ManfredoniaSpettacoli
Di e con Enrico Messina e Mirko Lodedo

Storia di Taborre e Maddalena, spettacolo senza tempo

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Manfredonia – SI è aperta ieri sera con la prima delle due gustose anteprime, Rigenera, la stagione di prosa del Teatro Comunale Lucio Dalla. In scena La storia di Taborre e Maddalena di e con Enrico Messina, foggiano trapiantato a Ceglie Messapica. Con lui sul palco Mirko Lodedo, pianista e fisarmonicista Cegliese prestato al teatro.

Due amici a cena e una tavola imbandita con orecchiette a ragù, braciole vino novello e biscotti artigianali. La fantomatica sparizione di una busta di pere dalla cucina è l’espediente che dà inizio alla narrazione: in una radura sul Gargano c’era un pastore che aveva costruito la sua casa intorno ad un albero di pere…Da qui parte una girandola di storie che scaturiscono con naturalezza l’una dall’altra, come scatole cinesi, in bilico fra passato e presente, italiano e dialetti, favola e realtà quotidiana, rese vive dall’eclettismo e dalla capacità affabulatoria di Messina e accompagnate dal controcanto della fisarmonica di Lodedo. Si racconta dell’amore impossibile fra il principeTaborre e la principessa/sguattera Maddalena, fiaba popolare Garganica i cui echi sono arrivati lontano. “Infatti- ha dichiarato a Stato Mirko Lodedo- girando da oltre 5 anni l’Italia con lo spettacolo, ho scoperto che la storia era nota anche nel profondo Nord.”

A salvare l’amore fra Taborre e Maddalena sarà il recupero e la trasmissione della memoria simboleggiata nello spettacolo dai semi dell’albero di pero, custoditi gelosamente dai protagonisti finchè essi non trovano qualcuno a cui trasmettere e affidare la loro storia, poiché un uomo senza memoria è come la notte senza il giorno, il mare senza pesci, il cielo senza stelle… La conservazione e la trasmissione della memoria è d’altronde il fine ultimo di tutte le narrazioni.

Tuttavia fra principi, castelli e incantesimi si fanno largo, quando meno le si aspetta, invettive non proprio sottili contro i mali della società attuale: la giustizia lenta, le eccessive tasse i giovani senza punti di riferimento…e squarci della quotidianità, talvolta comica, di due amici che si incontrano a per una rimpatriata, capaci di strappare più di un sorriso. Inoltre fra una battuta e l’altra gli attori oltrepassano spesso il sottile confine fra teatro e realtà, interagendo col pubblico e creando un’atmosfera raccolta e goliardica, a tratti familiare, favorita anche, nella rappresentazione di ieri dal teatro non troppo pieno.

La storia di Taborre e Maddalena, come tutte le narrazioni, è uno spettacolo senza tempo, semplice e contemporaneamente ricco, di quelli che, ha dichiarato Mirko Lodedo, “non conoscono crisi, perché necessitando di un budget limitato e di una scenografia essenziale si possono fare ovunque dai teatri, alle scuole agli ospedali!” inoltre, sono sempre aperti alle contaminazioni e all’improvvisazione degli attori, mettendo a nudo le loro capacità reali. Il risultato è che ogni rappresentazione è unica e irripetibile “Ad esempio, ogni volta – continua l’attore/musicista – ci divertiamo a cambiare i cibi con cui imbandiamo la tavola in base alle specialità del luogo in cui ci esibiamo!”.

Questa sera la seconda e ultima anteprima di Rigenera, in scena ancora una narrazione “Santi, balordi e poveri cristi” a seguire, degustazione di vino novello e caldarroste.

(A cura di Annapina Rinaldi – aprinaldi@alice.it)

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Storia di Taborre e Maddalena, spettacolo senza tempo ultima modifica: 2014-11-09T17:41:45+00:00 da Annapina Rinaldi



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