Foggia

Incidente 60 alunni Einaudi, anni di allarmi caduti nel vuoto

Di:

F.Giorgio Cislaghi, segretario Rifondazione Com. Foggia (ST)

OGGI è successo quello che temevamo, che temevano studenti e professori dell’Istituto Alberghiero Einaudi. Un autobus di ATAF per il trasporto studenti si è scontrato con una vettura e 60 studenti sono rimasti feriti, tre di loro sono stati ricoverati in ospedale per le ferite riportate.

Anni di allarmi caduti nel vuoto, anni di proteste per le precarie condizioni del servizio di trasporto pubblico, a pagamento, effettuato con mezzi adatti alle tratte urbane mentre per raggiungere la scuola si devono percorre 12 Km su strade extraurbane. Quattro autobus strapieni di studenti, circa 500 stipati in quattro mezzi, su cui ogni giorno i futuri cuochi sfidano la sorte per raggiungere la scuola. Ora qualcuno parlerà di “sfortuna”, di “evento imprevedibile”. Si cercherà di dare la colpa a una persona alla guida di un mezzo, alle condizioni della strada o ad altro. La verità è una sola: l’incidente su quella strada era un evento prevedibile che in tanti temevano.

Tre anni fa, in seguito a furti ripetuti, studenti e professori dell’Einaudi erano stati ricevuti dagli allora assessori Consiglio e Farina, a loro avevano prospettato la precarietà del trasporto scolastico e raccontato dei rischi che correvano ogni giorno per raggiungere la loro scuola. Era stata promessa loro una “conferenza dei servizi” per verificare la possibilità di trasferire la scuola presso i locali dell’ex istituto Rosati, vuoti e adatti a ospitare anche le cucine della scuola, per evitare l’esilio a Torre di Lama. Promessa disattesa.
La stessa richiesta è stata fatta più volte in questi anni per dare una sede unitaria all’Istituto, a volte ospitato in tre sedi, obbligando a rocamboleschi trasferimenti di studenti per ottimizzare l’uso delle classi insufficienti.

Negata, nell’indifferenza, ogni possibilità di trovare ospitalità in una sede unitaria hanno chiesto mezzi adatti al trasporti extraurbano ottenendo risposta negativa da ATAF (non hanno mezzi diversi da bus urbani), hanno chiesto di aumentare i bus per poter viaggiare più comodi ottenendo sempre una risposta negativa da ATAF (non ha più mezzi). Hanno provato a chiedere alla Provincia se poteva attivare il servizio con FdG o SITA, non hanno ottenuto nessuna risposta. Tanti, troppi, sono i problemi che affliggono le scuole secondarie superiori della città, dai trasporti all’edilizia scolastica, e oggi l’Einaudi è diventato il paradigma dell’indifferenza verso l’istruzione pubblica, verso i giovani.

E’ ora che si ponga fine al calvario di questo Istituto che assicura un’istruzione a chi deve cercare un accesso al mondo del lavoro il più in fretta possibile, a chi non può permettersi di passare anni in un liceo. L’Einaudi è una scuola professionale che, dopo la chiusura del centro di formazione professionale ENAIP, assicura un’istruzione di “ultima istanza” ai figli delle famiglie “meno abbienti”.

Agli studenti dell’Einaudi, alle famiglie dei ragazzi feriti, va la solidarietà del Circolo Che Guevara e dei Giovani Comunisti sperando di rivederli presto sui banchi di scuola.

(A cura del segretario del circolo “CheGuevara” – Rifondazione Comunista – Foggia – Fiorenzo Giorgio Cislaghi)



Vota questo articolo:
2

Commenti


  • Antonello Scarlatella

    Bravo Cislaghi ma quella bandiera che porti sulla spalla ha tradito il suo popolo.
    Ha tradito la parte piu’ debole, piu’ sensibile PIU’ BISOGNOSA del popolo italiano quella che HA CREDUTO NELLA FALCE E MARTELLO E NELLA ROSSA BANDIERA COME SEGNO DI RISCATTO ALLA POVERTA’ E COME SPERANZA ALL’EGUAGLIANZA SOCIALE.

    Il nostro caro Presidente della Repubblica è attento ai problemi dei carcerati che sicuramente hanno un gran bisogno di migliori condizioni di vita.
    POCO ATTENTO PERO’ AD INCAZZARSI CON I PARLAMENTARI E CON IL GOVERNO CHE NON FA UN CAZZO PER IL POPOLO.
    SONO QUASI SEI MESI CHE ANCHE GLI ITALIANI ATTENDONO LE RIFORME NECESSARIE PER RIDARE DIGNITA’ ALLE LORO FAMIGLIE.

    LA DIGNITA’ APPARTIENE AI CARCERATI MA ANCHE A CHI NELLA VITA SI E’ ISPIRATO AL LAVORO ED ALLA FAMIGLIA.

    SICURAMENTE IL PROBLEMA DEI CARCERATI NON SI RISOLVE CON UNA AMNISTIA O CON UN INDULTO.

    VEDI CIO’ CHE FECE MASTELLA. IN SEI MESI TUTTI COLORO CHE ERANO USCITI DAL CARCERE PER EFFETTO DI INDULTO O AMNISTIA DOPO SEI MESI ERANO DI NUOVO IN CARCERE.

    NON HO SENTITO UNA PAROLA DA QUEST’UOMO DI 86 ANNI NEI CONFRONTI DEI CENTINAIA DI SUICIDI IN DUE ANNI A CAUSA DELLA CRISI.

    IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO ERA UNO CHE QUELLA BANDIERA LA PORTAVA SULLE SPALLE COME TE.

    Cislaghi, nulla di personale. Solo opinioni diverse.

    Antonello Scarlatella


  • Eugenio Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Se la dinamica dell’incidente scolastico è imprevedibile l’insegnante non è responsabile personalmente per le lesioni riportate dall’alunno!

    La professoressa non è responsabile se l’alunno si fa male durante la ricreazione a causa di una azione repentina di un compagno di classe. Lo ha affermato la Cassazione in una recente sentenza.

    Nella circostanza , una bambina aveva fatto male a una compagna (con prognosi, per quest’ultima, di 35 giorni), perché, nel corso dell’intervallo, le aveva tirato il braccio per prendersi la merendina.

    Non si può addebitare all’insegnante il reato di “lesioni colpose” per il danno subìto da un alunno quando la dinamica del sinistro sia imprevedibile. Sebbene, infatti, in determinati casi sia possibile evitare, a monte, qualsiasi rischio di incidente imponendo ai bambini di stare seduti al banco, di certo non si può comunque impedire ai giovani di socializzare durante le ore di ricreazione. Pertanto, in tali casi, non si vi è alcun “omesso controllo” da parte del maestro.

    L’insegnante riveste quella che i giudici chiamano una “posizione di garanzia”: egli, cioè, ha l’obbligo di garantire che non si verifichino danni durante le ore in cui i bambini sono sotto la sua supervisione.

    Tuttavia, quando dalla ricostruzione dell’episodio risulta che il danno si è verificato in modo del tutto accidentale e imprevedibile – per cui, anche volendo, il docente non avrebbe potuto evitarlo – non scatta la responsabilità penale. ( in tal senso Cass. sent. n. 21056/14 del 23.05.2014.)

    In altre parole, bisogna verificare se una eventuale maggiore attenzione da parte del maestro avrebbe potuto impedire, a priori, la serie di eventi che ha portato all’incidente e alla lesione del bambino.
    Foggia, 26 maggio 2014 Avv. Eugenio Gargiulo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi