Manfredonia

Amnistia e indulto, Sipontini 5 Stelle: Italia ha la memoria corta

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Napolitano (Cracovia,08.10.2013@)

Manfredonia – CARCERI italiane, proposta amnistia e indulto del presidente Napolitano: “i Sipontini 5 Stelle inviano documento utile a ravvivare la memoria di chi cerca di cancellare un passato molto recente”. “Il bisogno di continuare con gli indulti e le amnistie, che possono anche definirsi ad personam, non risolve il problema della carceri Italiane. Il problema, così come hanno strutturata la giustizia in Italia, a maglie larghe per i forti e a maglie strette per i deboli, si riproporrà periodicamente, così come sta succedendo. A distanza di 5/6 anni, dall’indulto Mastella & company, il problema si ripresenta per il semplice fatto che non sono state rimosse le cause che lo determinano. I pietosismi e gli attacchi al M5S, di coloro che erano e sono deputati alla risoluzione del problema, sono pretestuosi e utili a nascondere la loro inadeguatezza nel gestire una problematica del genere”.

IL TESTO. “Nel corso della XV legislatura il Parlamento ha approvato la legge 31 luglio 2006, n. 241, con la quale venne concesso l’indulto“.

“Lavoreremo con grande impegno perchè vengano superate le difficoltà e prima di agosto ci siano misure di clemenza, almeno per l’indulto”. E’ l’impegno che il presidente della Camera Fausto Bertinotti ha preso questa mattina parlando con i giornalisti a Montecitorio. Dopo l’indulto si potrà pensare alla questione dell’amnistia, che per il presidente della Camera ‘va affrontata in un rapporto più organico con l’odinamento‘.

“Bertinotti invoca l’unità della Camera su una questione importante che va affrontata con urgenza perchè ‘deve essere alleviata la pena di coloro che stanno nelle carceri, che scontano una pena aggiuntiva rispetto a quella comminata da un giudice‘. La situazione nella maggior parte dei centri di detenzione in Italia per Bertinotti è ‘non soltanto inumana ma è una lesione della civilta’ giuridica‘.

“Dello stesso parere il ministro della Giustizia Clemente Mastella che parla da Palermo dove sta partecipando alla commemorazione della stage di via D’Amelio”. “La commissione giustizia sta lavorando bene e va dato merito sia a chi è favorevole che a chi correttamente esprime un parere difforme“. “Mastella giudica quella dell’indulto “la strada giusta e corretta” ma specifica che lo dice “più come esponente politico che come ministro“. (Rai News24 del 19/7/2006). L’indulto è passato alla Camera con una maggioranza vasta, da «governissimo». I voti a favore sono stati 460 (Ulivo, Forza Italia, Prc, Udc, Verdi, Udeur, Rnp), 94 quelli contrari (Idv, An, Lega), 18 gli astenuti (Pdci).

Il Governo della XV legislatura dura 2 anni.

“Roberto Perrotti. Indulto: le cifre ipocrite del Ministro Mastella (il sole 24 ore, 24 settembre 2007). Dopo l’indulto le rapine in banca sono raddoppiate. Immagino che per il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, questo dato sia parte della «campagna mediatica di rara virulenza e spregiudicatezza, fatta per guadagnarsi gli applausi delle curve» e per accreditare la «faziosa, ingiusta equazione, secondo la quale l’indulto avrebbe significato maggiore criminalità e maggiore delinquenza». Per il ministro e per il sottosegretario Luigi Manconi due dati smentiscono la campagna mediatica: a un anno dal provvedimento la percentuale di recidivi nelle carceri è addirittura scesa, dal 44% al 42%; e solo il 22% degli indultati è tornato in carcere, la metà del tasso di recidività medio tra tutti i reclusi”.

“È bene dirlo con chiarezza, a rischio di passare per un ultras della curva: questi dati non hanno nessun significato, statistico o concettuale, e l’interpretazione del ministro è totalmente destituita di ogni fondamento. Diffondendo un’interpretazione insensata dei dati, il ministro non soltanto ignora (o finge di ignorare) colpevolmente un problema reale, ma ne allontana sempre più l’unica vera soluzione: costruire più carceri. Da Coriere.it un lettore: Le carceri ci sono: allora perché l’indulto?”.

Ho appena finito di vedere «Striscia la notizia» e sono assolutamente furibondo. Il nostro ministro della Giustizia a «Porta a porta» dichiarava in sostanza che nel nostro Paese non si costruiscono carceri da vent’anni e che per farne anche solo uno nuovo occorrono almeno quattro anni. I valenti segugi di Antonio Ricci, nel corso degli ultimi anni hanno mostrato che le carceri ci sono eccome, ma ahimé o sono state costruite, addirittura arredate e poi abbandonate a loro stesse, oppure sono state riconvertite ad altri scopi. Parliamo di una decina di istituti di pena, alcuni più grandi, altri di dimensioni inferiori. Sarebbe interessante scoprire quanto ci sia costato tutto questo. Credo che sia superfluo aggiungere altro.”

“Ora, io mi e vi chiedo: quell’indulto bipartisan, su cui Clemente Mastella, poniamo, ha la colpa di aver solo dovuto apporre la firma in virtù della sua carica, quale giustificazione ha? Con i fatti nuovi che sono emersi, la balla della saturazione delle carceri io non me la bevo più. E inoltre: in un Paese NORMALE (non voglio azzardare paragoni con, che so, la Gran Bretagna o la Francia) un ministro e un Parlamento che non conoscono questi fatti e, anzi, spergiurano che non si costruiscono carceri da tempo immemore, e continuano a giustificare un provvedimento sostenendo il falso, quando vengono sbugiardati che fanno? Si dimettono? Risarciscono di tasca propria le vittime dei pluripregiudicati tornati a colpire dopo l’indulto? Luigi Creazzo”.

“Dopo l’indulto più reati – Il documento evidenzia anche che dopo l’indulto c’è stato un aumento dei reati predatori, come furti e rapine. Il dato, nota il Viminale, è reso più evidente dal fatto che fino al luglio 2006 (quando è scattato l’indulto) questi reati erano in flessione rispetto all’anno precedente. In particolare, tra gennaio e luglio 2006 si è registrata, rispetto allo stesso periodo del 2005, la diminuzione di 1.048 rapine e di 23.323 furti; invece, nel periodo agosto-settembre 2006 si è assistito, rispetto allo stesso periodo del 2005, ad un incremento di 1.952 rapine e di 28.830 furti. (Repubblica.it del 9 maggio 2007)”.

“Allora, passato recentissimo, erano in molti a sostenere che l’indulto, rendendo liberi delinquenti e mafiosi, ha imprigionato i cittadini onesti costriggendoli a chiudersi in casa”.

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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