadavere.

Pertanto nel provvedere alla corresponsione delle oblazioni e delle tasse dovute (n. 1) ero adempiente a quanto impostomi e potevo rivolgermi ad impresa privata perché avevo comunque assolto al mio onere di pagamento. Infatti ho cercato di spiegare che ben potevo essere inadempiente al servizio del sodalizio ma comunque ero tenuto al pagamento che avevo già eseguito. Il dover pagare due volte è un mio problema e non già della Confraternita.

Poiché non c’era verso di farmi intendere i presenti mi facevano nomi di persone “c.d. illustri” (come se dinanzi alla morte ci possano essere persone illustri) che comunque non erano riuscite a fare quello che io riferivo perché la Confraternita “non guarda in faccia a nessuno”.

Nel rispetto dei personaggi “illustri” replicavo che non mi importava nulla degli altri e che comunque “non chiedevo alcun favore e/o privilegio” ma pretendevo solamente il diritto di quanto concesso agli usuari come stabilito dalla lettera a) del contratto di uso predisposto unilateralmente dalla medesima Confraternita.

Non essendovi modo di farmi intendere o (per meglio dire) “non volendo intendere ciò che elementarmente rappresentavo” chiedevo agli stessi a chi potessi rivolgermi per esporre il caso affinchè mi convincesse della mia erronea interpretazione e solo dopo varie insistenze mi veniva riferito il nome dell’unica persona che avrebbe potuto decidere.

Chiedevo ove potessi raggiungerlo anche telefonicamente e, con mio sommo stupore, mi veniva riferito che “era in ferie e sarebbe tornato a Manfredonia il 15.08.2017”…

Con calma superiore a quella di Giobbe chiedevo chi fosse il sostituto e mi veniva risposto che “non vi erano sostituti”; chiedevo a chi potessi rivolgermi giacchè la salma non poteva attendere Ferragosto ma solo 24 ore e, dunque, non vi era tempo per definire la vicenda come avrei voluto e solo dopo varie mie benevoli e calmissime richieste mi veniva riferito che potevo rivolgermi alla Ecc.ma S.V. ma che, purtroppo, per cause di salute, non poteva ricevere alcuna persona.

Trovandomi nell’impossibilità di comunicare con “alcun responsabile” e rileggendo la famosa lettera a) del contratto di uso ponevo agli addetti le seguenti elementari domande:
a) in cosa consisteva il servizio funerario spettante alla Confraternita ??
b) quali erano i mezzi a disposizione della Confraternita per funerare il cadavere ??.
A dette specifiche domande mi veniva risposto “ la Confraternita mette a disposizione il carro funebre”.
Ben poca cosa rispetto a ciò che necessita e dunque ribatto:
a) chi preleva la bara dalla casa del defunto per riporla nel carro funebre ??
b) chi preleva la bara dal carro funebre per portarla in chiesa per la messa ??
c) chi preleva la bara dalla chiesa per riporla nel carro funebre dopo la messa ??
d) chi preleva la bara dal carro funebre per riporla nell’obitorio cimiteriale ??
e) chi guida il carro funebre ??.

Unica risposta alle formulate domande: il carro funebre viene condotto da Marasco Giuseppe mentre il resto non ci compete.

Replica: Se quanto innanzi non vi compete in cosa consiste il servizio che “deve” porre in essere la Confraternita allorquando si afferma che “ogni cadavere …. dovrà essere funerato da questo Sodalizio, con i propri mezzi e, cioè, prelevato dal suo domicilio e traslato al cimitero ….” ??.

Certamente il cadavere non è San Lazzaro che “ si alza e cammina”.

Qualcuno dovrà pur prelevare la bara e riporla nel carro funebre e conseguenziali.

Come ben si potrà intendere nessuna spiegazione logica-giuridica mi veniva fornita.
Ebbene Eccellenza tutte le domande che ho rivolto agli addetti alla Confraternita del SS. Rosario di Corso Roma – Manfredonia – Le rivolgo alla S.V. Ill.ma affinchè sia il sottoscritto ma, soprattutto, la popolazione e tutti coloro che purtroppo quotidianamente hanno a che fare con la stessa abbiano risposte certe e non evasive.

Risposte adeguate a quanto innanzi rappresentato affinchè non si abbiano a ripetere e reiterare le vicende innanzi esposte.

La presente verrà pubblicata sul sito Statoquotidiano.it affinchè venga resa pubblica (non certo per mia pubblicità che non cerco assolutamente) ma solo per rendere noto alla popolazione e, nello specifico, a tutti gli usuari della Confraternita del SS. Rosario l’esatta interpretazione della lettera a) del contratto di uso.

Gradirei che la risposta avvenga con le stesse modalità.

Ciò anche al fine di non porre in difficoltà gli addetti della Confraternita che giornalmente devono dimenarsi con i parenti dei defunti atteso che i responsabili “sono in ferie”.

In attesa di leggerLa porgo ossequiosi saluti – P.F.

allegato
Lettera a) contratto

(Manfredonia, 09.08.2017)

Manfredonia, “Confraternita SS. Rosario: lettera aperta al vescovo” ultima modifica: 2017-08-09T22:00:25+00:00 da Redazione



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Commenti


  • ciccillo

    Ecco un altro …….


  • L'anticristo si è fermato a Manfredonia

    Buona notte a tutti sorelle e fratelli.


  • svolta

    A Manfredonia tutte le cose convenuta, convenzionate…. chiaramente….. diventano oscure quando si devono eseguite, cioè applicare le relative regole e/o articoli che dir si voglia. Anche questa è anarchia…. subdola perché espressa in un momento di bisogno, debolezza ed estrema/urgente necessità…., specialmente d’estate. (OO.UU. docet)


  • Franco

    Le Confraternite…

  • Bisogna sapere anche che in una confraternita si paga il trasporto del feretro dalla chiesa al cimitero pur non avendo la stessa confraternita il carro funebre per cui impossibilitata a rispettare il contratto.

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