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13 misure cautelari personali, di cui 10 misure custodiali domiciliari e 3 misure interdittive

“Sentenze tributarie: sotto inchiesta due procedimenti Fondazione Casa Sollievo”

Il Gip Ferrucci ha rigettato la richiesta di applicazione di misura cautelare nei confronti di 2 commercialisti di Manfredonia


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Foggia, 09.11.2017. ”(..) Vedi il figurone che hai fatto! (…) Le sentenze favorevoli te le ho fatto io, oh! Mè, va bene va, ok!”.

I reati contestati

Corruzione in atti giudiziari, falso e truffa, in concorso“: questi i reati contestati dalla Procura di Foggia a 13 persone (21 in totale gli indagati), tra cui giudici tributari, funzionari delle Commissioni Tributarie Regionale e Provinciale di Foggia, commercialisti/difensori ed imprenditori/contribuenti, nell’ambito di una vasta indagine condotta, sotto la direzione della Procura foggiana, dal militari del Gruppo Tutela Spesa Pubblica/Sezione Anticorruzione del Nucieo di Polizia Tributaria di Bari, con l’ausilio di personale della Sezione di pg GDF della Procura di Foggia.

Ieri l’esecuzione dell’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale dauno, applicativa di 13 misure cautelari personali, di cui 10 misure custodiali domiciliari e 3 misure interdittive (divieto di esercitare la professione di commercialists per 12 mesi).

Come detto dagli inquirenti in sede di conferenza stampa, “E’ stato accertato che alcuni segretari di sezione delle Commissioni Tributarie Provinciale di Foggia e Regionale hanno costituito per lungo tempo il punto di riferimento dei difensori di alcuni contribuenti del territorio dauno. Gli stessi, per evitare che i loro clienti pagassero allo Stato le imposte dovute, preferivano versare somme di denaro o altre utilità ai funzionari amministrativi delle commissioni e ad alcuni giudici delle stesse, in cambio di decisioni favorevoli nei contenziosi tributari”.

“Questo – è scritto nella nota stampa della Procura – determinava per i contribuenti un vantaggio patrimoniale e per i difensori prestigio e guadagni nell’ambiente tributario. Il sistema fraudolento di elaborazione delle sentenze tributarie in senso favorevole al contribuente e sfavorevole allo Stato è stato caratterizzato da una pluralità di condotte illecite: alcuni funzionari amministrativi in cambio di denaro o altre utilità pilotavano le cause sui giudici compiacenti o svogliati; alcuni giudici emettevano decisioni favorevoli al contribuente in cambio di somme di denaro ; altri, pur in mancanza di utilità personale, frodavano l’amministrazione tributaria delegando completamente, di fatto, la giurisdizione a funzionari che deliberavano secondo il proprio tornaconto personale, limitandosi alla sola firma della sentenza con introito delle indennita previste per l’attivita decisoria”.

“In cambio della promessa e/o della commissione di tali condotte venivano versate da parte dei difensori commercialisti o di intermediari ai pp.uu. utilità varie a somme di denaro ammontanti, queste ultime, a circa 500-1000 euro per sentenza . E’ emerso in un caso che un noto commercialista foggiano avesse uno dei funzionari tributari direttamente a libro paga, in quanto mensilmente gli corrispondeva la somma di 400 euro.

L’importo complessivo delle somme accertate come prezzo dei patti corruttivi è pari a circa 60.000 euro.

FOCUS INCHIESTA – INDAGATI

E’ stato iscritto al registro degli indagati il giudice ordinario Lorenzo Nicastro, ex pubblico ministero ed ex assessore con la Giunta Vendola, attualmente giudice al Tribunale di Matera e relatore alla commissione tributaria di Foggia . Ne

Come riporta IlSole24 Ore “In due occasione (nel 2013 e nel 2015) risultano presunte corruzioni per veicolare in favore della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo procedimenti tributari. “Così si scopre che nel 2013 «(..) segretario della sezione 25 della commissione tributaria di Foggia, riceveva indebitamente da (…) all’epoca (dei fatti contestatigli ex dipendente,ndr) presso l’Agenzia dell’Entrate di Manfredonia, la somma di 1.000 euro in cambio di rassicurazioni in ordine all’esito del giudizio favorevole all’appellante», la Fondazione.

Da raccolta dati, nel corso del suo primo interrogatorio dinanzi agli inquirenti, l’ex dipendente presso l’Agenzia delle Entrate di Manfredonia ha riferito che dopo il proprio “pensionamento” ha “cominciato a lavorare in privato svolgendo attività di consulenza tributaria per conto di commercialisti ed avvocati di San Giovanni Rotondo e dei paesi limitrofi”.

In particolare, lo stesso ha riferito nel gennaio 2017 di collaborare con 2 ragionieri di San Giovanni Rotondo, 1 di Vieste, 2 ragionieri di Manfredonia, 1 commercialista di Manfredonia, oltre ad altri.

L’ex dipendente dell’Agenzia delle Entrate ha riferito che i vari ragionieri e commercialisti con i quali collabora lo chiamavano per le consulenze dei rispettivi clienti “ignari” del suo intervento. L’ex dipendente si apprestava a depositare presso la Commissione tributaria gli atti dallo stesso predisposti (“il commercialista o il ragioniere di turno non avevano alcun ruolo se non quello di sottoscrivere i miei atti andare a discutere“).

Se l’esito del giudizio era “favorevole” al cliente, “il cliente mio pagava me ed io divideVo al 50% con il commercialista; nel caso in cui il cliente fosse del commercialista ugualmente dividevano i soldi a metà, anche se il cliente pagava al professionista“.

REDAZIONE STATOQUOTIDIANO.IT – RIPRODUZIONE RISERVATA

“Sentenze tributarie: sotto inchiesta due procedimenti Fondazione Casa Sollievo” ultima modifica: 2017-11-09T17:48:09+00:00 da Redazione



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