Editoriali

Nichi Vendola e “Le anime morte”


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Vendola e Bersani

Vendola e Bersani (fonte image: panorama.it)

Foggia – “ORA voglio sapere la risposta di Nichi sull’Ulivo”, chiede il presidente Rosy Bindi durante la festa del Pd a Torino. “Io ho sessanta milioni di piante di ulivo in Puglia”, risponde sornione il governatore della Puglia. “Non rovinare la risposta. Non ti dico quante ce ne sono in Toscana, poi ce n’è qualcuna anche al nord”. La Bindi vorrebbe spiegare, infatti, che il Nuovo Ulivo è meglio del vecchio, quello che ha portato più volte alla sconfitta elettorale il centro sinistra e che, soprattutto, “non si fa senza di lui”.

BERSANI FA LA CORTE A FINI – Nei giorni precedenti Nichi Vendola aveva più volte ripudiato il “Nuovo Ulivo” proposto da Bersani. Un progetto che mira, a suo dire, a “unire cocci del vecchio Ulivo”, una pianta “morta e sepolta” che “non avrebbe nessun appeal”, perché sarebbe solo “una sommatoria”. Invece “bisogna ricostruire culturalmente l’orizzonte del cambiamento, occorre il coraggio della novità”. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha spiegato, invece, che il suo scopo principe è di modificare la legge elettorale prima del voto, magari dialogando su questo anche con Fini. L”ipotesi sempre più probabile di elezioni anticipate rischia, di conseguenza, di riaccendere ulteriormente la diatriba sulla leadership del centrosinistra. “Le primarie facciamole oggi, facciamole subito. La sinistra non deve avere paura della propria gente, del proprio popolo”, ha detto Vendola durante una videochat.

I CESPUGLI AVVELENATI DELL’ULIVO – I RIGURGITI DI TONINO – Di elezioni ha parlato anche oggi Antonio Di Pietro, che mal digerisce il corteggiamento di Bersani al leader scissionista di Futuro e Libertà Gianfranco Fini.”Il Pd sta facendo una corte umiliante a Casini e Fini. E’ mortificante e soprattutto masochista – dice Di Pietro a Repubblica Tv – perché se si votasse oggi, con loro che stanno dall’altra parte, Udc e Fli ruberebbero voti a Berlusconi. Che senso ha rincorrerli?“. Ma si mostra anche scettico sull’autocandidatura del segretario di Sinistra e Libertà alla guida del centrosinistra: “Non ho nulla contro Nichi Vendola, ma se continuiamo così facciamo più candidati premier che elettori. Ci dicano cosa vogliono fare e ne discutiamo“. “E comunque – spiega – le primarie vanno bene a fine legislatura, ma se Berlusconi stasera rimette il mandato ci sono 45 giorni per votare. E in 45 giorni che primarie sono?”.

CASINI: VENDOLA NON LO VOTO, DI PIETRO NON MI PIACE – Nel frattempo Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, altro possibile alleato del centrosinistra, secondo Bersani, ha spiegato oggi: “Vendola lo considero un leale competitore politico, un avversario, ma sicuramente una persona rispettabile. Di Pietro, lasciamo perdere il rispetto personale che si deve a tutti, politicamente in questo momento è una minaccia su qualsiasi alternativa politica, Vendola è un altro discorso”. “E’ ovvio – sostiene il leader dell’Udc – che io non potrei votare Vendola presidente del Consiglio, però riconosco che il suo è comunque un disegno politico; tutto quello che fa Di Pietro è sempre funzionale a Berlusconi, compresa la difesa di chi non fa parlare Dell’Utri e magari di chi non fa parlare Schifani”.

IL FINANCIAL TIMES LODA VENDOLA – Oggi il Financial Times, il più importante quotidiano economico inglese, ha elogiato il governatore della Puglia, lodando il suo operato e sostenendo che, benché “comunista, cattolico e gay dichiarato”, in un periodo di instabilità politica costituisce una “spina nel fianco” dell’attuale premier, l’unico in grado di opporglisi mediaticamente in uno scontro politico che è diventato sempre più spettacolo in TV di battute al vetriolo. Questo in quanto, nonostante “sia un comunista”, è riuscito ad attrarre molti investitori nel settore delle energie rinnovabili, diventato ora il settore più in crescita della Puglia, definita “regione più attraente” in un’importante conferenza internazionale per l’energia solare.

CONCLUSIONI – Nonostante sia, attualmente, l’alternativa più quotata presente all’opposizione (vedi sondaggi facebook), la maggioranza del centro sinistra si è mostrata sinora scettica, quando non apertamente contraria, all’autocandidatura del segretario di Sel, che dovrà comunque, spiega Vendola, essere “investita dal consenso popolare”. “Mi sento di dare il mio contributo a sparigliare i giochi, a mescolare le carte“, ha ribadito il governatore pugliese a margine della festa provinciale della Fiom torinese, “ma mi sento convocato di fronte a un centrosinistra che somiglia a quel romanzo di Gogol, ’Le anime morte’”

Nichi Vendola e “Le anime morte” ultima modifica: 2010-09-09T00:44:38+00:00 da Agostino del Vecchio



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  • Redazione

    Buccoliero: “Vendola inganna anche il Financial Times”

    “Il Financial Times, nell’articolo di elogi sul presidente della Puglia è stato, probabilmente, ingannato dal numero considerevole di fabbriche sorte, in tutto il territorio, con l’avvento dell’era vendoliana: non fabbriche produttive, ma le ben più note ‘fabbriche di Nichi”.

    È quanto dichiara, in maniera ironica, il consigliere della Regione Puglia e presidente di “Moderati e Popolari”, Antonio Buccoliero, dopo che il noto quotidiano economico inglese, ha promosso a pieni voti l’attività in Puglia del presidente Vendola.

    “Ironia a parte – dichiara Buccoliero – c’è da considerare come la Puglia, allo stato attuale, non attraversi un periodo florido e se si celebra, con toni entusiastici, l’aumento dell’export, c’è da chiedersi quali risultati concreti si possano avere, se a questo risultato positivo non corrisponde poi un aumento dei posti di lavoro. La vertenza occupazionale resta, purtroppo, sul tappeto ed anche se non mancano i risultati positivi, occorre incoraggiare la produzione delle nostre piccole e medie aziende, puntando sulle infrastrutture da realizzare.

    In questo senso, viene spontaneo chiedersi, ad esempio, che fine abbiano fatto i cento cantieri in cento giorni annunciati da Vendola nel corso del suo insediamento.
    Sono mai stati individuati questi cento cantieri e, se sì, i famosi cento giorni per realizzarli a quale anno corrispondono?”

    “Evitiamo, allora – conclude Buccoliero – gli eccessivi ed inopportuni toni trionfalistici e facciamo in modo che i risultati positivi raggiunti in alcuni settori economici rappresentino lo sprone per dare risposte efficaci in termini di occupazione ad un territorio, che ha fame di fabbriche concrete e produttive”.

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