Foggia
"Ma nei fatti l'azienda ci dà ragione"

Ataf, Fast “Sciopero boicottato”

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Foggia. Difficile comunicare l’esito dello sciopero indetto dalla FAST Confsal in Ataf, per venerdì 9 settembre, in seguito alla disdetta degli accordi aziendali di secondo livello, che causa una notevole riduzione degli stipendi per i lavoratori, con una forbice che va dai 300 ai 600 euro, a causa della disastrosa situazione economica dell’azienda. Lo sciopero è stato infatti boicottato innanzitutto dalle altre sigle sindacali, che hanno influenzato i propri iscritti a non partecipare, nonostante il problema sia comune e condiviso, per mera rivalità sindacale, e poi dall’azienda che, a a 24 ore dallo sciopero, ha programmato le ferie di ufficio per i lavoratori FAST, tanto che circa al 50% degli iscritti è stata negata la possibilità di partecipare allo sciopero.

Allo sciopero tuttavia hanno partecipato il restante 50% degli iscritti, più alcuni lavoratori non iscritti. “Ciò che è accaduto è gravissimo”: dichiara il Segretario Regionale della FAST Confsal Vincenzo Cataneo, che prosegue: “Questo comportamento da parte dell’azienda è assolutamente illegale e lo denunceremo alle autorità competenti. Ma niente di nuovo: ci aspettavamo qualche forma di boicottaggio ma ciò non fa che darci ragione sulle problematiche da noi messe in evidenza. Lo scopo dello sciopero in Ataf non era quello di creare disagi all’utenza ma quello di dare visibilità alle istanze dei lavoratori e di sensibilizzare l’opinione pubblica su problematiche che non sono solo dei lavoratori ma si ripercuotono con grande evidenza sul servizio, a scapito di tutta la cittadinanza, alla quale è negata la qualità di un diritto essenziale come quello del trasporto pubblico”.

Rammarico da parte della FAST Confsal anche per il comportamento delle altre organizzazioni sindacali che, anziché condividere un percorso unitario di risoluzione dei seri problemi dell’azienda, che si ripercuotono sui dipendenti, hanno influenzato i loro iscritti, vincolandoli alla non partecipazione, senza però produrre proposte o far emergere soluzioni, in seguito ai tavoli tecnici del 6 e del 7 settembre. “Il dubbio – spiegano i dirigenti FAST – è che ci temano e vogliano continuare a difendere solo i propri privilegi, piuttosto che i lavoratori che rappresentano”.

Una risposta, se pure indiretta, da parte dell’azienda è comunque giunta. Non troppo casualmente, in seguito alla proclamazione dello sciopero FAST e subito dopo la conferenza stampa, sono giunte tre conferme alle proposte da noi effettuate per avviare un risanamento dell’Ataf: l’adeguamento delle tariffe della sosta tariffata, con la sospensione della scontistica per parcheggiare i mezzi privati; il blocco dei concorsi interni recentemente promossi, fuori luogo data la situazione disastrosa dei bilanci aziendali e finalmente il rinnovo dell’accordo per il biglietto unico, che dovrebbe portare nelle tasse di Ataf circa 200 mila euro per i prossimi due anni per il trasporto integrato interurbano e urbano.

Tuttavia da parte della FAST vige una mancata soddisfazione per l’accordo con Ferrovie del Gargano perché giunge dopo due mesi di introiti persi, con il traffico passeggeri del periodo estivo, perché manca un’indagine conoscitiva del numero dei passeggeri (si sarebbero dovuti verificare i biglietti e gli abbonamenti del 2015) e perché è riduttivo limitarsi ai viaggiatori della Foggia-Lucera, inferiori rispetto alle tratte provenienti dal Gargano, San Severo e Apricena.
“Siamo soddisfatti da una parte, perché la FAST è sulla strada giusta per la comprensione di alcune dinamiche politiche ed economiche della società – conclude Cataneo – ma dall’altra parte resta il dispiacere per il comportamento ostruzionista e boicottatore dell’azienda e delle altre sigle sindacali, inutile perché crediamo che lo scopo comune di tutti sia solo ed esclusivamente il benessere dell’azienda e, con essa, dei lavoratori e della cittadinanza che ne usufruisce del servizio”.

Ufficio Stampa FAST Confsal Foggia



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