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"Iniziai le cure e non mi sfiorò mai il pensiero di non farcela"

Cancro. Eleonora, 24 anni:”malattia mi colpì come un drago, ho reagito”

Lorenzin: "dobbiamo sapere intercettare le grandi rivoluzioni che la scienza ci sta portando"

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Roma – “LA malattia mi colpì come fosse un drago, dovetti trovare il coraggio in me, mi ha aiutato la ricerca scientifica. Iniziai le cure e non mi sfiorò mai il pensiero di non farcela perché stavo combattendo per me e per tutti coloro che mi stavano accanto: familiari, medici e ricercatori che mi stavano donando una speranza di vita“. Con queste parole Eleonora Guzzi ha portato la sua testimonianza in occasione della Giornata Nazionale per la Ricerca sul Cancro, svoltasi lo scorso 6 novembre Quirinale.

Davanti al Presidente della Repubblica, ai rappresentanti delle Istituzioni e ad una platea di donne e uomini sostenitori della Ricerca, il Professor Veronesi, Direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, ha sottolineato come, “per curare una persona dobbiamo sapere chi è. Essere ascoltato è un diritto del paziente. La medicina del futuro deve essere medicina dell’anima senza perdere la sua scientificità. L’idea della ricerca oncologica, come regno asettico e imperscrutabile di laboratori e provette, è tramontata. È necessario mettere insieme lo studio delle cellule con quello della persona a cui appartengono”.

Nel corso del suo intervento, il Presidente Napolitano ha sollecitato un maggiore impegno delle istituzioni e di tutti i soggetti interessati per compensare adeguatamente le figure professionali che hanno un ruolo fondamentale per la sconfitta di una malattia molto diffusa ed ha ricordato che “siamo al settimo posto, come Italia, per i risultati della ricerca e siamo molto più indietro come numero di ricercatori decentemente pagati”. Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha sottolineato: “dobbiamo sapere intercettare le grandi rivoluzioni che la scienza ci sta portando” e ha aggiunto che la ricerca scientifica contro i tumori “non solo ci consente di vincere la malattia, ma è un’opportunità per tutta l’Italia, come elemento trainante per l’innovazione e per l’industria farmaceutica e biotecnologica, per fare del nostro paese un punto di riferimento in questo campo”.

Nel corso della cerimonia il Presidente Napolitano ha consegnato il Premio FIRC “Guido Venosta” a Brunangelo Falini, professore dell’Università di Perugia, per i suoi studi sul genoma delle leucemie, e il Premio AIRC “Credere nella Ricerca” a Carlo Conti “per aver saputo coinvolgere il pubblico televisivo nel sostenere le iniziative AIRC”, e UBI Banca “per aver interpretato i valori della responsabilità sociale d’impresa con progetti concreti e pluriennali a favore di AIRC”. Lo riporta il Quirinale in una nota stampa.

Redazione Stato



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