Sport

Foggia ‘bruttissimo’ impatta col Viareggio. E rimedia i fischi dello Zaccheria


Di:

Foggia e Viareggio schierata al centro del campo (St)

Foggia – FINISCE 1 a 1 Foggia-Viareggio. E, giocando con le rime, per la squadra allenata da mister Bonacina poteva andare anche peggio se un grande Lanzoni ed un miracoloso Ginestra non avessero messo in conto il possibile lavoro strordinario contro i toscani. Ed allora ai rossoneri non resta che portare a casa un altro punticino, facendo salire a cinque le gare consecutive senza sconfitte. Eppure, c’è tanto rammarico per non essere riusciti a domare il fanalino di coda, giunto allo Zaccheria per sparigliare le carte e titolato di un 3-4-3 spregiudicato e molto muscolare che ha sin dalle prime battute impensierito i laterali dauni, costringendo Molina e Cardin a rinunciare alle folate offensive.

Certo, l’annuncio del deferimento, è stata una mazzata alle motivazioni del Foggia obbligato a fare i conti vieppiù con le defezioni di capitan Tomi e del bomber d’inizio stagione Lanteri. Bonacina deve fare dunque di necessità virtù e spedisce sulla terzina di destra addirittura Molina, mentre per sostituire il francesino, s’affida a Defrel. In avanti, Tiboni, in luce per dinamismo a Como, viene preferito a Giovio, spedito a riscaldare la panca insieme con Cruz ed Agodirin.

LA PARTITA – Che il Foggia non sia quello di metà settimana scorsa, si intuisce subito. In un clima autunnale e con un sole che va e che viene, i satanelli non riescono mai a costruire un’azione ficcante, preferendo i lanci lunghi a scavalcare il centrocampo. Dove pure, per almeno mezzora, Meduri ha dettato letteralmente legge, aggredendo il portatore di palla toscano, saltando l’uomo e impartendo al gioco i suoi tempi. Ma ad aprire le danze, al 13′, è Venitucci (autore di un ottimo inizio). Cortesi e Molina duettano sulla destra, il terzino mette al centro dove l’estremo difensore viareggino Ranieri ha un impatto poco felice con il pallone. Il centrocampista, dai 20 metri, lascia partire un tiro al volo che Ranieri sventa in volo plastico. E’ un lampo. Il Foggia è lento e compassato, prova a far girare palla ma sbaglia tocchi spesso elementari, mandando su tutte le furie i tremila asserragliati (ed infreddoliti) sugli spalti. Al 19′, così, il Viareggio prova a cacciare la testa fuori dal bunker. Scardina conquista palla sulla trequarti, nessun foggiano lo contrasta e il numero 9 lascia partire un tiro al fulmicotone che solo la bravura di Ginestra evita si tramuti in un beffardo gol del vantaggio toscano. Il Foggia si scuote dal torpore tre minuti dopo. Al minuto 22′, Lanzoni s’incunea nell’area viareggina, un difensore lo affossa e l’arbitro Aversano non può non fischiare il rigore. Dal dischetto, Venitucci non fallisce: pallone da una parte, Ranieri dall’altra. Cinque minuti dopo il vantaggio, Tiboni viene anticipato di un soffio su cross rasoterra di Molina. Ma vive di proiezioni estemporanee il cinematografo Bonacina. L’assenza di Lanteri rallenta il gioco in maniera sensibile. Il Foggia s’impantana a centrocampo. Defrel è costretto a ripiegare indietro fin quasi a svolgere le mansioni di terzo incontrista. Il Viareggio, di contro, non impensierisce mai la retroguardia dauna, guidata da Matteo il grande. La compagine toscana gioca di corpo ed irretisce la manovra del Foggia, ingolfando la metà campo. A creare pericoli alla porta di Ranieri sono soprattutto i calci da fermo. Come al 41′ quando, da calcio d’angolo, Venitucci per poco non fa due. Ad immolarsi sulla sua conclusione ravvicinata è Fiale.

