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"L'11 agosto avevamo detto che la risposta alla criminalità organizzata locale di stampo mafioso sarebbe stata durissima"

«Obiettivo, sconfiggere la mafia» Minniti ritorna in Prefettura

Emiliano "Nessuno di noi è in grado schioccando le dita, di risolvere i problemi"

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Foggia, lunedì 09 ottobre 2017. Era l’11 agosto del 2017, appena due mesi, quando lo Stato, nella persona del Ministro dell’Interno Marco Minniti, si è riunito a Foggia, in Prefettura, nello storico summit del Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. per dare una risposta forte e concreta alla dilagante ondata di omicidi di stampo mafioso avvenuti in Capitanata.

Oggi, 09 ottobre 2017 il Ministro Minniti è ritornato, come promesso e programmato, per consuntivare il lavoro del Comitato suddetto di due mesi delle Forze dell’Ordine e conferire certezze e proseguo dei lavori intrapresi. Ormai è storia contemporanea che, dopo il quadruplo omicidio (con morte tra l’altro del boss Mario Luciano Romito) avvenuto lungo la S.P.272 nei pressi della stazione di San Marco in Lamis – direzione Apricena, in provincia di Foggia è stato determinante per innalzare la soglia di attenzione e azione dello Stato nei confronti della mafia locale. Un dispiego imponente di agenti di Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, dei militari dell’Arma dei Carabinieri, con il prezioso e spesso determinate di reparti speciali come lo Squadrone Eliportato Carabinieri “Cacciatori Calabria e Sardegna”, dei Baschi Verdi della Guardia di Finanza, dei reparti investigativi dello SCO, del ROS e dello SCICO, che in due mesi hanno svolto arresti eccellenti, finanche di super ricercati, sequestrando un numero ingente di armi, stupefacenti e denaro proveniente da attività illecite e di stampo mafioso. Insomma, come disse Minniti che le unità dei reparti speciali prettamente utilizzati per reprimere e stanare in modo «aggressivo» mafiosi e criminali di spessore, ha funzionato e sta funzionando, poiché le azioni continueranno fino a che l’asticella del pericolo non sarà abbassata, garantendo alle Patrie Galere chi sta insanguinando, estorcendo, minacciando, la provincia di Foggia. Lo Stato questa volta, ed è giusto affermarlo, ha inferto un duro colpo alla criminalità organizzata locale e alle varie batterie di stampo mafioso operanti in Terra di Capitanata, prevalentemente sul Gargano e Alto Tavoliere. E ciò avviene durante una fase delicata, corroborata da un Protocollo d’Intesa firmato ibidem dalle istituzioni presenti all’incontro, e l’annuncio che a San Severo il “Reparto Prevenzione Crimine” è in fase di ultimazione: mancano solo alcune firme istituzionali.

«L’11 agosto avevamo detto che la risposta alla criminalità organizzata locale di stampo mafioso sarebbe stata durissima e che l’avremmo verificata nel tempo la forza di questa risposta -ha affermato il Ministro dell’Interno, Marco Minniti-. Come avevamo annunciato che ogni due mesi avremmo fatto un bilancio ed oggi siamo al primo, che continuerà nei prossimi mesi perché l’attività è appena dispiegata, poiché siamo solo all’inizio. È giusto che l’opinione pubblica, la stampa, abbia informazioni su tal attività, del lavoro collaborativo svolto tra le istituzioni. Il bilancio è positivo. Ha avuto quella forza d’urto preventivata, che desse il senso forte della presenza dello Stato.

Noi abbiamo l’obiettivo di sconfiggere e non di contenere

I dati forniti dal Signor Prefetto di Foggia sono squadernati sotto gli occhi di tutti, con cifre importanti messe in opera dalle Forze di Polizia. Un dato importane che più mi ha soddisfatto –ha affermato Minniti- è il clima che ho respirato nel Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Un clima di straordinaria cooperazione, di grande consapevolezza, il riconoscimento comune del passo fatto in avanti. Il che testimonia che abbiamo istituzioni nel nostro Paese che lavorano all’unisono per raggiungere l’obiettivo di sconfiggere le organizzazioni mafiose che operano in questa provincia. Noi abbiamo l’obiettivo di sconfiggere e non di contenere. I cittadini –ha chiuso il Ministro dell’Interno- hanno avuto modo di vedere una presenza organica delle Forze di Polizia dispiegate sul territorio. Un lavoro svolto con il controllo del territorio e un’importante attività di capacità investigativa, un incontro che ha portato risultati.

Su quest’ultima importantissima e determinate affermazione del Ministro c’è da porre in evidenza che l’attività investigativa era stata preannunciata nel summit di agosto. L’utilizzo di sofisticate apparecchiature per il controllo del territorio con sistemi satellitari e utilizzo di droni, e con il potenziamento della videosorveglianza, hanno fatto la differenza laddove le zone impervie del Gargano erano il rifugio di super latinati e magazzini per armi e droga. Una fra tutte l’area della Foresta Umbra, da sempre sede preferita per occultamenti criminali, battuta anche palmo a palmo dalle unità speciali suddette.

