Editoriali

I disabili in piazza contro la Manovra

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Azione dimostrativa in Piazza del Popolo della FISH. Copyright immagine: fishonlus.it

Roma – A pagare le conseguenze degli ingenti tagli della Finanziaria d’emergenza saranno i soggetti deboli della società. I tagli agli Enti Locali si tradurranno, infatti, in un forte ridimensionamento negli aiuti verso bambini, anziani e disabili. La denuncia parte dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) che, lo scorso 8 settembre, ha effettuato una azione dimostrativa in Piazza del Popolo, a Roma, calando dal Pincio un enorme striscione per attirare l’attenzione sui pesantissimi interventi della Manovra sulle politiche sociali. La protesta anticipa le manifestazioni di categoria di sabato 10 e domenica 11 settembre. Di fronte a un malessere sociale crescente a causa della “macelleria sociale” in atto saranno proprio i più bisognosi i primi ad essere colpiti. “La Commissione Bilancio ha concluso i propri lavori, ignorando gli appelli delle persone con disabilità: nel silenzio pressoché generale sono confermati i 40 miliardi di tagli previsti dalla “riforma” assistenziale e fiscale.”

Da giovedì pomeriggio oltre 12.000 persone hanno sottoscritto ed inviato ai capigruppo del Senato e alla Commissione Bilancio un appello a sganciare la “riforma” assistenziale da ogni automatico vincolo pregiudiziale di cassa. La “riforma” prevista nelle due manovre, infatti, impone un recupero di 4 miliardi nel 2012, 16 nel 2013, 20 nel 2014.

“Hanno ignorato i nostri appelli – afferma Pietro Barbieri, presidente della Fish – e non c’è stata nessuna marcia indietro sull’assistenza. Nella Manovra di luglio e in quella in via di approvazione è prevista una delega al Governo per la riforma assistenziale e fiscale che deve recuperare tra i 20 e i 40 miliardi di euro in tre anni”.

“La riforma dell’assistenza – prosegue Barbieri -, sulla quale il Governo ha già depositato un disegno di legge di delega, comporterà una forte compressione della spesa sociale, la revisione di molti supporti economici (invalidità, reversibilità, indennità di accompagnamento), il taglio di molti servizi sociali, la delega al volontariato dell’assistenza. A ciò si aggiungono i tagli agli Enti locali: saranno fortemente ridimensionati i servizi per i bambini in difficoltà, per gli anziani, per le persone con disabilita’, per i non autosufficienti. Una questione tutt’altro che marginale poiché interessa, con maggiore o minore intensità, oltre 10 milioni di famiglie italiane”.

L’approvazione della Manovra straordinaria al Senato e il passaggio alla Camera accompagnato da oltre 400 emendamenti da parte dell’opposizione ha creato un forte malcontento sociale già sfociato nello sciopero della Cgil dello scorso 6 settembre, a quale hanno aderito buona parte delle sigle sindacali e dei partiti del centro sinistra. Si preannuncia, di conseguenza, un autunno “caldo” e ricco di scioperi durante il quale le ragioni dei portatori di handicap potrebbero restare inascoltate o relegate in qualche trasmissione televisiva di dubbio gusto che punta alla lacrima facile.

“La richiesta della Federazione – continua Barbieri – non è dissimile da quella che proviene dal mondo delle associazioni e dell’impegno civile: togliere dalla Manovra il “vincolo di cassa” imposto alla riforma assistenziale”.

a.delvecchio@statoquotidiano.it



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