SECONDO TEMPO – La seconda frazione del Foggia dura appena dieci minuti. Ovvero, giusto il tempo di un’azione. Cortesi fa il funambolo, conquista palla al centro, s’allarga sulla destra e, come un postino svizzero, recapita puntuale il pallone sulla testa di Tiboni. Il numero 9 foggiano, solo come un eremita a meno di dieci metri dalla linea di porta, non conclude, ma sceglie la sponda. L’azione si perde, i fischi dello Zaccheria no. La legge del calcio sull’equilibrio fra azioni sbagliate e realizzate imporrebbe il vantaggio del Viareggio. Che, al 59′, passerebbe anche, se non fosse per un fantasmagorico Ginestra che si stende a togliere dall’angolo di destra una gran conclusione di Cristiani. Nel frattempo, fra i bianconeri è entrato Maltese, e si è anche infortunato lasciando il posto a Lepri, il cui ingresso sul rettangolo verde sarà esiziale per i satanelli. Mentre Bonacina, al 60′ decide di regalare a Tiboni la passerella di insulti dello Zaccheria, sostituendolo con Cruz. E a poco giova anche l’ingresso di Bianchi al posto di Venutucci (entrerà anche Kolawole per Cortesi). Il Foggia mostra lacune di gioco, è scarico e mal disposto in campo. Meduri e Wagner scompaiono dalla lavagnetta della tattica, schiacciati letteralmente sui quattro di difesa. Nella zona nevralgica si crea una zona franca. Il risultato è una partita bruttissima, con il Viareggio che sguazza nella mediana come un esercito di bambini in piscina e i satanelli che devono affidarsi a lanci lunghissimi nelle steppe dell’attacco. I ragazzi di Bonacina non vedono più palla e, al 75′ non possono che pagare, giustamente, dazio. Carnesalini recupera una palla persa da Cardin e Wagner sulla destra, serve il neo entrato Lepre che controlla dal limite e beffa Ginestra sull’angolo lontano dove il porterone non può proprio arrivare. E’ tripudio bianconero. Tutta la panchina corre in campo e l’esultanza è da finale di Coppa dei Campioni. Il Foggia prova reagire, ma lo fa con timidezza e disordine, rendendosi pericoloso, come da refrain di tutta la partita, solo su calcio piazzato. All’88’, punizione di Gigliotti, sponda di Defrel e Bianchi spara alto da ottima posizione. Al 92′, sempre su palla scodellata in mezzo dal centrale transalpino, è Lanzoni che sfiora il palo di testa. Poi è solo noia. E fischi.

I TABELLINI – Us Foggia (4-2-3-1): Ginestra; Molina, Cardin, Lanzoni, Gigliotti; Wagner, Meduri; Cortesi (dal 79´ Agodirin), Venitucci (dal 74´ Bianchi), Defrel; Tiboni(dal 61´ Cruz). A disposizione: Botticella, D´Orsi, Frigerio, Giovio. All. Bonacina
Esperia Viareggio (3-4-3): Ranieri; Carnesalini, Taormina, Lamorte, Fiale, Brighenti, Cristiani, Pizza, Scardina (dal 66´ Palibrk), Tarantino (dal 46´ Maltese) (dal 56´ Lepri), Cesarini. A disposizione: Merlano, Monopoli, Guerra, Palibrk, D´Onofrio. All. Maurizi.
NOTE – Freddo e pioggia prima dell’incontro. Spettatori, 3000 circa, nessuno da Viareggio. Campo scivoloso e pesante. Calci d’angolo: 5 – 3 per il Foggia. Ammoniti: Meduri, Gigliotti (F); Brighenti, Pizza (V). Espulsi: nessuno. Recupero: 2′, 5′.

