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"Tra i più grandi, influenti e innovativi cantanti italiani di sempre"

Mi ritorni in mente, Lucio

"Dopo quello del 1969, il tour dell'estate 1970 è il secondo ma anche l'ultimo della carriera di Battisti "

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Tra i più grandi, influenti e innovativi cantanti italiani di sempre“: così leggendo su wikipedia la biografia di Lucio Battisti, cantautore, compositore e polistrumentista italiano. Oggi, 9 settembre 2016, ricorre il 18° anniversario della morte del cantautore, nato a Poggio Bustone il 5 marzo 1943, un giorno dopo Lucio Dalla, deceduto nel 1998 a Milano.

(wikipedia) è considerato una delle massime personalità nella storia della musica leggera italiana sia come compositore e interprete della propria musica, sia come compositore per altri artisti. In tutta la sua carriera ha venduto oltre 25 milioni di dischi. La sua produzione ha impresso una svolta decisiva al pop/rock italiano: da un punto di vista strettamente musicale, Lucio Battisti ha personalizzato e innovato in ogni senso la forma della canzone tradizionale e melodica.

Grazie al sodalizio artistico con Mogol, Battisti ha rilanciato temi ritenuti esauriti o difficilmente rinnovabili, quali il coinvolgimento sentimentale e i piccoli avvenimenti della vita quotidiana; ha saputo esplorare anche argomenti del tutto nuovi e inusuali, a volte controversi, spingendosi fino al limite della sperimentazione pura nel successivo periodo di collaborazione con Pasquale Panella.

Dopo quello del 1969, il tour dell’estate 1970 è il secondo ma anche l’ultimo della carriera di Battisti

Dopo quello del 1969, il tour dell’estate 1970 è il secondo ma anche l’ultimo della carriera di Battisti. Secondo le sue stesse dichiarazioni, una prima motivazione per la decisione di non fare più concerti è il maggiore tempo a disposizione, con ripercussioni positive sia in campo artistico che personale: « Intanto, non vivi e, come ho detto, io intendo seguire questa professione, intendo guadagnare, intendo divertirmi, intendo avere successo, ma intendo anche vivere. […] Non solo, ma le ripercussioni più grandi quali sono? Proprio quelle del lavoro: e chi me lo dà il tempo di stare la mattina, da quando mi alzo, dalle otto alle quattro del pomeriggio, con la chitarra a suonare? Perché, ripeto, le canzoni mica scaturiscono così. […] Intendo conservare la mia autonomia, la mia personalità per quanto possibile, e una delle cose che ti spersonalizzano al massimo sono le serate. » (Battisti, dicembre 1970)

Inoltre, una seconda motivazione è da ricercare nella volontà di essere giudicato esclusivamente per la musica composta, e di eliminare qualsiasi altro fattore “di disturbo”: « Non faccio tournée né spettacoli perché mi sembra di vendermi, di espormi in vetrina: io voglio che il pubblico compri il disco per le qualità musicali e non per l’eventuale fascino del personaggio.» (Battisti, 1980)

Secondo l’amico e fotografo Cesare Montalbetti, inoltre, un altro fattore che lo portò a questa decisione fu l’impossibilità di riprodurre dal vivo la perfezione dei suoni ottenuti in studio di registrazione.

Altri sostengono inoltre che la decisione sia dovuta, almeno in parte, anche alla timidezza di Battisti, che lo rendeva poco adatto a intrattenere grandi folle, o ancora alle non eccellenti doti vocali dell’artista, che non gli avrebbero permesso di eseguire dal vivo performance soddisfacenti.

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Commenti


  • Gabriel Pontello

    Grandissimo, immenso..immortale, senza dimenticare il grande Mogol..
    li chiamavano parolieri gli autori dei testi invece erano dei poeti.


  • Maria Guerra

    Confermo tutto quello che dici Gabriel. Questi sono nobili dentro, come te che apprezzi il loro talento.

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