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Risparmio e Investimenti: la bussola de “La Settimana Economica”

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Risparmio e Investimenti: la bussola de “La Settimana Economica” (st)

CON l’articolo di questa settimana torniamo a parlare, in modo più diretto e specifico, delle possibili scelte d’investimento e di risparmio coerenti con il proprio profilo di rendimento\rischio.

L’analisi che svilupperemo, unitamente a quanto già analizzato nel corso dei precedenti interventi mirati, si propone di fornire ai nostri affezionati lettori alcuni elementi utili al fine di compiere scelte consapevoli e ben ponderate.

In particolar modo, e prima di entrare nel vivo della trattazione, rinnoviamo l’invito alla pianificazione degli aspetti economico\finanziari della propria vita e al riflettere sui rischi\costi di valutazioni e decisioni frutto del fai-da-te o dei “messaggi promozionali” privi di consulenza professionale e non concepiti ad hoc sulle proprie esigenze.

Premessa: nel 2013 parlare di asset allocation (in termini più semplici, di come abbiamo investito i nostri risparmi nelle più varie forme di investimento), non dovrebbe essere difficile. Tuttavia, purtroppo, questa affermazione non è poi così veritiera. L’Italia, seppur in un contesto che sta evolvendo in un rapido progresso verso il risparmio gestito in modo professionale, è ancora indietro rispetto alle più avanzate economie occidentali. Esempi classici di questa arretratezza culturale sono: l’eccessiva esposizione a investimenti di tipo immobiliare, ai titoli di stato, ai buoni fruttiferi postali, alle obbligazioni bancarie e ai super-reclamizzati conti deposito. Tutte le forme di investimento appena elencate non sono di per se da scartare a priori; ciò che ne inficia la bontà è – lo ripetiamo – la sovra-esposizione ad alcune di esse.

Consiglio N°1: Fare proprio il principio della Diversificazione. Più che un consiglio, quello appena enunciato dovrebbe essere un vero e proprio must (dovere)! Nello specifico si tratta di porre in essere scelte d’investimento, in modo ragionato e non casuale, su un insieme variegato di attività finanziarie al fine di ridurre l’esposizione al rischio specifico di ogni singolo investimento e del rischio complessivo di questo insieme (meglio definito come “Portafogli”).

Facendo, quindi, uno sforzo d’immaginazione ipotizziamo di aver già intrapreso la strada verso una corretta pianificazione finanziaria e di aver “allocato” i nostri risparmi in modo coerente con il nostro personale profilo di risparmiatore. Qual è l’attuale contesto dei mercati finanziari? Quali le prospettive future?

In primis, possiamo pensare di aver destinato una percentuale consistente dei nostri risparmi a strumenti finanziari con un profilo di rischio medio\basso. Premettendo che anche all’interno di questa categoria andrebbero fatte le dovute distinzioni, possiamo comunque ragionevolmente immaginare di aver scelto a tal proposito strumenti con una preminente componete obbligazionaria. In secundis, potremmo pensare di aver introdotto un po’ di brio con l’utilizzo di strumenti caratterizzati da un profilo di rischio leggermente superiore. In fine, potremmo aver giustamente considerato accettabile una (seppur estremamente contenuta) esposizione ad investimenti più volatili, come ad esempio quelli con maggiore componente azionaria.

Ecco, in modo molto molto molto semplificato, questo potrebbe essere il “portafogli” attuale dei nostri risparmi. Partendo da una situazione comparabile a quella descritta (ma anche volendo partire da zero) ci chiediamo: cosa potrei fare per mettere al sicuro e, perché no, trarre profitto dai miei risparmi?

Il primo passo – in particolar modo per chi si trova ad iniziare una pianificazione ex novo – dovrebbe essere quello di individuare il proprio profilo di rischio: quale parte dei miei risparmi non deve assolutamente essere messa a repentaglio? Quale può garantirmi una maggiore redditività? Quale deve essere destinata alle esigenze previdenziali e familiari future? E così via…

Definito il proprio profilo finanziario, una buona base di partenza per la pianificazione è già stata definita poche righe più in su. Inizia, in questo modo, un percorso virtuoso verso il monitoraggio del proprio portafogli e caratterizzato da specifici interventi “tattici” al fine di adattare quest’ultimo alle mutevoli condizioni economiche e di mercato.

Veniamo, in fine, ai consigli pratici per cercare di prevenire le evoluzioni possibili nel prossimo futuro.

Il lungo periodo, che dura ormai da oltre 20 anni, caratterizzato da una progressiva contrazione dei tassi di interesse nei principali mercati sviluppati potrebbe essere giunto ad un punto di svolta. BCE e FED rassicurano periodicamente i mercati circa la loro ferma volontà di mantenere i tassi ufficiali di riferimento a livelli bassi ancora a lungo. Tuttavia, chi è in grado di definire “quanto” a lungo?

Se quindi, grazie a quanto appena descritto, i risultati degli investimenti a maggiore componente obbligazionaria hanno sovra-performato nel recente passato quelli a più spinta componente azionaria è plausibile immaginare una inversione di rotta per il futuro.

Il nostro consiglio, di conseguenza, è quello di provvedere ad un ri-bilanciamento del proprio portafogli, fatte salve le premesse riguardati la pianificazione ed il rischio del fai-da-te, in modo tale da prevenire eventuali situazioni di shock dei mercati. A tal riguardo, ci limitiamo ad invitare i lettori ad approfondire l’argomento su quanto è avvenuto durante i mesi di aprile e maggio di quest’anno.

Investire è un po’ come aspettare che la vernice asciughi o l’erba cresca. Se volete delle emozioni, prendete 800$ e andate a Las Vegas.” Paul Samuelson, premio Nobel per l’Economia (1970)

(A cura del Dott. Leonardo Taronna
Analista Economico e Finanziario
leonardotaronna@hotmail.com)



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