«La presenza del Ministro Minniti –ha detto il Prefetto di Foggia, S.Ecc. il dott. Massimo Mariani- testimonia l’importanza attribuita all’attività svolta in questa provincia. Ringrazio tutti i componenti del Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, i firmatari del Protocollo d’Intesa che a breve sottoscriveremo. La riunione svolta quest’oggi è il consuntivo intermediario, perché è una delle fasi del lavoro in essere, del lavoro svolto finora. In altre parole su come le Forze di Polizia impiegate hanno saputo utilizzare le ingenti risorse impiegate con i cospicui rinforzi inviati. I dati sono abbastanza confortanti e vanno dal 10 agosto al 30 settembre. In soli due mesi sono state controllate 44399 persone, di cui 380 denunciate, 230 arrestate, 114 sequestri penali, 6798 amministrativi, 84 sanzioni ammnistrative, 37757 veicoli controllati con 2710 sanzioni elevate del Codice della Strada, 8900 controlli domiciliari, 2616 perquisizioni, 89 controlli amministrativi su esercizi commerciali. Ho voluto precisare il periodo – ha continuato il Prefetto- perché ad oggi questi dati si possono definire superati, poiché fino ad oggi noi abbiamo assicurato un controllo capillare del territorio. Infatti oggi è stata portata a termine dalla Polizia di Stato un’importante attività di Polizia Giudiziaria, mentre i Carabinieri effettuavano l’arresto di un rilevante esponente di vertice della criminalità organizzata foggiana, contestualmente la Guardia di Finanza portava a termine un’importantissima operazione. Queste operazioni sono la cartina di tornasole di ciò che è la realtà di questa provincia, della criminalità di stampo mafioso, una realtà criminale violenta. E sia la Polizia, sia i Carabinieri, sia la Guardia di Finanza, stanno utilizzando bene le risorse e i rinforzi messi a disposizione dalla Stato. Queste risorse e questi rinforzi li stiamo utilizzando bene – ha precisato Mariani-, e noi continueremo ad operare perché questo è il nostro compito, con un sistema funzionale, questo sistema, e che anche grazie al Protocollo d’Intesa sancito questa mattina e che ci accingiamo a firmare, si possano ottenere più significativi risultati. Di sicuro questo è un punto di passaggio, assolutamente non è un punto di arrivo – ha terminato il Prefetto-.

Parole significative del Prefetto considerando che è in carica a Foggia dall’indomani del summit del 10 agosto 2017. Questo perché in due mesi ha potuto toccar con mano una realtà che da tempo grida sicurezza e perciò legalità, e il lavoro svolto, gratificandolo, lo colloca al vertice di uno sforzo straordinario che solo con le sinergie di tutte le istituzioni, cittadini compresi, può sortire i risultati previsti.

Nessuno di noi è in grado schioccando le dita, di risolvere i problemi

«Quando parliamo spesso di criminalità bisogna dare una lettura di ciò che avviene –ha detto Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia-, e lo dico guardando la stampa presente. Io vorrei che voi ci aiutaste a dire a tutti i cittadini di questa provincia che tutto lo Stato Italiano è qui. Ed è qui non in modo formale, non è qui per scavallare un momento difficile di opinione pubblica. Adesso è qui perché sta lavorando, con uno stile che il Ministro sta utilizzando in tutta Italia, con un metodo del fare. Non è qui per tranquillizzare e poi volare via. Non stiamo esibendo lo Stato. Nessuno di noi è in grado, schioccando le dita, di risolvere i problemi. Ce la stiamo mettendo tutta. Abbiamo coordinato, determinato, secondo un principio di sussidiarietà, distribuendo i compiti. Oggi partecipando a questa riunione, che mi ha fatto ricordare i tempi passati, ho visto un enorme miglioramento di mentalità, anche della Magistratura che non è più solo il luogo di esame giuridico delle questioni ma l’integrazione un coordinamento di tutte le attività investigative e preventive che ovviamente rassicurano la nostra comunità –ha precisato Emiliano-. Noi oggi firmeremo questo Protocollo che non è una dichiarazione di guerra a qualcuno ma c’è la visione della società, del paese, di questa area importante per la Puglia e soprattutto l’intenzione dello Stato di far sul serio. Il 21 marzo 2018 a Foggia ci sarà la “Giornata di memoria per le vittime di mafia” e sarà un evento che possiamo utilizzarlo per dare valore a tutto il lavoro svolto fino a ora e che verrà fatto. Dunque, rivolgo un invito a tutta la società della provincia di Foggia di partecipare e di stimolare noi stessi, ma anche tutti i presenti che hanno la capacità di ascolto notevolissima, per svolgere attività, anche rivoluzionarie che in questo momento non siano consuete o prevedibili, che diano definitivamente la certezza a questa provincia di non essere una Cenerentola dimenticata, ma di essere in questo momento al centro dell’attenzione dello Stato, che vuol dire avere una grande responsabilità e non un privilegio. Se tutta la Repubblica Italiana ci sta parlando, ci sta dando una mano, -ha concluso il Presidente Emiliano- vuol dire che noi dobbiamo essere all’altezza di questa diponibilità».

L’incontro ha visto partecipi al tavolo la dott.ssa Alessandra Guidi, Vice capo della Polizia di Stato, e il Segretario Generale della Giunta Regionale della Puglia, il dott. Robero Venneri, che, per le cariche ricoperte, hanno illustrato i dettagli e l’importanza del Protocollo d’Intesa decretato oggi, rimarcando la lunga collaborazione tra Ministero dell’Interno e Regione Puglia con importanti fondi comunitari già in essere in precedenti programmazioni. Difatti la sottoscrizione del Protocollo da attuazione all’azione di coordinamento tra la programmazione regionale in materia dei fondi strutturali e i programmi operativi nazionali, con fondi di programmazione 2014-2020.

A cura di Nico Baratta, Foggia 09.10.2017

FOTOGALLERY ENZO MAIZZI

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«Obiettivo, sconfiggere la mafia» Minniti ritorna in Prefettura ultima modifica: 2017-10-09T22:29:11+00:00 da Nico Baratta



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Commenti


  • Antonello Scarlatella

    Voi continuate a dire castronerie ed io continuo a dire sempre le stesse cose.
    L’atteggiamento del ministro dell’interno è un atteggiamento da politico in campagna elettorale non da ministro della repubblica.
    La mafia non si sconfigge, si argina a limite. Il fenomeno mafioso si argina creando oppportunità per il territorio. Progetti non chiacchiere Minniti.
    Antonino Caponnetto definiva la mafia come: “una associazione segreta per atto costitutivo, verticistica, unitaria e su base familistica”
    Bene….standardizziamo questa definizione non solo sulla criminalità organizzata oppure su microcriminalità ma su tutto ciò che è Associazione per atto costitutivo che vessa il popolo …specie se verticistica.


  • Lettore

    La mafia si sconfigge anche mandando i politici ladri e corrotti in galera.


  • Crozza Presidente della Republlica

    Il capo dello stato che cerca di mettere a “tacere” i giudici che denunciano pubblicamente il malcostume e il marciume infinito della politica. Ma che bel paese. Un capo dello stato che ha avuto un fratello ucciso della mafia…siamo davvero alla frutta. Personalmente metterei il grande Crozza come Presidente della Repubblica, mi fido più di lui.


  • Michelantonio

    Caro Ministro, per sconfiggere la Mafia non servono belle parole e cuore tenero passionale, ma leggi severe di detenzione e apllicazione delle stesse.
    Grandi passi avanti , non sembrano che siano stati fatti, escluso qualche risultato della normalita’ quotidiana.
    Certo che la popolazione, con l’intervento di questi cacciatori, speravano risultati molto piu’ importanti.
    Non scarichiamo sempre la colpa all’OMERTA’ dei cittadini, perche’ sono indifesi e lasciati da soli indifesi, ma ci vorrebbe un pugno di ferro da parte dello STATO come volonta’ politica di estirpare questo tumore, che ormai ha sparso le proprie radici su tutta la nazione.


  • Lettore

    Chiacchere morte! Avete preso i banditi feroci che hanno compiuto la strage di San Marco? Oltre a Igor anche la mafia del gargano si sta prendendo gioche di voi…eppure avete mezzi notevoli..mah…Fatti non parole!!


  • Dany

    Caro Minniti, è vero quello che dice ma la cosa non si risolve con le tv ed i giornali, anzi…
    C’ è bisogno di tanti uomini ed in borghese, infiltrati, e bloccando le loro attività principali, controllando di più il territorio e non da Roma o dagli uffici e tv, se veramente si vuole fare qualcosa!
    Ormai la gente si sente più tutelata da certi personaggi loschi che dallo Stato, mancanza di leggi e giustizia vera, poi non date nenache un bell’ esempio proprio con certi politici piazzati nei posti di comando misteriosamente e senza nessuna competenza…


  • Maria

    Dove sono tutti questi risultati ministro? Oggi sono dentro, domani sono fuori, più forti di prima… non abbiamo ancora risposte, non ci sono prove e nemmeno reati… ma che ce li mandate a fare i rinforzi? Piuttosto spogliateli quelli che c’erano, mandateli a zappare la terra che giova a tutti… tanto nulla facevano e nulla fanno!!!


  • lettore

    in Italia il primo livello di mafia sono i politici.

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