ManfredoniaRicordi di storia
A cura di Pasquale Ognissanti

Manfredonia. Provvedimenti per l’igiene pubblica, per eliminare il loto e le immondezze (sec. XVIII)


Di:

Manfredonia. La conclusione che si riporta è un interessante spaccato sulla situazione igienica della città e sulle modalità comportamentali della popolazione nel sec. XVIII.

Dalla stessa si possono rilevare consuetudini ed “abitudini” che sono continuate sino alla prima metà del sec. XX.

Mette conto evidenziare anche gli inconvenienti del trasporto urbano delle merci, con grosso nocumento dal basolato di corso Manfredi (strada della piazza). E non è che la soluzione indicata
dai consiglieri comunali dispiacerebbe se venisse applicata pure oggi, come quella per esempio di … farsi una ronda ogni sera di Cittadini, con capi, de più culti, per poter impedire, come pure, ed altri, che sì caminare, acciò li vasi immondi non si abbiano più aggettare, che fuori le mura della Città, da finestroni fatti. Si tratta della publica pulizia, e
salute, per cui tutte le Genti, e Nazioni si han dato modo ed incommodo per mantenerlo, e /…../.

Il sig. Sindaco attuale si offre il primo a fare la ronda, e si lusinga, che le SS.VV., come Capi del Reggimento di questa nostra Città, abbiano a seguirlo, affinchè da un tale esempio abbiano tutti gli altri buoni Cittadini a dar mano,..

Si fa notare che per “loto” si intende il fango (dal dialetto: “a lote”), e che le mura interessate allo scarico dei liquami immondi sono quelle settentrionali e meridionali della città, come dire anche l’attuale largo Spiaggia Diomede.

Eodem retroscripto die, ibidem et coram eodem. (29.12.1784).

Oggetto: Elezione de Deputati per le Strade, e per esentare il buttamento delle immondezze. E più si propone, e fà sentire alle SS.VV., come ben sanno, che questa nostra Città non si può affatto più caminare per il gran loto, e fango che vi è in tutte le strade, che vine causato parte dalle immondezze, che si buttano in quelle da tutti per li abitanti, e parte anche delle Carrette che endrano cariche di vettovaglie in questa Città, le quali invece di fare la solita strada di sopra detta della Tribuna, per andare a discaricare al Piano delle Fosse, e Magazzini, vanno per tutte le strade, che l’ ànno tutte rotte, e fracassate, e specialmente per quella della Piazza, per cui si è tutta rovinata la selicata, e con fossi, per cui non si può caminare, e nella notte si corre evidente il pericolo di cadere, e precipitarsi.

A tal inconveniente si è unito l’ altro, che dalla gente bassa, invece d’andarsi a buttare la sera al tardi li vasi dell’immondizie fuori le muraglie della Città, e propriamente dalli finestroni, che vi sono per ogni parte, si buttano o sopra le Muraglie, o alle salite di quelle, e quel che più reca orrore, che in oggi si vedono buttati anche per le strade, e per li luoghi più frequentati, per cui quanto è tempo piovoso, non si può affatto caminare, e nentampoco in tempo asciutto per il continuo fetore, che vi è, onde resta stomacato a tal veduta il Cittadino, ed il forestiero maggiormente, che ne canta la Palinodia per ogni parte, e quindi ne avviene, che tutti respirano un’aria continuamente crassa, e pestifera, che ne danneggia la comune salute,
con dolore ciascuno è astretto confessarlo. Per riparare ad un tanto male stimano essi proponenti, che debba subito far pulire, ed asportare fuori della Città tutto il loto, e mondezze, che vi sono per tutte le strade, e luoghi della medesima, per cui ci vuole una spesa grossa di circa docati /…./, ma come l’Università non può fare una tale spesa per le strettezze delle sue
rendite in quest’anno e per le spese straordinarie che ha sofferte, e soffre, come ben sanno le SS. VV., perciò stimano di doversi prima aggiungnere uno o due altri Mastri di Strade Portolani, giacchè l’altro che si trova eletto, d. Francesco Saverio Tontulo non può da se solo fare anche li suoi impicci, ed incommodi di salute, che soffre, da quali Mastri di strade di unita col detto Sindaco si debba girare per tutti li Cittadini di ogni ceto, che possono contribuire per poter fare una somma congrua per subito pulire detto loto, ed immondizie, con bandire sotto quelle pene proprie, che niuno de Cittadini abbia più a buttare immondezze, e vasi immondi per le strade, e luoghi fuori le muraglie della Città per li finestroni, che vi sono, bandire anche che tutti li carrettieri colle loro Carrette cariche non abbiano più a passare per la strada della Piazza, e nè per altre, ma solo per la strada soprana della Tribuna, come sempre si è pratticato, con fare tutti questi banni necessarj per la buona polizia delle strade, e Città; Ed affinchè per l’avvenire non abbia a regnare il loto, ed immondezze nelle strade, stimano anche essi Proponenti, prima di appaldarsi due o tre Carrettieri onesti cittadini, ed a medesimi darseli la franchigia di un tomolo di farina, e due otri di vino al mese, col peso, che
abbiano sempre a tener pulite da loto, ed immondezze tutte le strade, e luoghi di questa Città a loro spese, e colle loro carrette, secondo anticamente si pratticava, e tal franchigia bandirsi nel tempo dell’affitto delle gabelle, acciò l’Università non ne senta di scomputo con gli affittatori, e per secondo farsi una ronda ogni sera di Cittadini, con capi, de più culti, per poter
impedire, con pure, ed altri, che sì caminare, acciò li vasi immondi non si abbiano più aggettare, che fuori le mura della Città, da finestroni fatti. Sitratta della publica pulizia, e salute, per cui tutte le Genti, e Nazioni si han dato modo ed incommodo per mantenerlo, e /…../.