LE PAGELLE – Ginestra 7 – Due paratoni a partita dovrebbero bastare per evitare la sconfitta in futuro. Anche perché, alla fine, si spera che il Foggia non sia sempre quello visto in campo contro il Viareggio. Da favola la palla che Paolone toglie dalla porta alla metà del secondo tempo arrabbiandosi poi come un adolescente grunge.
Molina 5.5 – Qualche buono spunto, qualche buon cross, qualche buona chiusura. Una partita di qualche. Non è un terzino, in qualche modo si ritrova a farlo. Metterlo al posto di un qualche Cortesi?
Cardin 5 – Finora, uno dei migliori della stagione del Foggia, oggi rovinoso. Regala (in concorso con Wagner) a Carnesalini la palla che Re Mida Lepre trmuterà nell’uno a uno. Ma, tranne il singolo caso, è estremamente impreciso, non spinge, non pressa, non salta l’uomo. A memoria di giornata, non si ricorda un suo raid nella zona rossa viareggina.
Wagner 5 – Con il suo compagno Cardin, non condivide solo la cromia, ma anche l’abilità di sbagliare una volta , ma di farlo con tutti i crismi dell’errore. Meno arrembante di Como. Stanco.
IL MIGLIORE – Lanzoni 7 – Un leone. Si procura il rigore e per poco, al 92′ non mette il sigillo sul 2-1 del Foggia, mandando a lato di un soffio una punizione alla viva il parroco calciata da Gigliotti. Il tutto, senza mai mollare un attimo sul fronte difensivo. Che transitino in cielo o in terra, i palloni li intercetta tutti, spesso sradicandoli dalla caviglie di qualche calzettone bianco. Non ha pietà e governa come un Re saggio. King Matteo
Gigliotti 6 – Regge l’urto, anche perché, sinceramente, il Viareggio era, è e sarà pochissima cosa.
Cortesi 5.5 – In 97′, fa il fenomeno un sola volta e poi vive di rendita. Per giunta, succede al decimo minuto del secondo tempo e Tiboni, con cui pure ha condiviso l’esperienza atalantina, non lo capisce nemmeno. Fiacco e lento, non ha ancora giustificato le voci che lo vogliono un campioncino in erba. Evidentemente, quelle voci provenivano da qualcuno che con l’erba c’ha fatto altro… In attesa di smentita
Meduri 6 – Per colpa di uno sciagurato secondo tempo rischia di mandare ad escort (nuova fraseologia del Duemila) un primo tempo da sballo. Nella prima frazione, calamita tutti i palloni, nel secondo, non ne tocca uno.
Tiboni 4 – E va bene, è poco assistito. E va bene, fa qualche sponda per i compagni. E va bene, non è al top. Ma benedetto Iddio questo ragazzo non ci va neppure vicino alla marcatura. Ricorda i peggiori attaccanti della storia recente del Foggia. Fermo, immobile (purtroppo non Ciro, quello ce l’ha Sdengo a Pescara), spaesato, frustrato. Non si muove. Lo Zaccheria, che tanto l’ha atteso, adesso lo spernacchia impunemente. Quando esce dal campo fa la parte del concorrente scrauso de La Corrida di Corrado: partono male parole, fischi e molti buuu. Delle due l’una: o è una crosta o è fuori forma. Al Cina l’ardua sentenza (di tenerlo in panchina).
Venitucci 5.5 – Un tiro rimpallato da un difensore toscano e il gol su rigore. Punto.
Defrel 6 – Mostra vivacità e voglia di fare. Ha classe e un buon piedino. Si sacrifica a centrocampo, spezzando spesso e volentieri il gioco (si fa per dire) del Viareggio e riconquistando la palla. Per un pò sembra che giochi troppo veloce per gli svogliati compagni di casacca. Alla fine, anche lui si adatta ai tempi. E s’appisola.
Bonacina 5 – Con quel che ha a disposizione non può fare di più. Un pizzico di coraggio e di motivazione in più, però, ticca lui darli alla squadra. Un tifoso in tribuna, alla fine del primo tempo, ha sentenziato: “Bonacina è bravo e caro, ma quando fa 1 a 0 s’ammoscia“. la saggezza popolare non ha limiti…

Foggia ‘bruttissimo’ impatta col Viareggio. E rimedia i fischi dello Zaccheria ultima modifica: 2011-10-09T19:06:46+00:00 da Piero Ferrante



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This