Il sig. Sindaco attuale si offre il primo a fare la ronda, e si lusinga, che le SS.VV., come Capi del Reggimento di questa nostra Città, abbiano a seguirl, affinchè da un tale esempio abbiano tutti gli altri buoni Cittadini a dar mano, e forza per isbarbicare tante lordure, ed immondezze, che pregiudicano la comune salute, e rendono odioso il nome della nostra Città a forastieri, e
viandanti.

Et lecta, si è concluso, che si eligga, come si eligge per Deputato delle Strade, il sig. d. Andrea de Urruttia, il quale possa tutto eseguire, anche in compagnia del sig. Sindaco, e dell’altro Deputato, sig. d Francesco Saverio Tontulo, con far prima una tassa tra’ Possidenti delle case, per levare tutte le presenti immondezze, e loto, ed indi agire per tuttociò, che conviene, e mantenersi la pulizia delle strade, come si è proposto ut supra./

(A cura di Pasquale Ognissanti, Manfredonia 09.09.2017)

Manfredonia. Provvedimenti per l’igiene pubblica, per eliminare il loto e le immondezze (sec. XVIII) ultima modifica: 2017-09-09T11:22:39+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Abrasivo

    Fa’ piacere che la situazione non e’ cambiata. Bella scrittura, specchio di una realta’ del passato che e’ attualissima.


  • Manfredonia anno MMXVII= Siponto Anno CCXVII

    Visto che ormai Manfredonia e’ tornata indietro nel tempo di almeno 18 secoli dalle paludi al piscio libero, dal lancio dei rifiuti alla vendita di derrate alimentari..ci vorrebbe anche il ripristino delle vecchie modalità di controllo da parte del governatore della città con i suoi scudieri.


  • Matteo Guerra

    Visto!
    non siamo diventati incivili, lo eravamo già, fa parte del patrimonio genetico dei manfredoniani, noi eravamo “brutti, sporchi e cattivi”, quindi non siamo affatto peggiorati, siamo sempre noi stessi.


  • MANFREDONIA E' UNA FOGNA VERGOGNOSA!

    OGGI SONO STATO SUL MOLO DI PONENTE CON AMICI FORESTIERI!!

    VERGOGNATEVI TUTTI I RESPONSABILI!

    C’ERANO MUCCHI DI BUSTE DI SPAZZATURE CON ORGANICO PUTREFFATO OVUNQUE PERSINO NEI PRESSI DEL FARO, SOTTO IL FARO E A FIANCO!! PERSINO TRA GLI SCOGLI CENTINAIA DI BOTTIGLIE DI PLASTICA E RIFIUTI VARI. INCIVILI E AMMINISTRATORI E ADDETTI AI LAVORI SIETE LA VERGOGNA DI MANFREDONIA!


  • La stazione di Manfredonia ovest (inutile e con utenti 0) costata due milioni di euro

    siamo sempre noi stessi, ovunque, comunque, dovunque.


  • Mario

    citta di m., sporca con gente grezza e cafone. La tonalita del dialetto l unica lingua parlata la dice tutta.
    mi sono vergognato quando amici di trirste mi facevano vedere lo sporco.


  • svolta

    Gli incivili esistono, l’immondizia pure…. essendo una realtà vengono all’uopo predisposti i relativi servizi che la società paga in termini di stipendi, mezzi ecc… quindi chi di dovere si dia da fare affinché i servizi funzionino e che venga raccolta la monnezza che purtroppo gli incivili gettano in ogni luogo, d’altronde matematicamente parlando se non ci fossero gli incivili, la monnezza da raccogliere sarebbe minore, come minore sarebbero le maestranze ed i mezzi operatori….. ed in totale una spesa sociale molto inferiore a quella che sosteniamo intorno ai 9.000.000,00 di Euro l’anno…. e non sono mica bruscolini……


  • Giacomo T.

    Un altro pezzo della storia della città. Davvero un bel documento storico. Bravo prof. Ognissanti


  • Penelope '84

    L’ho sempre detto….Na mass d’ignorand ….Uno schifo….noi qui che abitiamo ai comparti sulla Silac uno schifo….le aree verdi sono diventate foreste abitate da immondizia ….animali….è cacche di cani….uno schifo….uno schifo ….Gli spazzini non esistono hai comparti, ah giusto come devono arrivare fin qui? Poveri lavorano tanto ….ma vaffanculo città di -pensano solo a –

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